Ben prima che il sole si levasse dai monti, Thymeria si trovò semidistesa con Leto che si stava riaddormentando prendendo il seno.
Spostò lo sguardo verso lo scuro, notando ancora la notte fonda che dominava il cielo. Strinse meglio il bambino a sé, tenendolo un po' più sollevato, e Leto mollò la presa, distendendosi sul suo braccio. Aurora si era accoccolata accanto al fuoco, ma una mano teneva mollemente la gamba di Thymeria.
Avrebbero dovuto fare ancora un bel po' di strada prima di...
Un rametto si spezzò.
I pensieri della donna si interruppero, cercando di capire se il rumore si fosse ripetuto, e appoggiò con delicatezza il bambino a terra. Leto rotolò, sistemandosi con il sedere in aria, e Thymeria si avvicinò alla finestra, cercando di essere più silenziosa possibile e di non mettersi davanti al fuoco per rivelare la sua ombra. Allungò lo sguardo all'esterno, ma il buio nascose ogni movimento.
Doveva essere qualche animale nel bosco, non potevano averli già raggiunti per quanto non fosse così difficile seguire le tracce che avevano lasciato.
«Calidona, fa' che sia solo un animale.» sussurrò.
***
Thymeria studiò con attenzione i due giovani davanti a sé. Si erano preparati uno zaino leggero, contenevano giusto il necessario per mangiare quei cinque giorni e dormire all'addiaccio. Avevano deciso di ritardare la partenza di Riccardo e Fausto ancora di qualche giorno non per terminare l'addestramento veloce, ma perché gli anziani non si decidevano a scegliere quale famiglia evacuare per prima.
Alla fine lei e madre Sophia avevano scelto di ignorare qualsiasi decisione degli anziani e far dire che avrebbero ritrovato i superstiti nei vari templi di Lucina al di là del confine.
«Ricordatevi di riferire ad Arys il messaggio che vi ho insegnato.» disse Thymeria. «Capirà.»
Riccardo fece un lieve cenno con il capo e si mise in spalla lo zaino con l'intelaiatura di vimini. Madre Sophia si diresse verso di loro tenendo in mano una torcia pronta all'uso e un piccolo involto in un sacchetto giallo con il simbolo di Lucina ricamato sopra con un filo rosso.
«Ho pregato la madre delle creature affinché vi conceda un cammino sicuro e interceda verso gli altri dei per preservarvi da ogni pericolo.» disse, solennemente, la sacerdotessa, ponendo la torcia nelle mani di Riccardo e l'involto in quelle di Fausto. «Questi doni vi illumineranno il cammino nei momenti più bui e possa la Sua luce proteggervi dai pericoli che l'uomo non rappresenta.»
I ragazzi strinsero con cura i doni e osservarono con attenzione le donne. Madre Sophia era divorata dalla preoccupazione, ma dall'espressione di Thymeria sembrava che sarebbero andati a fare una scampagnata.
«Cosa possiamo trovare lungo la strada?» chiese Fausto, preoccupato.
«Dubito che ci siano ancora briganti che vogliano correre il rischio di venire catturati e mandati al fronte soltanto per un paio di ragazzi che viaggiano verso il confine, si limiteranno ad attaccare i villaggi sguarniti.» rispose Thymeria, scrollando le spalle. «Quanto alle creature, quelle di cui vi ho spiegato in questi giorni sono le più probabili da trovare, ma tenete conto che ormai non si avvicinano più alle strade umane: non abbandonate mai il sentiero e sarete al sicuro.»
I due ragazzi annuirono e Fausto strinse la mano sull'elsa della spada. Erano riusciti a farle dare un aspetto quanto meno decente e Riccardo aveva con sé una pesante lancia. Anja, con l'aiuto di altre ragazze, era riuscita a fare miracoli.
«È il caso che partiate prima che si levi il sole.» Madre Sophia si voltò ad est. «Potrete fare più strada prima di dovervi fermare, ma non cercate di fare più di quanto riuscite, ci sono comunque cinque giorni prima di arrivare a Fornovus.»
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La disfatta di Floris
FantasyÈ guerra. Il re Emolus ha deciso di tentare la conquista del vicino regno, ma le sue forze sono in netta minoranza e ha perso la valle dei Sogni. Questa perdita causerà la coscrizione di tutti gli uomini in grado di imbracciare le armi, tra cui Arys...