Curiosità

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Rose scese le scale, un po' più allegra del giorno prima: Al la aspettava in Sala Grande per la colazione. Lo vide seduto al tavolo dei Grifondoro, la sua cravatta argento e smeraldo ben riconoscibile fra tutto quell'oro e porpora.
Lo salutò con un bacio sulla guancia, e Al le sorrise:
"Rosie!"
"Al, sono contenta di vederti! Come stai?" gli chiese, guardandolo negli occhi. Il viso del cugino era stanco e segnato, gli occhioni verdi cerchiati da occhiaie scure, ma ancora sorridenti, e sempre capaci di sollevarle l'umore.
"Sono solo un po'stanco" fece lui, indovinando la sua preoccupazione "Questa nomina a Capitano mi ha messo sotto pressione, è come se si aspettassero tutti che io debba essere perfetto."
"Al, tu sarai perfetto. Ce l'hai nel sangue, dopotutto."
Al le sorrise, con calore "E tu, invece?"
"Solita, noiosa vita da Rose Weasley."
"Dai, Rosie!" sorrise Al "La tua vita non è poi così male!"
"È il nostro ultimo anno, Al. Vorrei fare qualcosa di più che ammucchiare libri uno sull'altro."
"Rose, non lo avrei mai detto, ma sembri tuo padre..."
Rose ridacchiò "All'inizio di ogni anno ci raccomanda sempre di combinare quanti più guai possibili. È evidente che Hugo lo prende alla lettera, e mamma vorrebbe ucciderlo."
Gettò un'occhiata a suo fratello, all'altro lato del tavolo, intento a ridacchiare con Lily. Erano imprevedibili, quei due. Albus rise, di cuore, e poi le accarezzò i capelli:
"Rosie, hai solo bisogno di staccare un po' la spina, e di sorridere di più."
Rose abbozzò un sorriso, voltandosi verso l'ingresso della Sala Grande. Malfoy ne era appena entrato e si era diretto verso il tavolo dei Serpeverde. Rose aggrottò la fronte, ricordandosi della sera prima:
"Al, posso chiederti una cosa?"
"Certo..."
"Si può sapere perché diamine Malfoy quest'anno sembra più interessato del solito a darmi il tormento?"
Albus rise: "Ahhh, sta solo recuperando i mesi estivi in cui non ha potuto farlo."
"Ieri sera mi ha seguita fino alla Torre di Grifondoro. La McGranitt ci aveva convocato nel suo ufficio per distribuire i turni delle ronde...e, a proposito..."
Ma Al la interruppe, perplesso "Cosa? Scorpius ti ha accompagnata alla Torre di Grifondoro?"
Rose non poté fare a meno di arrossire, quando capì dove voleva andare a parare il cugino: "Lui non mi ha accompagnata! Mi ha solo seguita fino a lì per darmi il tormento qualche minuto in più."
Ma Albus non parve molto convinto. Continuò ad osservare sua cugina, alzando le sopracciglia. Per quanto sapesse che Scorpius trovava estremamente divertente far impazzire sua cugina, lo lasciò perplesso il fatto che l'avesse davvero accompagnata alla Torre solo per infastidirla.
"Per di più" riprese Rose "sembrava non volesse andarsene. L'ho praticamente cacciato via ma se n'è rimasto lì, a fissarmi inquietantemente..."
Albus divenne sospettoso. Si limitò a stare in silenzio, ma Rose indovinò i suoi pensieri, e arrossì nuovamente "Al, non pensarci nemmeno. Sta...sta semplicemente architettando qualcosa per rendermi la vita impossibile. Ricordi quando al terzo anno mi ha ignorata per tutto il semestre, non rivolgendomi neppure la parola, solo per irritarmi? Non che non mi rendesse la vita estremamente più semplice, tenendo chiusa la sua boccaccia, ma...sa che odio stare zitta!"
Albus scoppiò a ridere "Si, lo sanno tutti, Rose."
Rose rise, di rimando, quando una voce li interruppe arrivando alle loro spalle.
"Al! Tra i Leoni, stamattina?"
Rose si voltò, e vide l'oggetto della loro conversazione precedente materializzarsi accanto a loro. Distolse lo sguardo, e non poté impedirsi di arrossire, cogliendo l'occhiata eloquente di Albus.

***

Scorpius si avviò verso la Sala Grande, per la colazione. Erano un paio di giorni che non aveva modo di parlare con Albus, era sempre impegnato con gli allenamenti di Quidditch, da quando era stato nominato Capitano, e tornava in dormitorio tardi la sera, dopo aver trascorso ore a pianificare nuovi schemi per la squadra. Si sedette fra i Serpeverde, e cominciò a fissare la porta aspettando di vederlo arrivare, ma le lancette scorrevano, e di Al neanche l'ombra. Si guardò intorno, e lo vide già seduto al tavolo dei Grifondoro con sua cugina, la rossa Weasley. Parlottavano tra di loro, poi Scorpius li vide scoppiare a ridere. Osservò la Rossa, pensando di non averla mai vista ridere così spontaneamente, non in sua presenza. Si alzò e li raggiunse, arrivando silenziosamente alle loro spalle.
"Al, fra i Leoni stamattina?"
Albus sorrise al suo migliore amico:
"Beh, c'è tutta la mia famiglia qui"
Scorpius si rivolse alla Weasley
"Buongiorno, Rossa."
Lei evitò accuratamente di guardarlo, e rispose con un cenno. Era infastidita da lui, e la cosa lo divertiva. Erano sempre stati così, loro due, lui si divertiva a tormentarla e lei gli rispondeva per le rime.
Albus sembrò sollevato di non dover scongiurare un altro litigio, e Scorpius si accomodò accanto a lui, osservando i fogli che reggeva tra le mani:
"Lavori ancora agli schemi per il Quidditch?Amico, devi prenderti una pausa."
Al sospirò "Lo so, sono davvero a pezzi, ma sono appena stato nominato Capitano, non voglio fare una figuraccia."
Scorpius non poté fare a meno di notare che la Weasley se ne stava in silenzio, con lo sguardo perso tra i suoi pensieri. La osservò per un po', e si chiese come mai fosse così taciturna.
Si rigirava attorno all'indice una ciocca di capelli, e Scorpius notò che Al la osservava di tanto in tanto. Ad un certo punto, lei sospirò e si alzò in piedi, raccogliendo le sue cose:
"Vai già via?"
"Si, Al, non ho molta fame."
Albus si alzò in piedi, le diede un bacio sulla fronte e le scompigliò i capelli, sorridendole:
"Ci vediamo stasera in Sala Comune, magari passo a trovarti."
"Oh, no, la Weasley è impegnata con me, stasera."
Albus spostò lo sguardo dall'uno all'altro, confuso: "Cosa?"
Scorpius sorrise sornione, vedendo la Weasley arrossire e affrettarsi a spiegare:
"Sono solo le ronde notturne, Al...la McGranitt ci ha imposto di condividere i turni."
"Ah, allora te ne ricordi, Weasley."
Lei alzò gli occhi al cielo, scocciata "E come dimenticarlo, Malfoy."
Scorpius continuò a sorridere, e vide qualcosa cambiare nello sguardo di lei, una scintilla che fino a pochi minuti prima era assente. Perlomeno, rispondergli per le rime la distoglieva dai suoi pensieri.
"Ci vediamo, Al. Malfoy."
"Ciao, Rosie."
"A stasera, Weasley" la guardò allontanarsi, con i suoi libri fra le braccia, e fra i capelli rossi di nuovo una piuma. Sorrise, involontariamente.
"Di un po', Al, cosa sta succedendo alla Rossa?"
Albus sospirò "È un periodo che va così...in fondo è una sentimentale, non riesce a vivere quest'anno serenamente, sapendo che sarà l'ultimo. Dovrei starle più vicino, credo che si senta un po' sola, e..." Albus guardò in viso il suo migliore amico, gli occhi a fessura, ripensando a ciò che gli aveva raccontato Rose "...un momento, da quando ti interessi a mia cugina?"
Scorpius rimase interdetto, e si scompigliò i capelli, come faceva sempre inconsciamente quando era nervoso: "Beh, n-non lo so...le sue rispostacce sono un po' meno vivaci, quest'anno..."
Albus scoppiò a ridere "Siete patetici, non fate altro che punzecchiarvi."
"È divertente."
"Non penso che per lei sia così divertente..." fece Albus, con un mezzo sorriso.
"Solo perché lei è totalmente incapace di divertirsi..."
"Ahh, non la conosci affatto, Scorp. Ho sempre pensato che siate semplicemente prevenuti, l'uno nei confronti dell'altro. Rose sa divertirsi, è solo che è estremamente razionale, e non è abituata ad aprirsi con tutti, ecco."
"Potter, basta con le smancerie. Siete troppo sentimentali, in quella famiglia. Secondo me è solo un po' noiosa, per lo meno prenderla in giro la sveglia un po'."
"Se lo dici tu..." fece Al, titubante
"Andiamo, abbiamo Erbologia coi Corvonero."
Scorpius annuì, ripensando alle parole di Al: "... è solo che non è abituata ad aprirsi con tutti, ecco."
Si ritrovò a chiedersi che tipo fosse la Weasley, con quelli che considerava amici.

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