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Mi metto comoda sulla sedia e reclinando la testa mi rilasso un po' nel giardino di casa, godendomi il calore dei raggi del sole del mattino.

Marzo non è ancora alle porte, eppure capita qualche giornata, come oggi, in cui il sole riesce a riscaldare, nonostante il freddo.

Tra qualche ora dovrò andare a coprire il turno in ospedale, chiudo gli occhi per assaporare al meglio l'odore degli alberi attorno.

<< Cosa ci fai qui fuori, assorta nei tuoi pensieri?>>

Apro gli occhi e mi trovo davanti Mattia, raggiunto da Edo, entrambi grondi di sudore in tenuta sportiva.

<< Mi godevo la bella giornata>> dichiaro sorridendogli.

Mattia solleva lo sguardo verso il cielo ammirandola anche lui. Edo non ha minimamente cambiato il suo atteggiamento nei miei confronti negli ultimi giorni e ignorando la nostra conversazione si avvicina ad una fontana iniziando la sua lenta tortura per i miei occhi.

Si bagna la testa e poi inizia a bere un lungo sorso risvegliando qualcosa nel mio ventre.

Gioca sporco e alzo gli occhi ripensando a ciò che mi è appena passato per la testa.

<< Muoio di fame>> dichiaro, alzandomi dalla sedia per entrare in casa.

<< A quest'ora?>> inarca un sopracciglio Mattia.

<< Preferisco mettere qualcosa sotto i denti adesso. A lavoro non è facile ritagliarsi qualche minuto per mangiare>> faccio spallucce.

Entrambi entriamo in cucina, seguiti da Edo che si dirige al frigo per bere un succo d'arancia.

<< Preparo un'insalata. La volete anche voi?>> non so il perché mi sono rivolta anche a lui e in quell'istante mi inchioda col suo sguardo scatenando tante piccole scintille nel mio cuore.

<< Grazie>> annuisce così io inizio a preparare mentre loro prendono posto sul piano snack.

Non riesco a sentirmi a mio agio in loro compagnia, per questo sono distratta tutto il tempo sotto i loro occhi indiscreti.

<<Accidenti!>> mi maledico per il brucione che provo in questo istante. Un taglio mi solca il dito iniziando a sanguinare con qualche goccia, d'istinto lo porto in bocca per alleviare il fastidio.

<< Cazzo>> sussurra Edo con voce roca.

Di scatto si solleva dal suo posto e mi raggiunge << dai qua>> dice, afferrando il dito ferito per metterlo sotto l'acqua.

Alzo lo sguardo e vedo i suoi occhi mandare una scarica di elettricità. Che diavolo starà pensando?

La sua presa è salda sulla mia pelle nuda finché entrambi non ci riscuotiamo.

Mi volto e vedo Mattia con la testa sulle mani, appoggiato sul ripiano mentre ci osserva con la sua espressione divertita.

<< Va meglio?>> sorride compiaciuto.

<< Si>> rispondo, e intanto continuo a sentire la pressante presenza di Edo alle mie spalle.

Mentre mangiavamo la nostra insalata, Mattia scherzava e tra una battuta e l'altra spostavo l'attenzione su Edo che prontamente distoglieva sempre lo sguardo.

Per fortuna le ore passate in reparto per oggi sono state fiacche, nessun pronto soccorso, esami di routine e di tanto in tanto il rumore delle barelle.

Il suono di un messaggio attira la mia attenzione, è Sara. Mi avvisa che al mio ritorno a casa sarò sola visto che sono tutti fuori e lei è al club per lavoro.

Heartbeats &quot;Battiti&quot;Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora