La mattina del primo giorno di lavoro di Maca decisi che anche io avrei trovato un lavoro, magari uno che occupasse poco tempo, part time per quando mi rompessi, fare tipo d'aiutante a qualcuno.
Alcune persone non sono portate per tutti i lavori.
Ed io non ho mai lavorato in vita mia, intendo lavori che non ti facciano finire al gabbio.
Non so manco come si cerca un lavoro perché quelli come me non lavorano, aspettano che i soldi cadano dal cielo.
Ma non volevo essere mantenuta da lei.
Mi misi in tiro e uscii di casa, mi specchiai al finestrino per controllare l'eyeliner e notai che i capelli neri erano cresciuti davvero tanto, se avessi trovato un lavoro, ci avrei dato un taglio e sistemato la frangetta.
Mi feci un giro lì vicino, c'era gente che avevo imparato a conoscere.
Mi salutavano, mi chiamavano Alicia, mi invitavano ad unirmi a loro per scaldarmi con la stufa elettrica, era il 5 novembre.
Capii subito che non avrei trovato nessun lavoro e anche se mi fosse caduto giù dal cielo, non avrei avuto la testa per certe cose.
Ci vuole costanza, io non ce l'ho mai avuta.
Di tutte le persone che vivevano nello Spiazzo ce ne era una che mi piaceva.
Era un mostriciattolo urlante che quando non pioveva passava le giornate a tirare pallonate contro le roulotte della gente.
Una mattina con il pallone ci ruppe lo specchietto della roulotte, uscii fuori imbestialita e mi trovai una bambina di 8 anni con le trecce per contenere i capelli neri arruffati, una maglia larga rossa che le arrivava sotto le ginocchia, dei jeans strappati pieni di rattoppi e senza scarpe.
Come cazzo faceva a tirare quelle pallonate senza scarpe.
«Senti ragazzina, mi hai rotto lo specchietto, ora lo paghi»
Lei in tutta risposta si posizionò il pallone davanti i piedi, prese una leggera rincorsa e colpì di nuovo.
Stavolta mirando alla faccia.
Invece colpì la porta della roulotte e quando se ne accorse scappò via.
Ed io incazzata le corsi dietro, c'avevo pure più 40anni ma le gambe erano più lunghe di una bambina di 8 ed in poco tempo l'afferrai e la sollevai a mezz'aria, questa iniziò a divincolarsi ed urlare «Non mi ammazzare, scusa, scusa, non mi ammazzare» Ripeteva come se la stessi per sgozzare.
Quando capì che non la volevo ammazzare si calmò e aveva gli occhi lucidi.
«Piangi per uno specchietto?»
Tirò su col naso «Pensavo mi volessi picchiare»
«E se ti mollo, smetti di piangere?»
Tirò su col naso di nuovo e annuì.
«Facciamo che per questa volta te la faccio passare»
«Non lo vuoi pagato?»
La guardai e notai un taglio netto sul sopracciglio «Tanto sono sicura che lo rompi un'altra volta»
La lasciai andare e feci per tornare indietro, a metà strada mi girai per assicurarmi che lei facesse lo stesso, non volevo che si perdesse «Tornatene a casa»
La bionda si godeva lo spettacolo sulla sdraio fuori «Ti ha fatto correre, eh?»
Quando tornai dentro casa presi dalla mensola sopra la cucina la ciotola dei biscotti e mi ci riempii la bocca poi Maca entrò dentro e me la rubò dalle mani per offrirla alla teppistella.
Quella ci aveva rotto lo specchietto e lei le offriva i miei biscotti.
La bambina si avventò sui biscotti come una bestia, mangiava masticando a fatica, sembrava che non ne avesse visti mai.
«Guarda che ti strozzi se continui così»
Maca era seduta a tavola e se la teneva in braccio, le tastava le braccia che erano piene di croste e tagli, io notai che aveva gli occhi più neri che avessi mai visto. «Dove vivi, piccina?»
La bionda aveva una voce smielata, non l'avevo mai sentita così, tutta un miele, le accarezzava piano la guancia.
Con me non la usava quella voce.
«Qua vicino, alla roulotte verde»
Ci guardammo.
Di roulotte verde c'è ne era una sola e noi la conoscevamo bene perché molto spesso le urla che provenivano da lì ci svegliavano nel cuore della notte.
«E come ti chiami?»
«Vivi» rispose lei piano e poi si rivolse a me, con un tono un po' meno dolce e un'aria di sfida «Te lo ripago lo specchietto, non voglio debiti»
Lo disse in un modo che mi fece ridere.
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Tremiladue.
FanficSequel di Amabili resti. Come Maca raccontava la sua storia dal risveglio dal coma, Zulema farà lo stesso per tutto il casino che è venuto dopo.
