Capitolo 3

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Un rumore improvviso, mi fa svegliare di colpo.
Giulia non è nel letto accanto a me, quindi deduco che stia combinando qualcosa.
Quando raggiungo la cucina la trovo indaffarata tra padelle e fornelli, intenta ad imprecare.
Un'altra cosa che abbiamo in comune? Siamo pessimi a cucinare, anche se ci sforziamo.
Ma trovo molto divertente la sua espressione concentrata.
"Tutto bene? Hai bisogno di una mano?". Si gratta la testa. "Volevo provare a preparare la colazione, però non ci sono riuscita. Poi avevo la nausea, sono stata in bagno finora". Mi avvicino e la stringo a me rassicurandola. "Come ti senti adesso? Posso aiutarti, sono il tuo papi infermiere, ricordi?". Mi bacia la fronte. "Sembra proprio che questo piccoletto abbia un caratterino simile al mio. È un fagiolino e già si da da fare". Le accarezzo la pancia. "Lascia riposare la mamma, sennò poi dovrò avere a che fare con entrambi". Ride. "Se dovesse essere una femmina, saresti finito lo sai?". Sorrido. "Probabile, ma sarei anche fortunatissimo. Chissà se avrà le tue fossette".
Sono una delle parti del suo corpo che preferisco. La rendono unica, non so come altro spiegarlo. Le riconoscerei tra mille.
"Visto che ne hai una pure tu sulla guancia, può darsi che ce l'abbia". La sfiora con la punta delle dita. "Non vedo l'ora di vedere il frutto del nostro amore. Certo, immaginarlo è bellissimo ma lo sarà ancora di più conoscerlo, no?". Annuisco. "Nove mesi passeranno in fretta e poi saremo una famiglia, ufficialmente". Mi bacia. "I Pascal. Giulia, Pedro e la piccola Veronica Pascal".
Possibile che il suo istinto materno sia già sviluppato?
Può sentire che sarà una bambina?
Ne parla in modo sicuro, potrei finire per crederci.
Non mi sono mai fermato razionalmente a pensare a quale sesso preferissi.
Una parte di me vorrebbe che fosse un maschio, dato che nella mia famiglia siamo in maggioranza, tra cui i miei nipoti, dall'altra vorrei che fosse una femmina perché le mie sorelle e mio padre impazzirebbero ad avere una piccolina che corre per casa.
A dir la verità: impazzirei pure io.
E il legame con mia mamma, con quello che sarebbe il suo nome, lo renderebbe indissolubile.
Spero che, da qualche parte, ci stia guardando e ci stia proteggendo.
Avrebbe amato Giulia tanto quanto la amo io e avrebbe amato nostro figlio altrettanto.
Continuo ad accarezzarle la pancia sotto il suo sguardo attento e amorevole.
"Penserai che sono bella anche quando avrò preso peso?". Le bacio la guancia. "Sempre. È una cosa naturale, il tuo corpo si adatterà per la nuova vita che ti sta crescendo dentro. E sarai raggiante, splendida e te lo ricorderò quando avrai dubbi".
Specialmente nei momenti in cui non si vorrà bene e sarà poco gentile con se stessa, io sarò lì per rassicurarla.
"Facciamo una pazzia? Ho proprio voglia di andare al mare". Alzo un sopracciglio. "E che facciamo tutto il giorno là?".
A parte il bagno, chiaramente.
"Prendiamo una stanza in hotel con vista sul panorama e poi facciamo dell'ottimo sesso con quella vista". Le mordo il labbro. "Mi vuoi rapire per potermi scopare lontano dalla città?". Ride. "Oh no papi, sarai tu a scopare me come ti dirò di fare". Sogghigno. "Vogliamo andare subito?". Sorride. "Sapevo che ti sarebbe piaciuta la mia idea. Aspetta, preparo qualche costume o completino, poi partiamo".
La afferro per un braccio e la bacio con trasporto.
"Sei sicura che ti serviranno? Perché te li toglierei tutti". Mi bacia il collo. "Hai ragione: indosso un vestito al volo e sotto niente. Avrai il lavoro facilitato". Sospiro. "Il tuo papi non vede l'ora di vederti senza". Alza un sopracciglio. "Tranquillo, non mi vedrai solamente".
Quindi stiamo per farlo?
Scappiamo come due amanti clandestini per divertirci?
Diamine sì. È tutto quello che voglio e che sogno.
Adoro prendere decisioni all'ultimo minuto e senza troppi ragionamenti.
D'altronde: è come ci siamo conosciuti ormai più di un anno fa, no?

TI CIELO II // Pedro Pascal Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora