Mine

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"Maybe it's the way you say my name
Maybe it's the way you play your game..."

Se ne stava a guardarla da lontano con un sorriso che non riusciva proprio a reprimere, tentando disperatamente di distogliere la mente dal pensiero di lei, delle sue forme morbide e piene, del modo in cui l'aveva amato e si era lasciata amare, senza riserve. Lei incrociò i suoi occhi, sorridendo di un sorriso pieno e completo, con una luce nello sguardo che sembrava del tutto nuova: bastò a farlo desistere da ogni proposito di autocontrollo, e Scorpius si diresse a grandi falcate verso il tavolo di Grifondoro, mentre lei continuava a guardarlo avanzare con quell'insolito scintillio ad animarle gli occhi d'oceano.

"Ciao..."

Glielo sussurrò all'orecchio, mentre si accomodava accanto a lei stringendole la vita e tirandosela contro. Sentì la sua schiena aderirgli al petto, e portò una mano a premerle impercettibilmente un seno, beandosi per un solo istante della pienezza di quelle forme all'apparenza insospettabili. La vide arrossire mentre gli lanciava un'occhiata in tralice, ma lui non le diede il tempo di protestare, infischiandosene degli sguardi morbosamente curiosi degli altri studenti e catturandole le labbra in un bacio morbido e denso.

"Ciao..." rispose lei, allontanandosi impercettibilmente ma continuando a fissare gli occhi sulle sue labbra. La vide mordicchiarsi il labbro inferiore, e quel semplice gesto lo portò a stringere la presa sui suoi fianchi, inchiodandola con uno sguardo bruciante:

"Non farlo, Rose. Non morderti il labbro in quel modo... tutto ciò a cui riesco a pensare sei tu, nuda, sotto di me".

La vide arrossire ancora più violentemente, ma le era abbastanza vicino da cogliere distintamente i suoi movimenti; la vide stringere impercettibilmente le gambe, e non poté fare a meno di insinuare una mano sulla sua coscia, accarezzandola piano.

"Scorpius..."

Le uscì un tremulo avvertimento, quasi una debole preghiera. Scorpius sentì distintamente il suo stesso sguardo addolcirsi, ma non perse quell'accenno di malizia, rivolgendole un sorriso carico di sottintesi:

"Dovremmo rimandare questa conversazione a più tardi, Rossa, ma solo perché non siamo soli. Altrimenti..."

Ma suo malgrado, Rose non seppe mai come Scorpius avrebbe continuato la frase. La piccola Potter la salvò dall'imbarazzo, piombando accanto a loro come un uragano e afferrando distrattamente un bicchiere di succo di zucca:

"I vostri cambiamenti d'umore mi fanno girare la testa, davvero".

Sentì Rose sorridere, mentre salutava la cugina: "Buongiorno anche a te, Lily".

"Ciao, piccola Potter".

Lily rivolse loro un accenno di sorriso, col suo solito sguardo vivace. Poi, lentamente, aggrottò la fronte, appoggiando il viso sulla mano sinistra e non smettendo di fissarli.

"Che c'è?" fece Rose, perplessa.

"Avete qualcosa di strano, voi due. Di...diverso."

Rose gli rivolse un'occhiata allarmata, mentre Scorpius tratteneva a stento le risate. Aveva sempre avuto intuito, quella piccoletta, ma quello rasentava la divinazione. Rose riuscì solo a balbettare poche parole prima che Lily spalancasse gli occhioni verdi e annunciasse la catastrofe, se non altro premurandosi di abbassare la voce:

"Oh, Merlino...avete scopato!"

Inutile dire che il colore delle guance di Rose era diventato un tutt'uno con quello dei suoi capelli, e Scorpius non poté impedirsi di gettare la testa indietro e scoppiare in una fragorosa risata. La Weasley era impietrita, e sembrava quasi infuriata con lui per la sua scarsa capacità di dissimulare...ma la verità era che Scorpius avrebbe volentieri gridato al mondo che Rose Weasley era sua, che era sempre stata sua, e che quella viscerale appartenenza reciproca era la cosa più bella e più vera che avesse mai avuto. La sua risata si spense lentamente, mentre ancora una volta si perdeva nello sguardo di Rose, e le accarezzava lentamente una guancia senza staccare gli occhi dai suoi:

Qualcosa per cui vale lottareLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora