‟ You know that place between sleep and awake?
That place where you still remember dreaming?
That's where we'll meet
that's where I'll waiting
because that's where I'll always love you „
#1 storybrooke
Non so se dipende da come sia arrivata qui, tempo immemore fa, ma questo posto non è come lo ricordavo.
L'Ade non presenta più il suo caratteristico cielo cupo, bensì sembra di trovarsi ancora a Storybrooke. Vi è una linea sottile tra le due dimensioni, dopotutto, a maggior ragione dopo che il Sovrano dell'Oltretomba ha deciso di donarci piccole gioie che le anime perdute, trovatesi qui prima del mio arrivo, neanche ricordavano più, come ad esempio il piacere di gustare una deliziosa cioccolata calda, inebriarsi i sensi con il profumo dei fiori, respirare..
Da quando Herakleides è riuscito a trovare un equilibrio tra i doveri dettati dal proprio regno e quelli della vita che si svolge oltre le lancette della Torre dell'Orologio, da queste parti vige una pacifica tranquillità. Non sono molte le volte in cui si degna a farmi visita, abbiamo entrambi deciso di tenerci a debita distanza e ci sta bene così. Io, però, da qua giù posso osservarli. È stato un altro suo piccolo regalo, non voleva mi perdessi la crescita di nostro figlio. Così, noi tre, sappiamo di essere vicini, non importa che ci sia un intero mondo a dividerci.
È proprio questo regalo, oggi, che mi permette di partecipare al giorno più importante della vita di Narciso.
"Andiamo, Peter?" dal magazzino di Sweet Hood Creamland, mi affaccio sul bancone del gelato dove trovo Peter che osserva le mani trafficanti di.. "Posso venire anch'io?" scuoto il capo, le labbra estese in un sorriso ampio e pieno "Allora sbrigati a chiudere la gelateria, stoccafisso!" "Signorsì, Signora!" Felix finge di scattare sull'attenti, andando poi a rilasciare distrattamente il cucchiaio nella vaschetta del gelato per poi chiudere la teca.
"Sei agitata?" chiede Peter sottovoce, afferrandomi i fianchi come a volermi tranquillizzare. Ho il respiro ansante, i tremolii fino alle dita delle mani e, se potessi, starei sudando. "Andrà tutto bene, Derya, è un ragazzo ingamba, come la madre" si avvicina, lasciandomi un bacio sulla fronte "Saprà gestirlo".
Una volta chiusa la porta del negozio, possiamo raggiungere la folla diretta alla piazza centrale dell'Ade dove, fra pochi minuti, potremo assistere all'evento che cambierà la storia di ognuno di noi, vivo o morto che sia.
Al nostro arrivo la gente crea un varco che ci permette di passare e metterci davanti a tutta la platea, dove mi affianco ad un uomo impegnato a cullare dolcemente una bambina singhiozzante. "Forse dovresti provare a darla a me" egli si gira, visibilmente esausto, porgendomi senza indugi la neonata tra le braccia "Spero che con la mamma riuscirà a dormire, non ha voluto saperne con il nonno" ridacchio, andando poi a posare una mano sulla sua spalla "Grazie, papà".
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"Ehilà, Nike!" Felix solletica piano la guancia di mia figlia che si rilassa a questo nuovo tocco "Figlia di.." "Papà!" lo rimprovero, inarcando il sopracciglio nel vederlo sghignazzare. "Derya, comincia" mi richiama la voce di Peter. Se avessi un cuore nel petto, questo si sarebbe arrestato.