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37 - Nemmeno una volta

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Ivy pov's

"Iv".

No.

"Iv...".

Assolutamente no.

"Iv dai".

Categoricamente no.

"Iv dobbiamo alzarci".

"No" borbotto nascondendo il viso nell'incavo del suo collo.

"Ti prego saltiamo la lezione" piagnucolo stringendolo come una bambina di cinque anni stringerebbe un peluche.

"Abbiamo i M.A.G.O. Lo sai" ride.

"No".

"Iv".

"Ho detto no" piagnucolo stritolandolo.

Sbuffa per poi alzare la testa. Sono sicura che mi sta fissando abbastanza arrabbiato.

Apro un occhio con innocenza, ed effettivamente mi sta guardando scocciato. Sorrido leggermente perché so che non è realmente arrabbiato e lui alza gli occhi al cielo, facendomi ridere.

Dopo qualche istante il suo sguardo diventa allarmato. Si gira verso il comodino e sbianca, per poi catapultarsi sulla sveglia e mettersi davanti. Mi alzo sulle braccia guardandolo di sottecchi.

"Cosa c'è?" Dico insospettita.

Sicuramente ho ancora la faccia assonnata.

"Niente" scuote il capo.

"Draco che hai combinato?" Dico cercando di raggiungere quello che sta nascondendo dietro.

Cerca in tutti i modi di farmi stare lontana ma riesco benissimo a leggere "Sabato" sulla sveglia. Spalanco la bocca.

"Sei un idiota! Mi hai svegliata per niente" sbraito dandogli un colpo sul braccio.

"Ahia!" Sbraita di rimando, guardandomi male.

"Un emerito idiota, ma come ci sono finita con questo qua" borbotto fra me e me tornando sotto alla coperte.

"Mi sembrava venerdì" si giustifica.

"Venerdì un cazzo" borbotto dandogli le spalle e lo sento ridere.

Lo sento muoversi sotto alle coperte e poi cingermi la vita con un braccio. Lo prenderei a pugni se solo quel gesto non mi procurerebbe le farfalle allo stomaco ogni singola volta.

"Mi perdoni?" Mormora al mio orecchio, con una voce sensuale.

"È un modo per chiedermi scusa?".

"Non ti chiederò letteralmente scusa. Mi perdoni si o no?" Stringe un mio seno sopra la maglietta, facendomi sussultare, per ammonirmi.

"No" dico cercando di regolarizzare la mia voce.

"Va bene grazie" dice con nonchalance, come se gli avessi detto si.

Infatti si mette più comodo, senza abbandonare il mio seno.

"Quindi mi hai perdonato" dice subito dopo.

"Non ci posso credere" sbotto cercando di divincolarmi e lo sento ridere.

"Stavo scherzando, stavo scherzando" ridacchia tenendomi ferma.

"Idiota. Ma ti rendi conto? Lo sai che odio svegliarmi presto e tu mi svegli di sabato? Ma hai le noccioline al posto del cervello?" Sbraito ancora girandomi verso di lui e colpendolo col cuscino in pieno viso.

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