Era da diverso tempo che non mettevo piede in ospedale, non dopo i miei vari incidenti, ma stando qui mi rendo conto di come debba essersi sentita lei quando io ero dall'altra parte.
Ho lo stomaco che mi fa male, mi viene da piangere e non riesco a fare altro che starmene seduto su queste stramaledette sedie a muovere le gambe.
Sto pensando al peggio, non dovrei.
Fosse facile.
Ho chiamato mia sorella Luz, almeno mi starà accanto e sono certo che aiuterà anche Giulia vederla.
"Fratellino, vieni qua".
Mi abbraccia per svariati minuti. Ne avevo bisogno.
"Ho paura. Non potrei accettare di perderla, o perdere il nostro bambino". Mi accarezza una guancia. "Non dirlo nemmeno. Staranno bene entrambi, vedrai. Magari è una cosa da niente, anzi sicuramente è così. Non accadrà loro nulla". Sospiro. "Non voglio rivedere quei momenti. Ho già perso una volta l'amore della mia vita quando è morta la mamma, non posso farcela se succedesse di nuovo".
Solo il pensiero mi causa una sensazione di vera e propria asfissia.
Mi sento mancare il respiro.
"Adesso calmati, o rischierai di sentirti male. Vado a chiedere se ci sono novità, tu resta qui e bevi dell'acqua".
Vedere la mia sorellina prendersi cura di me come se fossi io quello più piccolo tra i due, mi fa sentire a disagio ma al tempo stesso gliene sono grato.
Non l'avrei affrontata da solo altrimenti.
Mi rifugio in bagno e mi sciacquo la faccia.
Detesto stare qui dentro.
Voglio tornare a casa, con la mia famiglia.
"Oh sei qui. Mi stavo preoccupando quando non ti ho più visto seduto. Stai meglio?". Annuisco. "Per quanto sia possibile. Cosa hanno detto?". Domando preoccupato. "Il dottore sta finendo di visitarla, ma l'infermiera mi ha assicurato che sta bene".
Posso continuare a respirare normalmente.
Non completamente, dato che ancora non so l'esito preciso.
Torniamo nella sala d'attesa dove troviamo il medico ad aspettarci.
Cerco di studiare la sua espressione, eppure non trapela nulla.
"Lei deve essere il marito della signora. Non stia in pensiero: sua moglie sta bene, ha solo un po' di febbre. Le ho fatto un'ecografia per essere sicuro che non fosse qualcosa legato alla gravidanza, ma il bambino sta bene e sta crescendo".
Vorrei abbracciarlo.
"Posso vederla?". Annuisce. "Certo, la sta aspettando".
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TI CIELO II // Pedro Pascal
FanfictionSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
