CAPITOLO 25

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Samira era distesa con gli occhi chiusi lungo il letto, con la testa appoggiata sul cuscino, che si godeva le affettuose carezze del compagno, che, oltre ad essersi schiacciato contro le sua schiena aveva anche messo la testa sul collo di lei, e con le mani le accarezzava il braccio, spostandole di tanto in tanto i ciuffi di capelli che le cadevano sulla fronte. Erano entrambi svegli, ma mentre lei di tanto in tanto socchiudeva gli occhi per poi riaprirli leggermente, lui teneva fisso lo sguardo su un punto buio nella stanza, più occupato a coccolare Samira. Si sporse un pò per vedere se lei era ancora sveglia, poi le appoggiò le labbra sulla tempia e provò a sussurrarle qualcosa:

-Perché hai reagito così?... - 

-Mh?... - 

-Ehi sei sveglia?- alzò di poco la testa per capire se effettivamente la ragazza fosse sveglia oppure no, ma poi continuò il discorso:

-Sam sei sveglia?... Stai dormendo? - 

-Vlad che c'è? - 

-Niente… Volevo solo parlare-

-Adesso? - 

-Sei sveglia… dove sta il problema? -

-Che ho sonno… Ecco dove sta il problema- nel pronunciare quelle parole Samira chiuse nuovamente gli occhi e Vladimir riapoggiò la testa,deluso, sul suo collo, continuando comunque ad accarezzarle il braccio e la mano qualche volta. Samira dopo un pò però gli diede corda:

-Di che volevi parlare? - 

-Ah adesso vuoi? - 

-Vlad parla…. Dopo sarai più stanco-

-Hai reagito male con Stefan… Lui non lo fa apposta ad essere così, é il suo carattere… Non lo puoi cambiare e non devi dare retta a tutto quello che dice-

-Non ho reagito male…lui mi ha provocato...forse, forse sono stata troppo impulsiva?... Cioè mi ha detto che non mi scopi abbastanza… Secondo te é normale? - 

-Ed é vero? - 

-Vlad non cominciare… - Vladimir sorrise é continuò il suo discorso:

-Domani comunque devo andare a parlarci, almeno potreste provare ad andare d'accordo… - 

-No… Non dirgli niente… Per favore-

-Perché no? - 

-É… é simpatico, mi tiene testa e mi dà del filo da torcere… Come te - 

-Come vuoi, ma dovrai accettarlo. E lui dovrà accettare te… Se iniziamo a farci la guerra tra di noi poi non é più finita… - 

Samira non rispose e Vladimir intuì che la ragazza fosse crollata definitivamente dal sonno. Le porse le coperte, e per qualche ora dormì anche lui, stringendosi nella schiena di lei. Quella notte Vladimir riuscì a dormire meglio del solito, non staccandosi neanche un secondo dalla vampira, cosa che invece non fece lei, che nonostante il contatto con lui la rendesse più tranquilla e sicura non riuscì per un momento a rilassarsi. Cominciò ad essere tormentata da incubi tutti la notte: si girò e si rigirò, ma proprio non riuscì a trovare pace. Sognò in particolare quell'uomo che tempo fa aveva incontrato, e che le aveva riportato indietro il suo prezioso cagnolino che era scappato. Sognò inoltre di essersi avvicinata a quel misterioso campo che tanto le era parso attraente, da quando quella figura le aveva detto di non avvicinarsi. Vladimir non le aveva detto chi fosse l'uomo, ma lei in preda al panico aveva sognato che fosse lo zio del biondo, che avesse tradito la sua congrega e si fosse alleato con i volturi per sterminare l'intero gruppo proveniente dall'est. Di soprassalto si svegliò, con il fiatone e con le gocce di sudore freddo che le scendevano dalla fronte. Quando il battito si stabilizzò diede una veloce occhiata a Vladimir, che, con il braccio che le cingeva la vita, dormiva profondamente, come se niente e nessuno lo potessero svegliare, se non… la mancanza di Samira. Lei però sentiva il bisogno urgente di bere dell'acqua, e per questo si avviò nella vecchia cucina, che Vladimir non aveva mai utilizzato dopo tutto il tempo che era lì. Era davvero ridotta malissimo, ma il lavello funzionava e quando Samira lo aprí iniziò a scorrere un fino flusso d'acqua: era addirittura fresca, così la ragazza ne approfittò. Rimase a guardare un pò fuori dalla finestra, prima di sentire che Vlad si stava per svegliare. Sentendolo rigirarsi nel materasso la ragazza si affrettò ad andare nuovamente dormire. Quando si distese a letto, il vampiro con gli occhi chiusi accennò ad un sussurro:

-Sam… stai… stai bene? - la ragazza quindi si rimise le coperte, gli fece due carezze nei capelli e lo baciò dolcemente in fronte:

-Va tutto bene Vlad, sta tranquillo… Torna a dormire.. -  Vladimir, poco convinto, aprì, con molta fatica gli occhi, stropicciandoseli anche, é togliendosi le reminiscenze che si erano venute a creare:

- Qualcosa mi dice che non va tutto bene… - la ragazza che si era appena messa comoda lo guardò con aria sospettosa:

-Cosa te lo fa pensare? - 

-Solitamente non ti svegli alla notte, ma essendo ancora agli inizi, la trasformazione ti stende ogni volta e quindi la notte la tiri tutta di un colpo. Seconda cosa, sei sudata e la cosa non mi stupisce se hai appena fatto un incubo… - 

-Vlad ma io non ho… - 

-Si certo, non hai appena fatto un incubo: quindi il motivo del perché ti sei rigirata continuamente, scalciando qualche volta e lamentandoti di tanto in tanto nel sonno era un altro… vero? - la ragazza rimase parecchio stupita dalla precisione con cui ebbe descritto i dettagli. Fece cadere la testa di peso  sul materasso e si coprì gli occhi con le mani:

-Cazzo Vlad… Peggio di un radar, ma tu non dormi mica? - 

-É quello che mi stavo domandando io… dai, dimmi che c'é… - 

La ragazza si strinse a lui, e mise il proprio viso tra i pettorali di lui, cercando di nasconderlo. Lui le prese la testa da dietro, per i capelli e la sollevò, in modo da guardarla:

-Dai Vlad lasciami stare… - 

-Alzati dai… Dimmi cosa c'è che non va… - la ragazza, ormai rassegnata dalla piena convinzione del vampiro lo baciò sul petto, poi si posizionò con un braccio che le teneva la testa sollevata. Anche Vlad era posizionato in quella maniera e le loro figure erano in perfetta simmetria:

-Mi é tornato in mente il vampiro a cui tu mi hai detto di non avvicinarmi. Ma non tanto lui, quanto più il campo a cui lui mi aveva detto di non dovermi avvicinare….perché? - quando Vladimir sentí quelle parole non fu in grado di reagire. Non voleva ammetterlo ma gli si raggelava il sangue al solo pensiero di quella figura orribile e tremenda che con tanta, troppa cattiveria, aveva ucciso i suoi amati genitori, nonché membri della dozzina più importante della congrega. 

-Mi dici di preciso cosa hai sognato? - 

-Niente di che… - la ragazza abbassò lo sguardo per quello che tempo addietro il biondo le aveva raccontato. É vero, aveva sterminato i genitori di lui, ma non l'intero gruppo. Vladimir la incitò a parlare nuovamente:

-Ti ho detto che é stato lui ad uccidere i miei genitori… Che altro hai sognato? Guarda che me lo puoi dire… Non mi incazzo - 

-Che era venuto per sterminare l'intera congrega. Siete rimasti in tre, ma che fine hanno fatto gli altri?... Mi avevi detto che eravate in tantissimi ma lui ha ucciso solo i tuoi genitori… Vero? - 

-Si… Solo loro, e il leader di tutto il gruppo. Jhosh ne era il figlio, ma l'intero gruppo si é spostato e ci siamo dispersi nel tempo…. - 

-Dimmi solo una cosa Vlad: perché non posso avvicinarmi a quel campo? Che ha di tanto pericoloso? - 

-Non lo so… Ma non ci appartiene. É territorio dei Volturi e se uno di noi ci mette piedi lo decapitano all'istante. Questo é tutto…. Ora cerca di riprendere sonno- il biondo strinse tra le possenti braccia il corpo della vampira, e cercò di essere impassibile nei confronti di quei discorsi, ma sapeva di avere una grossa questione in sospeso con quell'uomo, e prima o poi sarebbe arrivato il momento sistemarla. 

-Ma Vlad, come faccio a dormire dopo che mi hai detto una cosa del genere?... Perché essere tanto pericoloso un posto così? - 

-Sam dormi, non sono discorsi da intraprendere adesso cazzo… - il vampiro si rigirò, ma non per molto. La vampira lo prese il braccio, lo fece voltare bruscamente e gli salì sopra, avvicinandosi violentemente con il viso:

-Come prego? Insisti così tanto perché vuoi che ti dica il motivo del perché mi sono svegliata e poi mi dici che devo riprendere sonno e non ti dilunghi troppo con i discorsi? Tu lo sai… Ma non me lo vuoi dire per paura che io possa essere coinvolta in qualche brutta faccenda. Parla andiamo… - il vampiro rimase immobile, come lei lo aveva posto, per un paio di minuti e poi accennò a parlare:

-Si, hai ragione… Ne so qualcosa… Ma non ora! Dormi, cristo… - si divincolò e fece cadere la ragazza dall'altra parte del materasso. Si girò nella direzione opposta, e continuò a dormire. La ragazza, con le braccia conserte, si mise a pensare: non sarebbe di certo finita così. 

ANCORA UNA VOLTA Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora