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EVIE.

—Quindi, fatemi capire, qui in mezzo c'è un'insalata di nazionalità— commentò Cassian sorpreso —io e te siamo i primi a non essere di qui, Cass— gli dissi, divertita.

Lui mi guardò —esatto! E credevo che noi, venendo dall'Australia, fossimo gli unici "stranieri". Invece qui c'è quasi di tutto— commentò.

Si riferiva al fatto che, durante la conversazione che avevamo fatto, era venuto fuori che Aaron era canadese, Lenora era metà tedesca, Emerson era neozelandese, Wyn era metà portoricana, Jordan era metà norvegese, Sawyer era metà italiana, Julián era spagnolo e Sebastián era messicano.

—E poi ci sono io, il sempliciotto della situazione— commentò Cameron divertito, non potei nascondere una risata —dai, Cam. Non parlerai due lingue o non sarai nato fuori dagli Stati Uniti, ma noi ti vogliamo bene lo stesso— gli disse Jordan, posandogli un braccio sulle spalle, Cameron scosse la testa divertito.

—Invece noi siamo vicini di casa— commentò Emerson con un sorriso, guardando me e Cass —oh si! Il potere dei paesi dell'Oceania— commentò il mio migliore amico.

—Tu mi piaci un sacco— disse Wyn, puntando il dito su Cassian, lui rise —e tu mi piacerai ancora di più se mi dici qualcosa in spagnolo— ribatté.

Scossi la testa divertita, ma nello stesso momento, notai Sebastián guardare il mio migliore amico non proprio amichevolmente.

Almeno non aveva nulla di personale con me...

Quando notò che lo stavo guardando, i suoi occhi seri si posarono su di me ed io, non capendo il motivo, strinsi d'istinto il braccio a Cassian. Lui, dal mio viso, spostò gli occhi sulla mia mano e strinse le mani a pugno.

In quel momento sembrava che non ci fosse nessun'altro lì con noi se non io e lui e non capivo neanche perché mi sentissi così risucchiata dalla sua figura, in particolare dai suoi occhi.

—Cavolo, la tua voce sembra diversa quando parli in spagnolo. Sei più sexy, Wyn— sentì dire da Jordan, spostai di scatto lo sguardo sugli altri.

Cavolo... Non mi ero nemmeno resa conto che Wyn aveva parlato in spagnolo, era come se non l'avessi sentita affatto.

Come diavolo ci riusciva Sebastián a fare una cosa del genere?

—Potresti smetterla di provarci con la mia ragazza, Jo?— sentì dire da Aaron, Jordan rise —non preoccuparti, non sono così bastardo, non con te— rispose lui.

—Allora, Cassian, sei qui con amici, quindi?— domandò poi Sawyer —si, siamo arrivati due ore fa— rispose lui —studi a Perth?— gli chiese poi Lenora —si, considerato che al liceo non pensavo neanche che ci sarei andato all'università, è un grande risultato— appena finì di dirlo, gli diedi una gomitata —sei sempre stato molto intelligente. Se non la guadagnavi tu quella borsa di studio, chi altri avrebbe dovuto farlo?— gli dissi, irritata dal fatto che non si desse abbastanza valore.

Cassian mi guardò con i suoi occhi azzurri dolci, completamente diversi dagli occhi scuri e duri del ragazzo messicano che tenevo seduto di fronte a me.

Perché stavo facendo questo paragone?

—Mi dispiace doverti ricordare che è anche grazie a tua madre se ho quella borsa di studio— mi disse, sapendo che non mi piaceva parlare di lei ma allo stesso tempo, deciso a non evitare di mettere le cose in chiaro.

Cassian non mi aveva mai trattata come se fossi fatta di vetro, come se non fossi capace o chissà che altro. Si, era protettivo nei miei confronti, come un fratello maggiore, ma non mi aveva mai considerata una bambina, mai.

My Darkest DesireDove le storie prendono vita. Scoprilo ora