"Sarà meglio per voi che si svegli" il suono grave e rauco di quella voce vibrò indistinto nello spazio adiacente, ma lo riconobbi all'istante come quello di Felix. Sentii le articolazioni destarsi dal loro torpore e divenire più morbide, liberandomi dalla sgradevole sensazione che quasi mi aveva fatto credere avessi del cemento armato al posto delle ossa. Ancora avvertivo vagamente tale pesantezza, della quale provai a sbarazzarmi una volta per tutte con dei cauti movimenti delle dita appartenenti alla stessa mano che il ragazzo stringeva con premura insolita. "Non ti stanca essere sempre sulla difensiva?" lo schernii con un timbro tenue e molto discordante da quella ch'era la mia persona, tossicchiando a causa del bruciore pungente incentrato all'altezza della gola. Felix parve agitarsi, reazione inattesa che sciolse la lastra spessa di ghiaccio situata intorno al mio cuore inerte, balzando tempestivo dalla sedia per potersi protendere verso la mia figura che ancora stendeva sul lettino di una squallida camera blindata.
"Come ti senti? Hai bisogno di qualcosa? Vuoi che ti porti dell'acqua? Hai fame?" non prestai neanche attenzione alle domande seguenti, troppo impegnata a reprimere l'istinto di premere una mano contro le sue labbra per metterlo a tacere. Piano, agevolata dall'assenza di luce, riaprii le palpebre dopo averle sbattute più volte. L'angolo delle labbra si curvò in un movimento quasi del tutto impercettibile alla vista dell'espressione costernata dello sfregiato, verso la quale provai a tendere la mano ─ beh, se solo non fossi stata ancora legata da asfissianti cinturini serratimi sui polsi da chi aveva eseguito gli ordini di Robin e Regina. Sospirai rumorosamente, tornando a stendere il braccio sul triste lenzuolo slavato. Felix serrò le labbra, volgendo uno sguardo fulmineo a Ginevra che, affiancata da qualcuno la quale identità mi era ancora ignota, si ergeva poco distante dal lettino. "Va tutto bene, andremo via presto" dissi nel tentativo di rasserenarlo, lasciandomi pervadere da quella che, seppur vagamente, sembrava una meritata tregua, quand'egli posò nuovamente lo sguardo nei miei occhi "Lasciateci soli" aggiunsi con l'imperiosità che, invece, si atteneva perfettamente al mio profilo; un tono che non ammetteva obiezioni. Tra i due infermieri ci fu un intenso scambio di sguardi, atto che mi recò tedio. Feci schioccare risonante la lingua sul palato per richiamare la loro attenzione, seguendone con lo sguardo le movenze quando finalmente decisero, in silenzio, di espletare l'ordine.
"Ti stanno trattando bene?" gli chiesi, l'inflessione materna e delicata "Tuo padre è l'unica ragione per la quale non sto inspirando la polvere dei sotterranei di Tremotino" rispose con calma apparente, pur sapendo che non sarebbe mai riuscito nell'intento di tenermi celate le proprie emozioni "Non c'è più motivo di essere angosciato, Felix" sussurrai "Quando riterranno opportuno farmi uscire di qui, potremo chiudere definitivamente con il passato e andar via come avevamo programmato ─ insieme". L'effetto che le ultime parole conseguirono sul ragazzo dal temperamento altalenante, fu l'esatto contrario di quello sperato; da uno come lui, tuttavia, avrei dovuto aspettarmelo. Infondo, nessuno lo conosceva meglio di me e nessuno che non fossi io sapeva come riportare la quiete nel caos ch'era sempre stato.
"Quando lo riterranno opportuno?" eruppe, sferrando un calcio alla sedia che andò ad urtare contro il muro "Stai gettando la spugna? Proprio tu? Dimmi che stai scherzando!" "Tutto bene lì dentro?" intervenne Ginevra dopo aver battuto le nocche sulla superficie esterna della porta, senza però ottenere le attenzioni desiderate. "D'ACCORDO, LO AMMETTO! LO AMMETTO!" sbraitò, agitando le braccia "Mi sono cagato nei pantaloni nel ritrovarmi di fronte ad una Derya che mai avevo visto prima! Ho avuto paura e tutt'ora ne ho, perché questo eminente potere potrebbe portarti via da me o, peggio, smembrarti pezzo dopo pezzo!
Ma cosa ─ se fosse un segno del destino? Se qualcuno ti stesse dicendo di usufruirne per vendicare ciò che ci è stato tolto? Cosa ne è stato delle promesse che mi hai fatto?"; le parole gremite di rabbia dello sperduto rimasero sospese nell'aria, ricambiate soltanto dalla leggerezza di un sorriso del tutto inatteso. Notai il suo sconcerto, colto alla sprovvista dal modo inconsueto con il quale stavo approcciando la situazione. "Vivi ─ ed io vivrò attraverso te" pronunciai flebilmente; quella frase doveva giungere unicamente a lui, a chi, come me, aveva vissuto al fianco della stessa persona le quali labbra erano state sfiorate dalle parole appena proferite. "Cosa?" sibilò incerto, corrugando la fronte "L'ho sognato, Felix ─ ed era più reale di quanto non lo sia mai stato da vivo" un sorriso sincero e colmo di mestizia, dettato dalla dannazione divenuta ormai tangibile, donò uno spiraglio di fievole luce al mio viso. La sua confusione divenne tristezza, apprensione. Si avvicinò con cautela, raccogliendo in seguito la mia mano tra le sue e, barcollando un po', si inginocchiò. "Non vuole alcuna guerra, non vuole vedere il sangue riversarsi sulle strade di Storybrooke e ─ non lo voglio più neanche io" una nota stridula mi tradì, permettendo alla sofferenza di trapelare da ogni più esigua fessura "Niente ci restituirà ciò che abbiamo perso, ne siamo consapevoli noi che siamo qui e lui che si trova ─ dall'altra parte.
Non ha senso battersi, quando è lui stesso ad offrirci un'alternativa che eviterà ad entrambi un ulteriore ed inutile dolore" "Ma..." "Solitamente sono io quella a cui piace infrangere le regole e ribellarsi, tu, invece, hai sempre eseguito ogni suo ordine, anche quando ti ha dato motivo di farti perdere tutta la fiducia riposta in lui ─ non tradirlo adesso, Felix" sospirai, carezzando in movimenti limitati il dorso della sua mano "Aiutami ad esaudire l'ultimo desiderio di Pan" aggiunsi, infine.
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I've lost everything, except you. || Part 2 ||
Fanfiction‟ You know that place between sleep and awake? That place where you still remember dreaming? That's where we'll meet that's where I'll waiting because that's where I'll always love you „ #1 storybrooke
