CAPITOLO 15

20 1 0
                                    

-Fai buon viaggio sorellina. - 

-Si, ti chiamo appena arrivo… Mi raccomando non far preoccupare la mamma-

-Certo tranquilla… Saluta Albert quando arrivi-

-Certo sarà la prima cosa che farò… Ciao Sam! - 

-Ciao ciao… -

Fu così che Samira lasciò la sorella alla fermata del pullman per poterla salutare prima della sua partenza. Sarebbe stata via solamente due giorni e per motivi di studio tra l'altro. Erano molto legate, ma in quell'ultimo periodo Samira non le dava molta retta. Forse perché preoccupata per la faccenda dovuta al vampiro buono. Non si era mai chiesta cosa ne avesse pensato la sorella semmai un giorno glielo avesse fortuitamente detto. Sicuramente non sarebbe stata la più contenta del mondo, ma forse avrebbe anche potuto approvare la scelta della ragazza a stare con un vampiro. Ma chi voleva prendere in giro : era evidente che se fosse saltata fuori a dire ai suoi genitori ehi mi frequento con un vampiro e ci sono pure andata a letto loro ne sarebbero stati sconvolti. E ovviamente contrari. Non l'avrebbero mai lasciata andare, ma alla fine la vita era la sua, e le scelte anche. Quindi perché non provarci? Subito questo pensiero si cristallizzò nella mente, tanto velocemente quanto veloce fu a vaporizzarsi, dal momento che suo padre l'avrebbe uccisa se avesse saputo della sua relazione con un "mostro". Ovviamente in senso figurato si intende, ma non tanto se si fosse trattato di uccidere quel vampiro che tanto toccava sua figlia. La mente le si annebbiò inoltre quando subito le apparse come domanda quella che Vladimir le fece qualche notte prima: io posso farti diventare come me… Cos'hai deciso? La cosa si faceva estenuante ogni volta che ci pensava. Non avrebbe mai voluto lasciare la propria famiglia, ci era troppo legata, ma al contempo amava infinitamente l'idea di passare ogni singolo istante della sua vita con la persona che avrebbe voluto avere sempre accanto. In quel mondo fatto di realtà, lavoro e normalità, Vladimir era riuscito a regalarle quello che lei tanto desiderava: emozioni, sentimenti e anche un pizzico di divertimento. Era davvero combattuta, anche se non avrebbe mai potuto mettere in dubbio l'amore che provava nei confronti della sua famiglia. 

Con questi pensieri che la accompagnavano arrivò finalmente a casa, dove si mise a studiare per l'università dal momento che la madre era già partita per dirigersi nel luogo di lavoro. Si era messa in testa che quella mattina avrebbe dovuto impegnarsi, altrimenti non avrebbe mai passato gli esami che, anche se lentamente, si stavano avvicinando. La mattinata ad ogni modo passò tranquilla e dopo circa un'ora la sorella la chiamò:

-Ehi Sam… Sono arrivata…Il viaggio é andato bene, ma non c'era nessun posto in cui sedersi, era stracolmo di persone. - 

-Ciao Alexa! Eh… lo sai come sono i bus che portano in centro-

-Si, li conosco bene…tu che stai facendo? - 

-Niente di ché, stavo provando a fare un esercizio di programmazione nel computer ma mi hai chiamato quindi lo farò dopo… Tu? - 

-Sono appena arrivata a casa di Albert, ho messo un pò in ordine la borsa e ora ci mettiamo al lavoro - 

-Va bene Alexa…-

-Ah, non ne posso più di non riuscire a superare questi stramaledetti esami - 

-Stai tranquilla… Devi solo avere fiducia in te stessa, e poi hai molte cose da recuperare in confronto agli altri-

-Albert mi chiama… Ora vado, ma ti chiamo dopo, saluta mamma e dai un bacio al papà-

-Certo sarà fatto. - 

-Ciao!! - 

Samira riattaccò per prima. Era piuttosto preoccupata per la situazione universitaria della sorella: l'aveva vista molto sciupata da quando le sessioni d'esame erano andate male, ma la incitava sempre a continuare e a dare il massimo. Prima o poi i risultati sarebbero dovuti arrivare. Non solo per la sorella, ma anche per lei, dal momento che la sua concentrazione aveva avuto alti e bassi in quei giorni. 

ANCORA UNA VOLTA Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora