New Year's Eve

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Quando Molly Weasley scese le scale, la mattina presto dell'ultimo giorno dell'anno, si trovò di fronte una scenetta che la fece sorridere. Suo nipote Al dormiva sul divano del soggiorno, con le labbra schiuse e i capelli spettinati tirati indietro, e la piccola Alice era accoccolata sul suo petto con i capelli a nasconderle il viso.

Aveva osservato quei ragazzi lanciarsi occhiate imbarazzate e confuse innumerevoli volte, negli ultimi giorni, e i suoi sospetti avevano ricevuto conferma. Mise loro una coperta addosso, e non si scomodò a svegliarli: pensò che ci avrebbero pensato i suoi nipoti, ore più tardi, mentre con un ghigno sardonico si affrettava ad affaccendarsi in cucina.

Quando Al si svegliò, ore dopo, avvertì intorno a sé uno strano silenzio, e questo gli fece supporre che fosse ancora presto, e che aveva ancora un po' di tempo per starsene accoccolato lì, insieme a lei, prima di dover trascorrere un altro giorno facendo finta di niente. Sentiva i lunghi capelli di Alice solleticargli il mento, il suo respiro ritmico e regolare. Ancora con le palpebre chiuse, rifiutandosi di aprire gli occhi per prolungare un altro po' quell'istante perfetto, allungò una mano ad accarezzarle i capelli, ma si rese conto di avere addosso qualcosa di pesante. Aprì gli occhi, controvoglia, e si accorse sorpreso che erano avvolti in una delle coperte fatte a mano da nonna Molly. Sorrise, nel vedere il viso di Alice seminascosto dai suoi capelli profumati...ma il suo sorriso si trasformò in una smorfia di orrore, quando vide sua madre appollaiata sul divano di fronte, con una tazza di té fumante fra le mani, e James seduto accanto a lei, entrambi intenti a fissarli con lo stesso, identico ghigno stampato sul volto.

Arrossì furiosamente, in preda ad un imbarazzo che non aveva mai provato prima: lanciò loro un'occhiata supplichevole, tentando in tutti i modi di non svegliare Alice. Sarebbe morta dall'imbarazzo, come minimo. Si impose di ricomporsi, per lo meno per non fare la figura del bambino beccato con le mani nel vaso della marmellata, e per non darla vinta a suo fratello. Fece loro cenno di tacere, portandosi lentamente l'indice alle labbra, ma era troppo tardi: sentì Alice sospirare profondamente e stiracchiarsi piano accanto a sé, e spalancò gli occhi, implorando con lo sguardo sua madre di sparire prima che Alice aprisse i suoi.

Ginny annuì, sostituendo il ghigno sul suo volto con uno sguardo tenero che, se possibile, lo imbarazzò ancora di più, e si dileguò in cucina trascinandosi dietro un gongolante James.

Al tirò un sospiro di sollievo, scostando i capelli dal viso di Alice. Lo fece sorridere: aveva un'espressione imbronciata e la fronte aggrottata, mentre apriva lentamente gli occhi.

Al si ritrovò perso in quello sguardo d'oro liquido, e la vide sorridere mentre nascondeva nuovamente il viso nell'incavo del suo collo, come se fosse imbarazzata.

"Buongiorno..." le sussurrò, posando un bacio tra i suoi capelli.

Lei mugolò in risposta, e Al ridacchiò. Rimase in silenzio per qualche istante, mentre lei se ne stava rannicchiata silenziosamente contro il suo petto.

"Ali, non vorrei turbare il tuo risveglio, ma...abbiamo fatto un po' tardi. C'è già qualcuno in cucina, e a meno che tu non voglia affrontare le domande di Lily di prima mattina, dovremmo andare prima che lei si svegli..."

La sentì annuire, prima che lei si mettesse bruscamente a sedere. D'un tratto, era più che sveglia che mai. Tese l'orecchio con uno sguardo preoccupato, ma tutto ciò che si sentiva era il rumore di piatti e stoviglie dalla cucina. La vide stiracchiarsi, e non poté fare a meno di osservare la curva delle sue spalle scoperte: non riuscì a far altro che restare a guardarla coi brividi lungo la schiena, mentre lei si chinava verso di lui, lasciandogli un bacio su una guancia e scappando via su per le scale prima che lui potesse fare qualunque cosa.

Al allungò le braccia, stiracchiandosi, e lasciandole cadere pesantemente dietro la nuca. Si sentì libero, leggero come mai prima... e si ritrovò a fissare il soffitto con un sorriso ebete, accorgendosi di avere ancora addosso il suo odore. Qualche istante dopo, ancora perso tra i suoi pensieri, sentì una mano scompigliargli i capelli, mentre il viso di sua madre gli si piazzava davanti.

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