"Mi dici che hai? Il lavoro non era come credevi? Parlami, ti prego".
Mi siedo sul divano e lei prontamente mi segue. "C'era Laura, ha fatto la stronza e non ci ho visto più".
Le racconto tutto la vicenda e lei sbuffa ripetutamente.
Sono sollevato che non si sia arrabbiata troppo.
Dopotutto ha parlato male di lei, come al solito, e pure di nostro figlio.
"Questa donna muore d'invidia, vorrebbe essere al mio posto. Peccato che tu sia solo mio". Sogghigno. "Papi Pedro è solo della sua bambina, ossia te". Annuisce. "Questa bambina ha voglia di gelato, me lo vai a prendere?". Alzo un sopracciglio. "Ma amore, se hai così tanta voglia di leccare, potrei anche consigliarti qualcosa di meglio".
Lo so, lo so: è una battuta pessima è scontata, ma a lei fa ridere.
"Oh, di che si tratta?". Domanda con finta curiosità. "Andiamo, lo sai benissimo". Mi bacia il collo. "Fai il timido, papi? Perché non me lo dici?".
Non so perché, ma adora mettermi alla prova. "Mi riferivo al mio adorabile pene, mi luz". Sorride. "Ed è meglio del gelato?". La bacio mordendole il labbro. "Il gelato non ti fa ansimare in quel modo, o sbaglio?".
Di nuovo quello sguardo con quegli occhi luccicanti.
So già a che sta pensando.
"Ho cambiato idea: magari lo mangio un altro giorno, adesso te como a ti".
Come se non bastasse, mi dice che vuole mangiarmi in spagnolo, per provocarmi ulteriormente.
"E potrò fare lo stesso con te? Me gustaría mucho comerte".
Dire che mi piacerebbe molto mangiarla è quasi riduttivo. Non rende l'idea forse.
"Papi, papi, papi".
Non sono l'unico ad essere frustrato allora.
"Dimmi". Avvicina il suo volto al mio. "Devi". Afferma in un sussurro. "Con piacere".
Qualche ora dopo stiamo entrambi mangiando il gelato, quello vero, mentre guardiamo un film accoccolati sul divano.
L'ha scelto Giulia ed è ovviamente un horror.
È anche il mio genere preferito, pure se alcuni mi terrorizzano.
Lei sembra sempre tranquilla, la invidio.
"Sai che ho iniziato a vederli a 7 anni per caso? Mia mamma ne stava vedendo uno a letto e io sono rimasta sveglia per seguirlo con lei. Pensava che dormissi, invece no". Rido. "Eri già una ragazzaccia da piccola, mi cielo?". Annuisce. "La curiosità mi contraddistingue. Non riesco a trattenermi proprio". Le accarezzo una guancia. "Hai del gelato sulla bocca, posso pulirti?". Prima che possa darmi un'effettiva risposta, poso le mie labbra sulle sue e la bacio.
"Ora è tutto a posto". Sorride. "La tua era solo una scusa per baciarmi". Alzo le spalle. "Probabile, ma non ti sei opposta".
Mi scompiglia i capelli. "Sai che non rinuncerei mai ad un tuo bacio, amore".
Continuiamo a vedere il film fino a notte fonda, poi ci mettiamo a letto.
Non riesce a dormire, di nuovo, per colpa della nausea.
"Non mi sento granché bene".
A guardarla bene: è pallida e scotta leggermente.
"Chiamo il medico. Non fare movimenti, okay?".
Sono terrorizzato, ma non posso mostrarmi debole.
Ho paura che possa succedere qualcosa a lei o al bambino.
Mi auguro che non sia nulla di grave, altrimenti non saprei come comportarmi.
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TI CIELO II // Pedro Pascal
FanfictionSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
