Arrivati a casa Vladimir, camminando, era avanti rispetto a Samira e Stefan, che lo seguivano parallelamente, senza scambiarsi né uno sguardo né una parola. Samira guardava in basso, per i sensi di colpa che continuavano ad avvolgerla, mentre Stefan fissava Vladimir che continuava a porre le mani a pugno e che si allontanava sempre di più. Arrivati dentro casa Samira e Stefan si misero seduti: Samira sul divano e Stefan sul tavolo di legno, ignaro di quello che effettivamente era successo qualche notte fa. Il biondo nel frattempo vagava per il salone dalla rabbia. Improvvisamente scardinò la porta del bagno dalla sua postazione e la scaraventò con tutta la forza che aveva addosso al muro, che, per l'impatto, fece distruggere la tavola in legno in meno di un secondo. Con il fiatone per il gesto Vladimir continuava a camminare in lungo e in largo per casa. Stefan si alzò:
-Vlad… Possiamo parlarne? Distruggere cose non ti aiuterà a calmarti… Vuoi ascoltarmi?! - Vladimir lo trucidò con lo sguardo e senza dire niente uscì di casa, tirando prima un pugno sul muro, crepandolo anche se di poco. Stefan lo guardò mentre il vampiro se ne andava. Poi rientrò in casa e andò a sedersi sul divano. Il suo sguardo si posò su Samira, che stava appoggiata con la schiena e le braccia distese lungo i fianchi:
-Stai… Stai bene? -
-Mi dispiace… É colpa mia, volevo sapere cosa ci fosse in quel campo, e quindi me ne sono andata,approfittando della sua assenza. Non credevo tornasse così preso e pensavo di cavarmela….mi… Mi dispiace- Stefan a quel punto imbronciò le labbra per poi rilasciarle e rispose:
-Vlad qualche volta tende ad esagerare con l'istinto protettivo… É fatto così… Poi qualche volta é pure scontroso, ma lo fa perché ti vuole bene. -
-Ho sbagliato. Dovevo dargli retta… Sai dove può essere andato? -
-No...é troppo arrabbiato ora. É meglio lasciarlo stare….- alla risposta la ragazza sospirò, e abbassò nuovamente lo sguardo. Dopo un pò Stefan riprese a parlare, per farla sentire meglio:
-Senti… Ehm...sai, non sei poi così male…. Mi sbagliavo sul tuo conto…- le sorrise. Samira ribatté:
-Nemmeno tu… Mi dispiace aver reagito male… -
-Già… Anche a me. -
Samira era piuttosto nervosa: erano passate ore e lei e il vampiro moro non avevano fatto altro che girovagare per la stanza, in attesa del rientro del biondo, ma senza nessuna comparsa. Era quasi sera e Vladimir non si fece vivo per tutto il pomeriggio.
-Ste andiamo a cercarlo…. Non é possibile che sia sparito così. Se lo troviamo poi almeno stiamo più tranquilli… No? -
-Tranquilla… Vedrai che torna. Da piccolo era uguale, anche se inizialmente non lo conoscevo bene. -
-Veramente? -
-Si… Pensa che una volta la madre lo cercò per giorni senza che lui si fosse fatto vivo. I suoi genitori erano disperati. Lo trovarono solo dopo undici giorni che se ne stava tranquillo e appisolato sul ramo di un albero, mentre in bocca teneva un filo d'erba.- mentre lo raccontava Stefan guardava fuori dalla piccola finestra. Il vetro era impolverato, ma riusciva ad intravedere comunque qualcosa. Passarono altre ore e nessun cenno di vita da parte del biondo.
-Ste io vado a cercarlo… Non riesco più a stare qui.-
-Si...dai andiamo.. - I due quindi partirono.
Dopo aver percorso un breve tratto in sincrono, la vampira si sperò dal moro:
-Controllo di qua!! -
-Certo a dopo!! -
Il bosco era scuro a quell'ora ed emanava un senso di macabro che avrebbe fatto venire la pelle d'oca anche ad un vampiro. La ragazza correva e saltava, ma qualche volta si fermava per guardarsi intorno. Di Vladimir però nessuna traccia. Samira non voleva demordere e quindi proseguì. Si mise a pensare ad alta voce:
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ANCORA UNA VOLTA
VampirStoria ispirata a Vladimir, personaggio della serie di Twilight, apparso in Breaking Dawn parte 2. Mi sono appassionata a questo personaggio guardando ripetutamente il film. Non vi dirò niente, ma lascerò che leggiate la storia.. Spero che vi piacci...