Capitolo 27

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"Ragazzi, ma dove state andando?".
Presumo che vederci sgattaiolare via in quel modo possa risultare bizzarro. Fossi al loro posto penserei lo stesso.
"A casa. La mia Giulia ha bisogno di essere scopata un po'". Mi copre la bocca con le mani, per evitare che continui a metterla in imbarazzo.
"Potevamo vivere anche senza saperlo, comunque". Maria sembra essere d'accordo con mia sorella.
Francesco è rimasto in silenzio invece.
Pensava di farci litigare poco fa? Peccato che non ci è riuscito.
Non ce l'ha fatta nessuno, nonostante ci hanno provato in diversi.
"Fate sesso anche se lei è incinta?". Finalmente ha parlato.
"Non è sconsigliato, anzi, è solo strano".
Forse più per lei che per me. Si vede diversa e deve essere particolarmente pensare di fare certe cose con la bambina dentro.
"E non ti fa senso la pancia?". Scuoto la testa. "Perché dovrebbe? Lì dentro c'è nostra figlia e Giulia è sempre splendida". Mi sorride. "Se non mi sento brutta, è solo grazie a lui. Ti auguro di trovare una persona che ti ami così, Francesco".
Per quanto possa starmi antipatico, solo perché va dietro a Giulia s'intende, spero che capisca cosa significa amare ed essere amato incondizionatamente come facciamo noi due.
Dovrebbero provarlo tutti per capire.
Alla fine, salutiamo tutti e torniamo a casa.
La appoggio piano sul letto e mi siedo accanto.
"C'è una cosa che non ti ho detto, sai?".
È normale che io sia spaventato?
Potrebbe trattarsi di qualsiasi argomento.
"È grave? Mi hai tradito con Luigi?". Scoppia a ridere. "Quanto sei scemo! Ovviamente no, sai che ne penso".
Mi ha detto spesso che detesta le persone infedeli e difficilmente riesce a passare sopra ad una mancanza di rispetto, quindi era scontato che la risposta fosse negativa. Cercavo solo di sdrammatizzare.
"Riguarda prima che ci incontrassimo. Beh io, ecco, non ha senso dirtela adesso, visto che ormai ho superato di gran lunga quella fase, però abbiamo detto niente segreti tra noi". Le bacio la guancia. "Di che si tratta?". Si gratta la testa. "Quando stavamo per fare sesso nel bagno del locale, ti ho fermato non solo perché non ci conoscevamo e non volevo correre, pure perché non l'avevo mai fatto prima".
Capisco molte cose. Era spaventata quasi.
"Oh, intendi?". Annuisce. "Non avevo avuto rapporti di quel tipo e non mi sembrava il caso avere il primo proprio in un posto pubblico". La bacio. "E perché non me l'hai detto subito? Avrei aspettato. Non ti sei sentita costretta a farlo, vero?". Mi sentirei in colpa altrimenti."Assolutamente no. Volevo che fosse con te, solo non lì. Per questo ti ho fatto venire a casa mia. Ma non ci credo che non te ne fossi accorto". Le bacio il collo. "Eri così determinata e io ero inebriato da te, non ci ho pensato più di tanto. Stavo pensando ad altro". Sorride. "E non hai pensato che fossi stretta?". Alzo le spalle. "Leggermente. Ti ho fatto male?". Non credo, o me l'avrebbe detto.
"Pensavo fosse peggiore, ma era sopportabile". La stringo a me. "Grazie per avermi reso partecipe, non dovevi. E sappi che per me non ci sarebbero stati problemi in ogni caso. Ormai è acqua passata, non sei più vergine da un bel po', piccola". La faccio sedere a cavalcioni sopra di me. "Visto che sono ancora inebriato da te, mi scopi?". Sogghigna. "E me lo chiedi in questo modo diretto? Ah papi, devi essere andato". Rido. "Completamente, a causa tua".
Ho la percezione che queste nostre 'confessioni' ci hanno avvicinati ulteriormente.
Come se fosse una sorta di ultimo tassello per completare la nostra conoscenza.
Non abbiamo più segreti, e per essere sdolcinato, siamo un tutt'uno letteralmente.

TI CIELO II // Pedro Pascal Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora