SEBASTIÁN.
Dovevo dire che Jordan mi aveva consigliato bene. Il locale non era niente male, non un ristorante di lusso e né un fast food.
Ma, alla fine, non mi importava affatto del locale, mi importava di stare con Evelyn e cercare di aggiustare le cose.
Era bellissima stasera, con quel vestito blu in sintonia con il colore dei suoi occhi, non riuscivo a smettere di fissarla e cavolo... Sembravo un'idiota.
Mi ero ripromesso che non sarei finito come Aaron, Cameron ed Emerson, ma ora, c'ero pieno fino al collo.
La guardai, mentre lei osservava il posto, incantata, come se fosse la prima volta che metteva piede in questa città.
Sì, c'ero pieno fino al collo, ma forse non mi sarei lamentato se era lei la responsabile.
Quanto patetico sembrava tutto ciò?
C'eravamo seduti ad un tavolo vicino alle finestre e mentre lei leggeva cosa c'era sul menù, io guardavo lei, fissandola come un povero scemo.
Era questo che sentivano i ragazzi quando guardavano le loro donne?
Pace, la voglia di sorridere senza un cazzo di motivo, l'incredulità di averle di fronte in un momento perfetto, sentirsi degli uomini fortunati...
Okay, ero caduto nel ridicolo.
—Perché mi stai fissando? Ho qualcosa in faccia?— mi domandò Evelyn, toccandosi il viso preoccupata, non potei evitare di fare un piccolo sorriso —no, ti stavo fissando e basta— ribattei e lei arrossì.
Cazzo. Potevo eccitarmi per una cosa del genere? Non era giusto, per la miseria.
—Diretto e sincero, come sempre— commentò Evie, guardando di nuovo il menù. Feci un piccolo sorriso —ora più che mai bisogna che io lo sia, no? Non otterrò nulla se non mi mostro sincero— le dissi e lei annuì —e anche su questo hai ragione. Devi sapere, che se decidessi di provarci sul serio, noi due avremo un sacco di cose su cui accordarci per fare in modo che questa cosa funzioni— mi disse, con un tono più serio.
Cavolo, chissà che salti mortali avrei dovuto fare per farmi perdonare.
—Quindi stai prendendo in considerazione l'idea di perdonarmi? Credevo che avessi detto che fossimo un capitolo chiuso.
Lei chiuse il menù e lo poggiò sul tavolo.
—Non sarei qui se non stessi prendendo in considerazione la cosa. Purtroppo non posso avere la meglio sui miei sentimenti, per quanto mi piacerebbe. Avvolte credo di farmi più del male stando lontana da te, che con te, ma ciò non significa che io non riesca a riconoscere il limite e a scegliere me stessa. Forse sono così stupida da volerci provare un'ultima volta.
Cercai di nascondere il sorriso, ma mi era impossibile.
Forse qualcuno, da quel maledetto cielo, aveva visto quanto fossi disperato e aveva deciso di mandarmi un angelo impersonificato nel corpo di Evelyn Robertson...
Mi maledissi per aver avuto un pensiero del genere. Io, che pensavo queste cose?
Alla fine, ordinammo da mangiare, una volta che il cameriere sparì, lei parlò:
—Ti senti meglio, ora che i tuoi genitori sembrano non essere più un problema?— mi chiese, poi. Si voltò verso di me e mi studiò con i suoi occhioni azzurri, deglutì —sì, molto meglio. Non mi aspettavo di vedere prendere posizione mio padre, ma a questo punto devo dire di essere sollevato. È un bene sapere che, a quanto pare, è lui a tenere il potere e che non voglia ostacolarmi— ammisi, poggiandomi alla sedia.
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My Darkest Desire
Romans"La volevo, solo per me, odiavo quando qualcun'altro la toccava. Provavo di tutto quando ero con lei. Era il mio desiderio oscuro" (When The Night Comes Down series. Libro 4) Ho sempre avuto tutto quello che volevo, perché la mia famiglia me lo ha...
