Chapter 34 - A winnerless war.

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"Chi avrebbe mai pensato che la mia magia sarebbe diventata un radar-cerca-lattanti?" "Quel lattante te l'ha rubata senza neanche saperlo" lo punzecchio, godendomi per un po' la sua espressione contrariata. Sa che ho ragione e che fare silenzio è la sua unica opzione.

"Sai, Peter? Avresti potuto evitare tutto questo morendo e basta, quel giorno" mi sento di aggiungere, anche se la questione era bella che finita in due frasi "Fata Morgana non mi avrebbe gettata nell'Oltretomba per recuperare il figlioletto adorato, Herakleides sarebbe ancora il ragazzo d'oro ch'era Jeremy, Ade non avrebbe mai ucciso mio padre, io e Roland non ci saremmo mai persi di vista, non mi sarei mai trasformata pienamente in Lilith, non avrei mai perso la fiducia di tutti, non ci sarebbe mai stato un terzo sortilegio ed io non avrei mai perso il mio unico figlio" dico tutto d'un fiato, liberandomi del macigno che prima gravava sul mio petto "Magari a quest'ora noi tre saremmo felici  ...  senza più Peter Pan ad intralciare le nostre storie".

Egli resta in silenzio. Rimugina sulle parole appena ascoltate. Sembra ragionarvi su in modo serio e cosciente, poiché non segue alcuna risposta pungente.
"Non hai mai visto un lieto fine sull'Isola" "Sì che l'ho fatto  ...  l'ho fatto perché un tempo credevo in te, nonostante tutto" rispondo tempestivamente "Hai parlato soltanto di quanto saresti stata felice con altre persone che non fossero me, le stesse che ci hanno separati, e che avresti trovato il tuo lieto fine giocando alla famigliola allegra con Jeremy e Narciso"

Non sembra irritato. Non sembra derisorio. Solo  ...  arreso.

"Se Rumple non ti avesse trovato in tempo, mi avresti sacrificata per uno sporco sortilegio e lo sai bene" "Perché sei la persona che amo di più"

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"Se Rumple non ti avesse trovato in tempo, mi avresti sacrificata per uno sporco sortilegio e lo sai bene" "Perché sei la persona che amo di più".

Sarei bugiarda se dicessi che tale frase non abbia spaccato il mio cuore a metà. Infondo sarà sempre, innegabilmente, il mio Vasìlia. Decidere di mettere me al primo posto è soltanto una scelta che non cambierà mai il legame tortuoso che tiene le nostre anime ancorate.

"Lo è stato dal momento in cui mi son chiesto perché ti concedessi tutto quell'incomprensibile dominio su di me e sempre sarà così"
accenno una risata nervosa, stringendo la presa sull'orlo della mia maglia
"Quello non è vero amore, Peter. Farsi male, annientarsi, ostacolarsi, avere secondi fini, rincorrere l'ossessione di prevaricare sull'altro  ...  preferire vivere una vita senza la persona che dici di amare pur di viverla su un infido ammasso di alberi e rocce con qualche ragazzino spaventato ai tuoi piedi─" il suo viso è attraversato da quello ch'è palesemente dolore, quello che ti investe nel momento in cui la brutale verità ti viene sbattuta davanti "─non lo è, non lo è.." sibilo.

Lo vedo chinare il capo e, con esso, ogni barriera che ha costruito nel tempo.

"Allora dimmi cos'è.." chiede in un fil di voce.
Tutto pesa su di me, adesso.
E so che non voglio mentire. Me lo devo.

"..una guerra senza vincitori".

Annuisce piano mentre si tira su le maniche, lo sguardo ancora fisso sulle proprie scarpe, aspirando rumorosamente dal naso tra una risatina agitata e l'altra.

I've lost everything, except you. || Part 2 ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora