"Per l'ennesima volta, Lily...non ho fatto niente ad Alice!"
Albus sospirò, fissando il cipiglio corrucciato di sua sorella, che lo fissava, torva, dall'altro lato del tavolo. James non si era ancora svegliato, nonostante fosse già mattino inoltrato...tipico.
Erano tornati a casa da Hogwarts la sera prima, e l'ultima settimana prima delle vacanze era passata più in fretta del previsto. Albus era miracolosamente riuscito ad evitare Alice e le sue domande – insomma, come diavolo avrebbe fatto a spiegarle che il suo appuntamento con Camille non era andato esattamente secondo i piani perché, per qualche assurda ragione, non era riuscito a smettere di avere la testa altrove? In più, Albus rifiutava anche solo di pensare al motivo per cui l'altrove, in effetti, era lei...figurarsi spiegarlo alla diretta interessata. Però, sembrava che Alice si fosse accorta del suo strano comportamento, ed evidentemente ne aveva parlato con Lily...e le domande di sua sorella, quelle non era riuscito ad evitarle.
L'indomani – la vigilia di Natale - si sarebbero tutti trasferiti alla Tana per le feste, e Albus non aveva ancora capito come fosse possibile che quella vecchia catapecchia piena di spifferi fosse sopravvissuta a due guerre magiche, ai sette figli di Arthur e Molly Weasley, e alla caterva di nipoti che avevano procurato loro. Ma era ancora in piedi, e conservava i loro ricordi migliori. Non poté fare a meno di chiedersi se Alice li avrebbe raggiunti per qualche giorno anche quell'anno, come faceva sempre...si spettinò i capelli, affondando il viso nel suo caffellatte bollente, cercando di non pensarci troppo. Incontrò nuovamente il cipiglio sospettoso di sua sorella, che lo guardava con un'espressione a metà tra quella di una Ginny Weasley irrimediabilmente infuriata, e quella di un Grugnocorto Svedese in procinto di attaccare. Gli si avvicinò, puntandogli l'indice contro:
"Farò finta di essere così stupida da non capire che tra voi due sta succedendo qualcosa..."
Albus tossicchiò, battendosi il petto con una mano per riuscire a mandar giù il caffellatte che gli era andato di traverso. Tentò di balbettare qualcosa senza successo, e Lily aspettò che si riprendesse prima di continuare a parlare "...ma ti giuro che se dovessi venire a sapere che ti sei comportato da idiota con lei, ti ucciderò."
Albus conosceva abbastanza sua sorella da prendere sul serio le sue minacce. Si limitò a distogliere lo sguardo, mentre la chioma svolazzante di Lily si allontanava da lui. Sentì la voce di suo fratello, sulle scale: "Lei chi?" ed ebbe giusto il tempo di inorridire, prima che Lily rispondesse:
"Alice Paciock."
Sentì la risata di suo fratello alle sue spalle, prima che i suoi ricci castani e scomposti riempissero la sua visuale: "Sapevi che aveva una cotta per me, da piccola?"
Albus alzò gli occhi al cielo, pregando Merlino e i Quattro Fondatori che James tenesse la bocca chiusa.
Ovviamente, non lo fece.
A cena, quella sera, sua madre continuava a guardarlo con un sorrisetto che non prometteva niente di buono, mentre sembrava solo aspettare che qualcuno nominasse a caso un certo nome per studiare la sua reazione, mentre suo padre continuava a guardare confuso gli sguardi d'intesa tra James e Ginny, chiaramente chiedendosi che cosa stesse succedendo.
Albus sapeva benissimo che sua madre aveva sempre adorato Alice, ma che lei fosse complice di James nell'intromettersi nei fatti suoi non era esattamente nei suoi programmi.
Che poi, i fatti suoi... che c'era da dire dei fatti suoi? Era uscito con una ragazza meravigliosa che non aveva fatto che guardare con la bava alla bocca per mesi interi, e sembrava solo aver perso tempo, perché avrebbe voluto essere da tutt'altra parte. E non poteva negare a sé stesso che aveva sentito la mancanza di Alice in quei giorni, come di nessun altro. Adorava passare del tempo con lei, così spontanea e allegra da essere per lui come una boccata d'aria fresca, che riusciva a liberarlo da tutte le aspettative della gente, dal suo sentirsi sempre inadeguato... ma non c'era mai stato niente tra loro, e non era sicuro di volere che le cose cambiassero. Né tanto meno avrebbe voluto che la sua famiglia, quel branco di impiccioni irriducibili, ci ricamasse sopra.
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Qualcosa per cui vale lottare
FanfictionRose Weasley è al suo settimo anno ad Hogwarts, l'ennesimo che condividerà con suo cugino Albus, per lei più che un fratello, l'unico Serpeverde di casa, e amico fraterno di Scorpius Malfoy, con il quale Rose non è mai riuscita ad andare d'accordo...
