No more shadows

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Se ne stava lì a guardarla, senza dire neppure una parola, mentre un silenzio quieto aleggiava tra di loro come una carezza. Rose scribacchiava furiosamente su un foglio di pergamena, la fronte increspata da mille solchi crucciati, e lui si scoprì a sorridere osservando la crocchia disordinata dei suoi capelli rossi attorcigliati alla buona attorno ad una matita.
Nelle ultime settimane era decisamente tornata la vecchia Rose, e nessuno riusciva a farle mutare i suoi programmi di studio disperato. Nessuno, tranne lui.
Sorrise ancora, mentre portava una mano ad accarezzarle appena la pelle bianca delle ginocchia scoperte, con finta noncuranza. La vide arrossire, mentre per un solo istante si voltava verso di lui e incrociava i suoi occhi con sguardo ammonitore:
"Dovresti concentrarti sui tuoi appunti, Scorp..."
Una risata breve e sommessa lasciò le sue labbra, mentre le spostava via un ricciolo dalla fronte:
"Tu sei molto più interessante dei miei appunti, Rossa."
Lei non rispose; riprese a scrivere dopo un brevissimo sorriso, le guance appena un po' più rosse.
Scorpius inclinò il volto all'indietro, stiracchiandosi e lasciando cadere le braccia dietro la testa. Riportò lo sguardo su di lei, sollevando distrattamente un angolo della bocca mentre prendeva ad accarezzarle pigramente una coscia. Lei lo lasciò fare, senza distrarsi dal suo furioso scribacchiare, ma Scorpius si accorse che le sue spalle si erano impercettibilmente rilassate e la fronte distesa, in un'espressione più serena. Fu intimamente lieto che il suo tocco riuscisse a dissipare qualsiasi nuvola dal volto di lei, quasi come se lui fosse il suo sole...proprio lui, che non era mai stato luce neppure per sé stesso. Rimase lì a fissarla, per l'ennesima volta del tutto consapevole di quanto la sua presenza gli facesse bene all'anima.
Il suo sorriso si dissolse piano, mentre la sua mente scivolava impercettibilmente su pensieri più grigi e torbidi, su pallide incertezze che, forse, condivideva anche lei.
"Rose?"
La vide sollevare lo sguardo nel proprio, interrogativa, e attendere che lui desse voce ai propri dubbi:
"Che cosa farai, dopo?"
E Scorpius avrebbe disperatamente voluto chiedere che cosa ne sarebbe stato di loro, dopo. Dopo i M.A.G.O., dopo la fine di quegli anni infiniti e troppo brevi, di quel loro estenuante rincorrersi.
"Dopo?"
"Dopo i diplomi..."
La fronte di Rose si increspò, mentre lo osservava con gli occhi cristallini, così trasparenti che riusciva a leggerci dentro ogni piccola incertezza. Li vide carichi di dubbio, di nebulose speranze, e...paura. Era solo un accenno sottile, ma Scorpius strinse gli occhi per riuscire a coglierne la ragione, mentre si faceva impercettibilmente più vicino.
"Beh, io..."
Rimase in silenzio, come se non sapesse come continuare. E Scorpius, in un lampo di incerto terrore, sperò di non aver accelerato la fine con le sue domande...perché lo sapeva, in fondo, come sarebbe finita. Sapeva perfettamente che Rose era troppo brillante per avere piani comuni, che il suo ingegno l'avrebbe portata lontano. Ed era giusto così, solo...non per lui. Non per lui, che avrebbe dovuto restare a guardarla mentre si allontanava, col cuore gonfio. Non per lui, che di piani ne aveva uno solo, ed era qualcosa per cui si sentiva tremendamente inadeguato, e che probabilmente non l'avrebbe portato a niente. Deglutì, la gola improvvisamente secca, mentre si rendeva conto di non voler sentire la risposta di Rose, non ancora.
"...non ne ho la più pallida idea, Scorp".
Spalancò gli occhi, stupito, leggendo nei suoi uno sconforto infinito. Era sicuro che lei avesse programmato ogni centimetro del suo futuro perfetto, e invece...
La vide appoggiare la testa sulle braccia incrociate, fissandolo da sotto in su con un adorabile broncio che non riuscì a distoglierlo dall'incertezza nei suoi occhi:
"Sono un disastro. Continuano tutti a chiedermi quali piani abbia la brillante Rose per il futuro, e io...non ne ho idea".
Rimase in silenzio, con gli occhi appena un po' sgranati, senza trovare nulla da dire per confortarla, per dire che avrebbe trovato la sua strada e che credeva in lei. Rimase in silenzio, perché si rese conto una volta di più di quanto tutti, lui compreso, non avessero fatto altro che etichettare Rose come la ragazza prefetto-perfetto, non ammettendo neppure la possibilità che lei condividesse i loro stessi dubbi, le loro stesse paure, e costringendola ad allontanarle da sé come se non le fossero concesse. Scosse piano la testa, e sollevò una mano per stringere tra le dita le ciocche rosse che erano sfuggite alla matita. Rose schiuse appena le labbra, osservandolo dubbiosa, e lui accennò un sorriso e un sospiro:
"Rose, sarai fantastica. Anche se dovessi scegliere di dare una mano a Madama Rosmerta ai Tre Manici di Scopa, sarai fantastica. Sei fantastica in tutto quello che fai. E non c'è fretta, hai tutto il tempo del mondo per decidere."
La vide nei suoi occhi, una gratitudine malcelata che gli fece comprendere di aver detto la cosa giusta, alla fine. Sorrise ancora, mentre lei increspava nuovamente la fronte, con un'espressione titubante che non riuscì del tutto a leggere:
"E...tu?"
Si sentì raggelare, mente distoglieva lo sguardo dagli occhi di lei, evasivo:
"Beh, io non...non ho ancora deciso nemmeno io".
Quando riportò gli occhi sul volto di lei, l'espressione sospettosa che aveva assunto gli disse che, ancora una volta, non aveva saputo nasconderle nulla.
"Scorpius?"
"Mh?"
"Hai tutte le carte in regola per diventare un Auror...le tue materie combaciano perfettamente con quel profilo".
Auror. Tremò anche solo a sentire quella parola riempire l'aria attorno a loro.
Distolse lo sguardo dal viso di lei, tentando di trovare un modo per sviare il discorso, senza molto successo:
"Beh, io...non credo che..."
"Malfoy"
Sollevò lo sguardo, interrogativo, fingendo una pigra noncuranza che non gli apparteneva affatto:
"Mh?"
"Smettila"
"Di fare cosa, esattamente?"
"Di dar retta a tutte quelle idee malsane che ti frullano per la testa, peggio dei Promemoria Interuffici del Ministero"
Suo malgrado, sorrise, mentre tornava a piantare gli occhi nei suoi con un pizzico di incertezza:
"Non lo so, Rose. Tuo zio è il Capo del Dipartimento Auror, tua madre è del Ministero...li conosco da quando avevo undici anni. Non sarei mai certo di meritarlo davvero."
Fu sorpreso dalla risata fragorosa che lasciò le labbra di Rose:
"Si, perché sei convinto che Harry James Potter ti renderà la vita facile all'Addestramento Auror solo perché sei il migliore amico di suo figlio, giusto?"
"Non ho detto questo, ma...non so..."
"Scorpius, è quello che vuoi. Non avrebbe senso lasciar perdere senza neppure provarci. E poi, sono sicura che sarai perfettamente all'altezza. Ti si addice".
Rimase ad osservarla con uno sguardo dubbioso, in silenzio, mentre lei si avvicinava impercettibilmente e affondava le dita tra i suoi capelli. La vide inclinare il volto, inumidendosi le labbra con un sorriso carico di dolcezza:
"Sarai perfetto"
Ma Scorpius non ne era affatto convinto. Sapeva benissimo che sarebbe stato difficile il doppio, per lui. Che avrebbe dovuto affrontare i soliti, nebulosi bisbigli insinuarsi tra le pieghe di ogni suo gesto, di ogni sua parola. Che avrebbe dovuto controllare la propria mente, per non lasciare che fosse sopraffatta da tutto quel mormorare che lo avrebbe circondato, una volta di più. Sarebbe stato esposto alle critiche del mondo, una volta di più. Suo nonno era un Mangiamorte, e lui voleva iscriversi all'Addestramento Auror. Sarebbe stata la più grossa contraddizione della sua vita.
Eppure, le fu grato. Grato, perché ancora una volta, lei aveva dimostrato di credere in lui più di quanto lui credesse in sé stesso.
E per la prima volta, mentre le posava un bacio fra i capelli, osò sperare che qualsiasi cosa il futuro avesse riservato loro, non li avrebbe portati troppo lontani.

Qualcosa per cui vale lottareLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora