‟ You know that place between sleep and awake?
That place where you still remember dreaming?
That's where we'll meet
that's where I'll waiting
because that's where I'll always love you „
#1 storybrooke
"È evidente che abbia intrappolato la mia ombra" rispondo senza agitarmi, nonostante Herakleides sia il ritratto della furia. È livido in viso, il collo è cosparso di venature ben evidenti e le palpebre sembrano non incontrarsi mai "ALLORA TROVA UN CAZZO DI MODO PER LIBERARLA!" tuona, afferrandomi il colletto della felpa "Ehi! Ehi!" "DATTI UNA CALMATA, RAZZA DI IDIOTA!" rispondo a tono, spingendolo via con forza. Quest'ultimo, allora, mi si scaglia contro senza un minimo di autocontrollo, gettandomi al pavimento. Mi assesta un pugno in piena guancia, al quale replico con uno nello stomaco. Il rumore dei passi frenetici precede le mani di David che provano a separarci, ma non bastano; quindi corre in aiuto Killian, ma con una mano sola non vedo come possa risultare utile. "Adesso basta!" interviene Regina, facendo scattare un qualche meccanismo nella mente del ragazzo che, dopo aver avuto cura di rivolgermi uno sguardo di sfida, si lascia tirar su dai due.
"Per quanto ognuno di noi ti voglia morto, ci servi" continua la donna, aspettando di vedermi tornare in piedi. Mi ricompongo, passando in rassegna le mani sui vestiti sgualciti. "Prima che troviamo un modo per raggiungere l'Isola, dobbiamo sapere con precisione ciò che sta accadendo da quelle parti" dice, incastrando le mani al bacino "Vuole spiegarglielo lei, Mio Re?" ironizza irritato Herakleides, del quale ignoro la provocazione.
Cerco di liberarmi della tensione incentratasi sul collo compiendo dei movimenti rotatori con quest'ultimo, sollevato nel sentirlo scricchiolare ad ogni scatto. Allora posso portarmi al centro della stanza, al centro dell'attenzione, lo sguardo dei presenti puntato sulla mia figura.
"Quando ho preso pieni poteri su Neverland, ho realizzato che per nulla al mondo avrei permesso che mi venisse portata via" "Vedo che hai fatto proprio un ottimo lavoro, folletto" "Regina, per favore". Sospiro, visibilmente spazientito, nel tentativo di mantenere la calma. "Ho dovuto escogitare un piano B, qualcosa che mi assicurasse che, anche se ciò fosse accaduto, nessuno avrebbe preso il mio posto" "Arriva al dunque". Umetto piano le labbra con la lingua, guardando per un attimo al pavimento mentre raccolgo le parole giuste per dire loro ciò che segue. "Se qualcuno che non fossi io avesse mai messo piede sull'Isola, reclamandola propria, quello che conoscete come Morto del Picco avrebbe scaricato lunghe serie di terremoti su ogni lembo di terra, per far sì che da esso stesso sorgesse il Monte Void: il più efferato Vulcano che il mondo abbia mai visto".
Orrore, spavento, realizzazione. Tacciono, non hanno nulla da dire o, almeno, non ne hanno il coraggio. Si guardano l'un l'altro in cerca di risposte, con la speranza che qualcuno dica loro che sia stato tutto un fraintendimento ... ma mi duole ammettere che sia tutto vero. "Quanto ci vorrà prima che rada al suolo ogni cosa?" chiede Mary Margaret, stringendo la mano del suo amato "Pochi giorni" ammetto, sentendo gli sguardi accusatori bruciarmi sulla pelle "Ne siamo venuti a conoscenza troppo tardi, i terremoti a quest'ora avranno già fatto diversi danni. E sapete come funziona ... si fermeranno soltanto poche ore prima del grande boom".
"Così.. hai preferito rischiare che Neverland venisse distrutta?" chiede Emma chiaramente allibita
"O appartiene a me o a nessun altro".
Herakleides avanza verso di me, nessuno si sognerebbe di frapporsi alle nostre figure, e si arresta quando ormai il suo naso sfiora il mio. I denti stretti e l'ira che ne tiene le redini. "Vallo a raccontare alla donna che ami e che hai mandato a morire".
DERYA'S POV:
Sto perdendo il controllo dell'Isola. La realtà più plausibile è che non l'abbia mai realmente esercitato, comunque.
Le parole di Felix ancora riecheggiano nella mia mente come una cantilena morente, che fa pulsare ogni lobo del cervello: " Il Vulcano ci ucciderà, non c'è nulla che tu possa fare per impedirgli di compiere ciò per cui Peter lo ha creato. Avremo bisogno del suo aiuto ".
In lontananza, appollaiata in cima ad una grande quercia, osservo come il Picco del Morto si trasformi in una letale arma da guerra. La sua sommità adesso è acuminata, la vegetazione che prima lo rivestiva è morta, come se vi fosse stato un incendio, e sui lati continuano a venire giù dei piccoli massi. Gli animali sono in fuga ormai da settimane, molti dei quali hanno preferito darsi in pasto alle sirene pur di non perire in un mare di lava. Neverland sta affondando e se non dovessi trovare presto una soluzione, ognuno di noi affonderà con essa.
"Mamma.." cerco mio figlio con lo sguardo, sorridendogli amaramente "Gli sperduti vogliono tornare a casa, nessuno vuole combattere quella che credono sia una guerra persa" mi informa con un sospiro, prendendo posto al mio fianco. Accenno una risata sbuffata, arresa e nervosa, trattenendo a fatica le lacrime "Non credono in me, non gli si può dar torto". In silenzio, mi posa una mano sulla spalla carezzandone il tessuto che la riveste.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
"Al mio arrivo a Neverland, quel che mi tormentava era il continuo chiedermi per quale ragione i suoi sperduti seguissero ciecamente un tiranno, un tiranno che però aveva le sembianze di un ragazzino, esattamente come loro, e che governavava in solitudine su chi avrebbe potuto ribellarsi anche solo grazie al numero. Mi chiedevo come potesse andargli bene vivere nel terrore, in un ambiente che emanava un nauseabondo tanfo di morte, senza sapere se sarebbero arrivati vivi al giorno seguente" dico con spensieratezza, e questo discorso ha tutta l'aria di essere l'ultimo; "Ma hai regnato al suo fianco, quegli stessi ragazzini si sono inginocchiati a te e tu.." "Ero come lui, ma ancor peggio, lo so" chino il capo, mordicchiandomi il labbro inferiore. Torno a guardare il Vulcano che emerge, osservandone distrattamente il cratere ancora chiuso. "Ma non hanno mai realmente appoggiato il mio ruolo, mi assecondavano soltanto perché il loro sovrano li avrebbe uccisi qualora avessero fatto il contrario" "Non è vero e lo sai bene" m'interrompe, la fronte lievemente aggrottata "Ogni abitante della Foresta Incantata sa chi è Derya Hood e tutti sanno cos'ha fatto e cosa sarebbe in grado di fare ancora!" si alza repentinamente, sovrastando la mia figura con una notevole autorevolezza "Quest'Isola aspetta soltanto che ne rivendichi il potere".
Ho ascoltato le sue parole senza proferirne una, guardandolo con immensa gratitudine. Il mio discorso, però, non è concluso.
"Poi ho capito.." mi guarda confuso, un po' imbronciato, incrociando le mani all'altezza del petto "Pan aveva dato loro una speranza, quella che io non gli darò mai".
Narciso non parla più, di fronte alla verità. Ha le labbra schiuse, ma non riesce a trovare neanche una misera bugia da rifilarmi.
"Io.." "Va bene così" "No, non va bene così" mi si pone di fronte, lasciando le gambe penzoloni ai lati del ramo robusto sul quale entrambi posiamo "So che andrà tutto bene, l'ho saputo dal momento in cui ho realizzato che mia madre fosse ancora viva e che non si fosse mai arresa dal cercarmi. Non m'importa cosa tu abbia fatto in passato, non m'importa quante cose orribili dicano su di te" le sue mani finiscono sulle mie ed io, che non riesco più a trattenerlo, scoppio in un pianto che ho represso per fin troppo tempo "Perché io credo in Derya Hood" "Non.. non hai paura di poter morire qui a causa mia?" egli sorride sincero, delicato, scuotendo piano il capo "Non se sono con te".
Mi fiondo tra le sue braccia, nascondendo il viso tra queste ultime. Egli mi carezza la schiena, piano e delicato, come sua madre ha fatto con il suo corpicino ancora collegato al proprio.
"Sai.." singhiozzo flebilmente "..è così bello avere finalmente un cuore, uno vero, e sentirlo battere per te".