Notte, la mia fidata spada, crea un lungo taglio sul il braccio di quella che, ho ormai capito, è un empusa, proprio un attimo prima che la sua mano artigliata potesse raggiungere la faccia di Cecilia.
La biondina mi guarda come se volesse uccidermi (cosa che potrebbe fare), mentre si tiene con la mano opposta quel che rimane dell'altro braccio.
Sibila e indietreggia leggermente, intimorita.
D'altro canto, chi non si spaventerebbe di fronte a una persona armata di spada, che ti ha appena tirato via metà braccio?
Ma di sicuro non si arrenderà tanto facilmente.
Infatti riparte subito alla carica, questa volta verso di me.
" Ma è così attraente questa scuola, per voi empuse?"
Bofonchiai, riferendomi al fatto che anni prima pure Percy le aveva affrontate con Rachel.
Almeno le altre due erano più divertenti.
Mi distrassi un attimo per vedere come era messa Cecilia.
Era rannicchiata attaccatanto al muretto grigio e sporco del marciapiede che guardava scioccata la "ragazza" con cui stava parlando pochi minuti prima.
" Non sempre tutto è ciò che sembra!" Le dissi ridacchiando.
Per un secondo mi sembrò di star chiaccherando tranquillamente, e non di essere in una situazione abbastanza pericolosa.
Ne è la prova il lungo taglio che ho sulla gamba sinistra, per fortuna non troppo profondo, che sarebbe guarito entro qualche minuto, per la straordinaria capacità di guarigione dei licantropi.
Carmen l'empusa, mi guarda con rabbia mentre giriamo a cerchio, l'una per studiare l'altra.
All'improvviso spicca un salto e fa per attaccarmi di nuovo.
Mira di nuovo alle gambe, ma mi basta spostarmi di lato per schivarla.
Penso sia una empusa giovane, non ancora esperta, sennò avrebbe saputo che non si deve lasciare la propria schiena scoperta.
La mia lama trapassò il suo busto da una parte all'altra.
Niente sangue, nessun rumore.
Solo cenere, cenere di un mostro che si sarebbe di sicuro riformato nel Tartaro (si spera non troppo presto).
Guardai soddisfatta il mucchietto di cenere sul cemento grigio, prima di ricordarmi che non ero sola e che avevo un bel po'di cose da spiegare e raccontare alla ragazza vicina a me.
"Tu hai appena ucciso una ragazza?" Mi chiese con voce tremolante Cecilia.
"Tecnicamente era una empusa, ma per fartela semplice, sì ho ucciso una ragazza" risposi con un tono non curante
" Hai appena ucciso una ragazza!" Esclamò ancora lei.
"Sì, ho ucciso una ragazza" ripetei io, aggiungendo un bofonchiato 'che tecnicamente era una empusa'.
"Allora non sono pazza! Lo hai appena ripetuto!" disse facendo una risatina nervosa e preoccupante.
Seguirono attimi di quasi silenzio, interrotti dalla frase 'non sono pazza, non sono pazza, non sono pazza...' ripetuta in continuo dalla ragazza davanti a me.
" Non sei pazza, e ora lasciami pensare che devo dirti alcune cose, e già devo pensare a come iniziare, se ti ci metti anche tu a tormentare la mia testa non so come andrà a finire"
Lei si zittì di colpo, iniziando a guardarmi storto con i suoi grandi occhi.
Passarono alcuni minuti, questa volta in totale silenzio.
" Allora... Non ho ancora capito il modo più semplice per comunicarti questa notizia che potrebbe sconvolgerti la vita completamente, quindi partirò con questa domanda: hai entrambi i genitori?"
" Ma che diamine c'entra?"
" Tu rispondi alla mia domanda e io rispondo alla tua"
" Mmmm..." Mi guardò assottigliando lo sguardo e sbuffando.
" quando sono nata la mia mamma mi ha lasciata da sola con il papà..."
" Comprensibile... Tutto torna... Tutto coincide..." Borbottai.
Ora non nego che da fuori dovevo sembrare un po'strana.
"Ora mi potresti spiegare perché hai ucciso una ragazza?" Mi chiese.
" E se non lo fai chiamo la polizia!" Aggiunse tirando fuori il telefono.
" Certo e ovviamente gli dirai che una quattordicenne, armata di spada,con istinti omicidi, ti ha salvata da una empusa e, giustamente, non hai nessuna prova, perché il corpo è scomparso" le risposi furbamente.
" C'erano testimoni..." Si discolpò lei, alla ricerca di qualcuno che avesse potuto vedere il fatto.
Purtroppo per lei la strada era vuota.
" Direi di no.
Ora non puoi che stare ferma qui, ascoltarmi e fare domande. Non sembra anche a te la soluzione più semplice?" Le chiesi facendo roteare la spada, prima di trasformarla di nuovo in un anello.
Lei mi guardò sbalordita e chiese
" Come diavolo hai fatto? Sei una strega? Una maga?"
" Prima di dirti chi sono ti farò una piccola introduzione: Cecilia, hai mai sentito parlare degli dei greci? E della loro mitologia?"
" Dovrebbe c'entrare qualcosa con la risposta alle mie domande?"
"Sì, perciò rispondi"
"Conosco la mitologia greca, sì. E mi piace molto! La trovo molto interessante!"
Bene, e un passo già fatto.
" Okay; Zeus, Poseidone, Ade, ci sei fino a qua? Benissimo. Ora vedi di sederti non voglio che tu ti faccia male svenendo"
"Sedermi? Svenire? Vedi di dirmi quello che devi, che mi sto preoccupando!"
" Tutto quello che sai, miti, leggende, dei, è reale. Io ne sono un esempio, io sono Adele, figlia di Ade"
Angolo me
Okay, ci sono, altro capitolo finito.
Sto facendo fatica a continuare, ma finché ci sarà quella quindicina di persone che legge con costanza, non credo smetterò.
Grazie,
Notteeee
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'Ade'le
FanfictionMi chiamo Adele Black, per gli amici Ade. Ho 14 anni. Questa è la mia storia prima e dopo la morte Potrebbero esserci degli errori di scrittura e ci terrei che mi fossero fatti notare, grazie. Sono a conoscenza del fatto che i primi capitoli sono or...
