Chapter 10 - Ashes.

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"Mi dici perché hai improvvisamente deciso di tornare sull'isola?" chiese Felix con un leggero affanno, seguendomi attraverso i lunghi corridoi che percorremmo solo grazie alla morte di una balenottera in camice e alle chiavi che l'avevano uccisa "Non credo si tratti di una coincidenza" la risposta fu netta, poiché l'orologio non aveva mai smesso di ticchettare "Coincidenza? Di cosa parli?" insistette. Le iridi rotearono verso il soffitto per tornare nuovamente sull'ambiente a dir poco deprimente, le quali svolte scoprivano sempre più persone. Fummo dunque obbligati a rallentare, a proseguire con disinvoltura, ma sebbene avessi il viso coperto, uno sperduto non sarebbe mai passato inosservato nella piccola cittadina di Storybrooke, dove ogni abitante si rivolgeva ai passanti chiamandoli per nome. "Cosa pensi di fare?" bisbigliò "Fai silenzio, fai silenzio!" gli intimai a denti stretti, mentre posavo lo sguardo su un uomo che proprio in quell'istante estrasse il cellulare dalla tasca del proprio camice, coprendo la bocca con una mano e guardandomi sottecchi. Avrei voluto usufruire dei miei poteri anche solo per svanire in una nube di fumo, ma percepivo ancora quello schifo inibitorio circolarmi nelle vene. "Non osare correre e sbarazzati quell'espressione, sembra che tu abbia appena scuoiato vivo un neonato" gli sussurrai, avvertendo la mancanza di un battito alla vista dell'insegna che riportava la parola " EXIT ".

"Credimi, vorrei davvero accontentarti, ma mi sento in dovere di dirti che qualcuno ci sta seguendo"« Porca puttana, lo sapevo! » ─ fu arduo non accelerare il passo, non provare a schizzare verso la tanto agognata uscita ─ « Pensa, buona a nulla, pensa... » ─ sentì una voce maschile che parve voler attirare la nostra attenzione, ma nessuno dei due accennò a fermarsi, non in prossimità dell'ingresso principale. "Ehi! Tu!" chiamò ancora, riuscendo nel proprio intento. Felix smise di camminare. L'istinto fu quello di comportarmi alla stessa maniera, fiancheggiarlo come avevo sempre fatto, ed avrei mandato tutto a puttane, perché il suo era uno scopo ben preciso.
Proteggermi.

"Dice a me?" "Perché non smetti di importunare i cittadini e non soffochi con la polvere di fata?"
il ragazzo rise di gusto, per nulla scalfito dalle parole del suo interlocutore, diversamente da me. "Vuole attribuirmi la colpa di quel bel culetto?" ribatte', indicando il mio fondoschiena con una simpatica nonchalance. Non vidi l'espressione dell'uomo, le mie dita già si stringevano intorno alla maniglia. La tirai verso il basso, abbozzando un sorriso trionfante al suono metallico della serratura. Lanciai una rapida occhiata allo sperduto, che nel medesimo istante ricambiò lo sguardo.
"Al molo fra 15 minuti, biondino" a giudicare dal suo ghigno, il messaggio era giunto a destinazione.

( ... )

Mi liberai del camice maleodorante, gettandolo in mare ed osservando come, lentamente, affondasse. Il pontile era stato ricostruito, l'edificio che avevo quasi ridotto in macerie si ergeva su Storybrooke come se nessuno ne avesse mai realmente minacciato l'equilibrio, l'acqua era un'immensa lamina regolare e la Jolly Roger regnava sovrana su quest'ultima. Felix mi avrebbe raggiunta a momenti, forse, ed io non sarei mai partita senza di lui. Non avevo più nessuno, se non il mio splendido ragazzo. Per nulla al mondo lo avrei lasciato solo. Per nulla al mondo me ne sarei separata.

Un sorrisetto malinconico comparve quando la mente, per l'ennesima volta, si ritrovò a viaggiare nel tempo. Ricordai di quanto fosse stata ridicola, per Peter, l'idea che vedessi Felix come un figlio. Lui, ch'ebbe abbandonato il proprio, non era riuscito a comprendere per quale motivo cercassi tale legame con un ragazzo ormai cresciuto e, ai propri occhi, ben lontano dal voler avere una madre; una madre che, per giunta, ai tempi fosse stata più infantile di lui. Beh, neanch'io ero mai riuscita a fornirgli una risposta. Né a Peter, né a Felix, né a me.

" Amore, non vuoi salvarmi?
Il mio cuore ha bisogno di te ".

Trassi un profondo respiro dopo quello che sembrò un lungo periodo di apnea. Aprii gli occhi, investita dall'espressione agitata di Felix che mi percosse un'ultima volta. "Cos'hai?" mi chiese con premura, notai quanta fatica facesse a mantenere la calma "Non... lo so" risposi in un fil di voce, la fronte increspata in segno di confusione. Una cantilena tetra aveva strisciato tra i miei pensieri, raggelando ogni tratto di pelle. Due frasi, una sola domanda ─ eppure mi era sembrata eterna. Anche quella non poteva essere una coincidenza, non se si prendevano in considerazione le mie finalità. "Ha... ha a che fare con il nostro ritorno?" mi carezzò piano la spalla, volgendo uno sguardo fugace al cielo. Mi concessi una breve pausa, durante la quale le iridi si posarono su ciò che aveva attirato l'interesse di Felix. "Ti va di scoprirlo con me?" tornai a guardarlo, incantata dal suo sorriso, seppur privo di serenità.

I've lost everything, except you. || Part 2 ||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora