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EVIE.

Mi svegliai con l'acquolina in bocca, probabilmente perché ieri sera non avevo cenato.

Ero stata troppo impegnata ad evitare Sebastián con tutte le mie forze, per evitare che cercasse di nuovo di avvicinarsi.

Però, lui non mi venne a cercare per tutta la serata, lo avevo intravisto parlare con Julián ed Aaron fuori, completamente a suo agio.

Odiavo la delusione che provavo per quello, perché, in realtà, essere lasciata in pace era esattamente quello che avrei dovuto desiderare. Invece, volevo tanto vederlo lottare per me, come sembrava avesse intenzione di fare.

Cavolo, non riuscivo proprio a valorizzarmi.

Avevo persino parlato con Cassian e con Eloise, per cercare di distrarmi, ma alla fine, finimmo a parlare di Sebastián e anche loro due mi consigliarono di vedere che cosa avrebbe fatto e, soprattutto, di non fargli vincere facilmente. O di non farlo vincere affatto (come aveva detto Eloise).

Invece, non nominammo affatto Elodie, come invece avevo sperato. Qualsiasi cosa pur di distrarmi.

Mi alzai e andai dritta al piano di sotto, intenzionata a mangiare come si deve. Non ero solita a saltare i pasti, facevo anche più di uno spuntino al giorno e quindi, il mio corpo, mi mandava chiari segnali di quando subiva le mancanze.

Quando arrivai in salotto, vidi Cameron e Sawyer sul divano, intenti a scambiarsi coccole. Mi era impossibile evitare di provare invidia per le coppie della casa, insomma, erano anime gemelle e mi sbattevano in faccia esattamente tutto quello che desideravo da sempre.

—Buongiorno, ragazzi— dissi, un po' in colpa per interrompere il momento. I due mi guardarono —buongiorno, Evie— mi salutò Sawyer con un sorriso, mi diressi verso la cucina —oh, vedi che c'è un piatto per te sul bancone— mi avvisò Cameron, io lo guardai un po' confusa, ma andai in cucina a controllare.

Arrivata, vidi un bigliettino sul davanzale, di fianco, c'erano dei pancake con la Nutella e lo zucchero a velo, come piacevano a me.

Mi avvicinai per leggere il biglietto, avevo già un'idea di chi, improvvisamente, avesse potuto fare questa cosa:

"Mangi così tanti dolci che non capisco come tu faccia ad avere sempre fame, biondina.

E sì, ti osservo, da sempre.

E sì, ti ho preparato la colazione. È stato un piacere. ;)

Sebastián."

Lo odiavo, cazzo. Odiavo le sensazioni che mi aveva suscitato, come se d'improvviso fossi vigile e piena di energia. Odiavo ancora di più il mio cuore che aveva iniziato a battere veloce alla sola lettura di quello stupido biglietto.

Perché non si era comportato così con me da molto tempo prima?

Mi aveva preparato la colazione...

No. Non dovevo lasciarmi abbindolare. E se fosse tornato quello di prima, una volta che mi avrebbe di nuovo avuta alla sua mercé? Non potevo permetterlo. Mi ero appena liberata di mia madre.

Guardai i pancake e il mio stomaco brontolò. Avevo una fame da lupi, ma mi sarei sentita in colpa se avessi accettato quei pancake, sapendo che li aveva preparati Sebastián. Gli avrei fatto credere che stava riuscendo nel suo intento...

Ahhh, al diavolo! Non avrei rinunciato ai pancake per tutto questo.

Mi sedetti su uno sgabello e iniziai a mangiare, rileggendo ancora quel diamine di biglietto.

My Darkest DesireDove le storie prendono vita. Scoprilo ora