Chapter 21 - Don't you talk to me about pain.

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Il mio potere non sembra funzionare da queste parti, ragion per cui non mi resta che correre. La mia vita dipende dalle capacità motorie delle mie gambe, che oramai sono stanche. L'intelletto appare off-limits, poiché ogni tentativo di aggrapparmi all'incredibile astuzia che ho sempre messo in campo adesso risulta vano e ciò finisce per ricondurmi sempre al punto di partenza: la vulnerabilità. L'Ade è decisamente 10.000 passi avanti rispetto a me. Io, qui sotto, non sono nulla  ...  se non la pedina di un gioco.

Sono obbligata a fermarmi quando mi ritrovo nella City Hall, sulla 2 AVE di Main Street, e dinanzi a me, sradicata dall'edificio della biblioteca e per metà sepolta tra le macerie, la Torre dell'Orologio, le quali lancette sono immobili.

"Non corri più, Hood?" la voce tonante di Tyler, brutalmente assassinato da Peter a causa mia, riecheggia nella piazza principale. Il ragazzo è seguito da alcuni dei suoi vecchi amici: Thomas, Donovan, Brett, Jacob, Travis, Blake e Mason il Monco. Ognuno di loro possiede un'arma, che sia un insulso coltellino od una mazza da baseball. Mi rialzo con noncuranza, senza alcuna fretta, celando con egregia professionalità ogni più esigua traccia di paura. Sistemo le pieghette sgualcite della maglia in tutta tranquillità, ritenendo poi opportuno degnarli delle mie attenzioni. "Non ho bisogno di continuare a scappare, siete perfettamente consapevoli di non rappresentare una minaccia per me" faccio schioccare la lingua sotto al palato sapendo quanto, ai tempi, tale gesto abbia recato loro fastidio "Indipendentemente dalla presenza di magia".

"Vale anche per me?"
─ riconoscerei la sua vocina stridula da prima donna ovunque.
Curvo appena l'angolo delle labbra in un ghigno beffardo, accennando una risata di scherno. "Bene, bene, bene" annuncio, voltandomi a guardare quella che adesso sembra essere il leader mal riuscito di una combriccola di poppanti fonte di un fetido olezzo di latte materno "Miss Darling, ne è passato di tempo!" "Non ti ho mai dimenticata, Derya. Non ho mai dimenticato ciò che hai fatto a me e alla mia famiglia" dice tra i denti digrignati, battendosi ripetute volte un tirapugni sul palmo libero "Lieta di sapere che sono sempre stata presente nei tuoi pensieri, per quanti il tuo cervelletto da microcefalo possa contenerne" la punzecchio, ridacchiando di gusto "Vedo che il senso dell'umorismo è ancora bello pimpante!" appura, muovendo pochi passi nella mia direzione "Oh, Derya, renderò un vero inferno ogni giorno della tua permanenza qui, come hai fatto tu con me" i suoi fedeli avanzano con lei, sorpassandola fino a raggiungermi "E non è una minaccia  ...  è una promessa".

Le dita delle mani di Brett e Donovan si chiudono intorno ai miei polsi, ma mi affretto a rigirare le loro braccia fino a liberarmi per colpirli all'altezza del gomito. Essi, però, ridono a gran voce, contagiando la folla creatasi intorno a noi "Non lo sapevi? Ma come?" la biondina continua a marciare, finendo per azzerare completamente la distanza tra i nostri corpi "Qui giù i morti non provano dolore".

Le borchie del suo tirapugni mi colpiscono in viso, generando un bruciore lancinante che si espande nell'area che ricopre la mascella. Incasso abilmente il colpo, senza riprodurre lamenti. La ragazzina, infastidita dalla mia mancata reazione, colpisce lo stesso punto una seconda ed una terza volta, ma nulla cambia. Come se non bastasse, le volgo uno sguardo di sfida senza sentire alcun bisogno di punzecchiarla con le mie solite provocazioni. Mi guarda per una manciata di secondi, anch'ella in silenzio, prima di muovere il capo in un cenno che richiama l'attenzione della sua truppa. "Questo tuo comportamento sfacciato non ti condurrà a nulla, se non ad un atroce tormento" m'informa, mentre Brett e Donovan mi agguantano di nuovo e, questa volta, non oppongo resistenza "Sono sopravvissuta ad una vita di sofferenze, qualunque cosa abbiate in mente, ragazzi, vi assicuro che il mio corpo lo percepirà come solletico".

( ... )

Sono a terra, la pelle nera a causa del sangue che scorre come un fiume in piena dalle diverse ferite. Permetto loro di pestarmi come si deve, sopportando silente ogni botta, percossa, stangata, calcio, scossone, pugnalata, stoccata o chicchessia.

"Per la prima volta, Derya Hood tace. Si può dire che sia il mio nuovo suono preferito? Sai, in cima alla lista c'è il pianto disperato di quando hai perso JayJay"
e quella voce  ...  all'appello mancava soltanto lui.
"Mike"

sussurro tra i denti mentre provo a tirarmi su, ma vengo rigettata al terreno da una bastonata che egli stesso mi scaglia

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sussurro tra i denti mentre provo a tirarmi su, ma vengo rigettata al terreno da una bastonata che egli stesso mi scaglia. È forte, ha imparato tutto da Peter, ragion per cui, dopo ore di sevizie, emetto il primo lamento. Lo vedo avvicinarsi e chinarsi di fronte a me, per quanto la vista annebbiata possa permettermelo. Tuttavia, malgrado ciò, riesco a carpire l'odio viscerale intriso nei tratti distorti del suo viso segnato dall'oltretomba.

"Sono sempre andato contro il piano di Pan. Fosse dipeso da me, ti avrei gettata in pasto alla Giungla Oscura nel primo istante in cui i tuoi piedi si sono posati sul terreno dell'Isola Che Non C'è" esordisce sfacciato, tendendo la mano per carezzarmi una guancia "Peccato che tu non sia mai contato un cazzo per nessuno" sorrido beffarda, ritraendomi al suo tocco con uno scossone. Infastidito, colpisce con prepotenza il punto che ha tentato di carezzare poco fa con la stessa mano, dopodiché si concede qualche attimo di silenzio, durante il quale mi scruta intensamente.
"Che Ade possa avere pietà della tua anima  ...  perché io non l'avrò".

"Allontanati immediatamente" la voce di Jeremy risuona così reale e vicina  ...  mi giro di scatto, sovrastata dalla paura che mi investe nel vederlo in piedi a pochi passi da me "Jeremy, sei.." "No, sono incredibilmente vivo e pronto ad uccidere una seconda volta chi oserà toccarti ancora" sputa, rigirandosi tra le dita i due pugnali incantati. Mike ride divertito, sonoramente, tirandosi su "Siete finiti di nuovo insieme voi due?" nota "Ridicoli" sogghigna piano, avanzando prontamente "Non saresti dovuto venire da solo" "Non lo ha fatto".

Dalla cupola rovinata della Torre compaiono le figure di: Regina, Robin, Emma, Mary Margaret, David, Rumplestiltskin, Uncino, Nathan, Baelfire ed il mio amato Felix.
Tutti armati fino al collo e pronti a scendere sul campo di guerra  ...  per me.

I've lost everything, except you. || Part 2 ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora