Rose scorreva con gli occhi il suo libro di Rune Antiche, trascrivendo qualche appunto su un foglio di pergamena. Sbuffò stancamente, sollevando lo sguardo oltre le grandi vetrate della biblioteca, e arrotolandosi distrattamente una ciocca di capelli attorno all'indice. Le lezioni ad Hogwarts erano cominciate da poco più di una settimana, e lei si sentiva già stanca: il pensiero che a fine anno avrebbe dovuto sostenere i MAGO la metteva sotto pressione.
Aveva visto pochissimo Albus negli ultimi giorni; lui aveva ricominciato gli allenamenti di Quidditch, e lei aveva passato gran parte del suo tempo libero dalle lezioni in biblioteca, a studiare. La vecchia bibliotecaria, Madama Pince, era ormai abituata alla sua presenza silenziosa.
Rose si era sentita sola, in quei giorni, come spesso le capitava senza Albus. Aveva sempre avuto la sensazione di non avere dei veri amici, al di fuori della sua famiglia. Non era mai stata veramente sola: aveva troppi cugini attorno per esserlo, sempre pronti a tendere una mano, ma a volte sentiva la mancanza di amicizie non condizionate dai legami di sangue. Albus era sicuramente il più vicino a lei, la persona alla quale in assoluto Rose tenesse di più, e quando non c'era, lei ne sentiva la mancanza.
Chiuse il libro, appoggiando il viso su una mano, lo sguardo stanco e perso nel vuoto. Per qualche istante rimase così, a far vagare i suoi pensieri, ma poi qualcosa le sfiorò delicatamente una mano. Era un uccellino di carta, che svolazzava accanto a lei in cerca di attenzioni. Rose sorrise perplessa e lo afferrò, leggendo il contenuto del biglietto:
"Weasley, la McGranitt ci aspetta nel suo studio, stasera dopo cena. Te l'ho detto, passeremo insieme molto più tempo del previsto..." Il sorriso scomparve dal suo viso, sostituito da una smorfia d'irritazione; sotto, l'inchiostro segnava una S in una grafia sinuosa ed elegante, ma Rose non ebbe bisogno di osservare l'iniziale per capire da chi fosse stato spedito il biglietto. Sollevando lo sguardo, aveva incrociato gli occhi grigi e profondi di Malfoy, che le sorrideva divertito. Rose alzò gli occhi al cielo, e raccolse le sue cose; evidentemente, Malfoy era deciso a darle il tormento.
Non che non lo facesse già da anni, ogni volta che ne aveva l'occasione, ma perlopiù si erano sempre limitati ad ignorarsi e ad evitare il più possibile di rimanere nella stessa stanza per più di cinque minuti.
Si voltò nuovamente a guardare Malfoy, stizzita, prima di lasciare la biblioteca. Lui continuava ad osservarla, ma aveva smesso il suo solito, irritante sorriso. Aveva un'espressione seria, quasi concentrata, e Rose rimase interdetta, prima di vederlo voltarsi verso le finestre e cominciare a giocare distrattamente con l'origami svolazzante che le aveva inviato poco prima.
***
Quella sera, la McGranitt aveva raccolto nel suo studio i quattro Caposcuola di Hogwarts.
Rose arrivò trafelata, e salutò cordialmente Marion McMillan, di Tassorosso, e Lysander Scamander, il buffo figlio di Luna, l'amica dei suoi genitori, immancabilmente finito a Corvonero.
"Buona sera, signorina Weasley."
"Buona sera, professoressa."
"Bene, ci siamo quasi tutti...Ah, signor Malfoy, mancava solo lei..."
Rose si voltò mentre la porta dell'ufficio della Preside si apriva, e Malfoy entrava con un'aria del tutto rilassata.
"Buona sera, professoressa"
Rivolse un cenno agli altri, e si sedette.
"Voglio che sia chiaro per tutti voi: essere stati nominati Caposcuola è un privilegio. Siete tra i migliori studenti di Hogwarts, e pertanto esigo da voi una condotta irreprensibile. Non vi abbiamo nominato Caposcuola per scorrazzare liberamente nei corridoi di notte, ma perché possiate collaborare con noi nel tutelare, prima di tutto, la sicurezza dei nostri studenti. Qui ci sono i vostri turni di ronda, e sia chiaro...non sono soggetti a modifiche."
Con un colpo di bacchetta distribuì loro un foglio, e Rose scorse velocemente la pagina con gli occhi. Era inorridita: la McGranitt le aveva affibbiato tutti i turni insieme a Malfoy. Alzò gli occhi, esasperata, e la McGranitt sollevò un sopracciglio:
"C'è qualcosa che non va, signorina Weasley?"
Rose boccheggiò. Non aveva mai protestato per un compito affidatole, indipendentemente da quanto sgradevole fosse. Sospirò, e abbassò nuovamente gli occhi:
"No, è tutto a posto, professoressa."
Rose si voltò a guardare Malfoy, che continuava ad osservarla con un sorrisetto compiaciuto. Oh, quanto la irritava!
"Molto bene, se non c'è altro, potete andare."
Rose si affrettò ad uscire dall'ufficio, e si diresse verso i dormitori di Grifondoro il più velocemente possibile. Non riusciva a crederci, avrebbe dovuto trascorrere almeno tre notti a settimana insieme a Malfoy.
"Weasley...ehi, Weasley!"
Era la voce di Malfoy, ma Rose non aveva intenzione di farsi dare il tormento. Era stanca e giù di morale, e la cosa che desiderasse meno al mondo era sentire un'altra parola dalla bocca di quel pallone gonfiato.
Continuò a camminare, ma lui la raggiunse.
"Malfoy, sbaglio o i dormitori della tua casa sono dalla parte opposta?"
"Oh si, è solo che volevo godermi ancora un po' la tua espressione instupidita."
"E invece io ne ho abbastanza della tua, Malfoy."
"Che c'è, hai paura di passare troppo tempo in compagnia di un ragazzo che non sia tuo cugino?"
"No, Malfoy, sono solo tremendamente seccata di dover passare del tempo con te."
Malfoy prese a sghignazzare:
"Ahh, Weasley, penso che sarà molto divertente, invece."
Erano ormai arrivati alla Torre di Grifondoro. Rose prese un sospiro, fermandosi davanti al ritratto della Signora Grassa, e voltandosi ad affrontarlo:
"Senti, Malfoy, è tardi, tu dovresti essere a letto e io sono troppo stanca per star dietro alle tue sciocchezze."
Lui le si avvicinò di un passo, sorridendo sornione "Oh, non preoccuparti, sto andando a letto..."
Ma non accennò ad andar via. Rose lo osservò, con la fronte aggrottata. I suoi occhi di piombo erano fissi su qualcosa di impreciso, al di sopra della sua spalla. Rose pensò che era davvero cresciuto: per riuscire a guardarlo in faccia, fu costretta ad alzare il viso verso l'alto. Nel frattempo, il ghigno era scomparso dal suo volto, e lui aveva assunto un'espressione indecifrabile.
"Hai qualcosa tra i capelli, Weasley..."
Istintivamente, Rose arretrò di un passo, prima che lui si chinasse verso di lei con un sorriso appena accennato, allungando una mano verso una delle sue ciocche rosse. Ne trasse fuori una piuma, probabilmente rimasta lì da quando Rose si era appuntata i capelli con la sua penna d'oca, in biblioteca. Lei rimase nuovamente interdetta, mentre lui le porgeva la piuma.
"Buona notte, Weasley".
Si voltò velocemente e se ne andò, lasciandola ad osservare la sua chioma bionda allontanarsi per il corridoio.
Quando lui voltò l'angolo, Rose raggiunse finalmente il suo dormitorio. Le sue compagne di stanza erano rimaste in Sala Comune a chiacchierare, ma lei si stese sul suo letto, ripensando con la fronte aggrottata al comportamento di Malfoy. Senza dubbio, l'avere a disposizione più tempo per tormentarla lo divertiva, ma lei aveva altro a cui pensare. Poggiò la piuma, ancora fra le sue mani, sul comodino, e si rigirò nel letto, aspettando la colazione del giorno successivo, quando avrebbe visto finalmente Albus, e forse si sarebbe sentita meno sola.
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Qualcosa per cui vale lottare
Fan-FictionRose Weasley è al suo settimo anno ad Hogwarts, l'ennesimo che condividerà con suo cugino Albus, per lei più che un fratello, l'unico Serpeverde di casa, e amico fraterno di Scorpius Malfoy, con il quale Rose non è mai riuscita ad andare d'accordo...
