CAPITOLO 9

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Stavano ora a letto, sul punto di addormentarsi. Lui la stringeva in un abbraccio da cui lei non avrebbe mai voluto sciogliersi. Prima però che lei potesse mettersi ancora più comoda Vladimir la lasciò e si alzò per andare a prendere un asciugamano, unica soluzione per pulirsi un pochino. Ma quando si alzò Samira si riprese da quella lieve dormiveglia in cui si trovava e sbuffò rumorosamente. Vladimir si girò di scatto e la trovò appoggiata su un fianco, con il braccio che le reggeva la testa e con uno sguardo a dir poco tagliente. Lui la fissò un paio di minuti prima di sorridere compiaciuto e divertito per la tenera e finta espressione arrabbiata che aveva posto sul viso. 

-Cosa c'è? - le disse con un piccolo sorriso. 

-Stavo comoda, poi ti sei alzato… - 

A quel punto si distese completamente a pancia all'aria e con le mani serrate in piccoli pugni so strofinò leggermente gli occhi, provando un lieve sollievo da bruciore che provava per averli aperti involontariamente poco fa. 

Vladimir quando la vide così si sedette a letto e gattonando le se mise sopra, cercando di levare delicatamente le mani con le sue. Quando ci riuscì le accarezzò sempre con molta leggerezza il viso e le diede due baci, uno sulla fronte e uno sulla bocca. A quel punto lei gli avvolse il collo con le braccia e lo strinse a se, in modo tale che il bacio durasse più a lungo. 

-Perché ti sei alzato? - 

-Volevo prendere un asciugamano-

-Un asciugamano per…? - 

-Volevo darti una pulita… Ti sei sporcata… - 

-Anche tu sei bagnato-

Samira si sciolse dall'abbraccio e si guardarono profondamente. 

-Ehi… Hai freddo? - 

-No Vladimir, sto bene - 

-Dai… Vado a prendere l'asciugamano - 

Nel mentre che lui andò in bagno lei ebbe il tempo, seppur breve, di sistemarsi e comodamente, si mise con la schiena appoggiata sul cuscino che aveva sollevato per metterlo contro il muro. Quando lui tornò si rimise a letto e la riavvolse in un abbraccio e prima di incominciare a passarle la pezza inumidita di acqua la baciò sulla sopra la testa. Poi lei con uno scatto improvviso gli si posizionò sopra e con le gambe accavallate al suo corpo. Lui quindi partí passando prima di tutto l'asciugamano sul collo e poi, circondandola con un braccio, sulla schiena, sempre tenendo lo sguardo fisso sul suo. 

-Che ore sono? - disse lei, ricordandosi solo ora che, purtroppo, la serata sarebbe dovuta terminare entro poche ore. 

-Presto… Non ti riporto a casa ora-

La piccola frase che disse Vladimir la fece sorridere, dal momento che era detta in un modo particolarmente dolce. 

-Ahh… - 

-Che ti prende? - 

-Non ho voglia di tornare a casa… Vorrei stare qui-

-Anche io vorrei che tu stessi qui, ma a dire il vero….-

Prima che Vladimir potesse continuare lei incominciò a descrivere quello che avrebbe dovuto fare il giorno seguente :

-Che cazzo… Alla mattina devo studiare e poi devo portare in passeggiata la cagnolina, dal momento che sono tutti quanti a lavorare… e poi al pomeriggio ancora studiare e studiare e studiare…. - 

Lui la guardò divertito. Amava ascoltarla e guardarla in tutte le sue espressioni, che trasmettevano non poca scocciatura. 

Lei continuò:

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