"Si vede chiaramente: è una bambina".
Una bambina.
Mi ripeto queste parole mentalmente per svariati minuti.
Giulia scoppia a piangere e io la seguo a ruota.
La abbraccio e la bacio ripetutamente.
Non sto capendo nulla, ma mi va bene così.
"Lo sapevo. Te l'avevo detto, amore". Annuisco. "Il tuo istinto materno aveva ragione sin dall'inizio".
Nostra figlia.
Adesso possiamo dirlo con sicurezza.
La piccola Veronica sta per entrare nelle nostre vite e noi non vediamo l'ora di conoscerla.
Avrà il nome di mia madre.
Sarà un colpo al cuore per la mia famiglia e per me.
"Vi stampo le ecografie, voi continuate pure a festeggiare!".
Mi siedo accanto a lei sul lettino e la stringo forte a me.
"Sono felicissima, non riesco nemmeno a parlare". Mi bacia una guancia. "Ti amo, ti amo, ti amo". Sorrido. "Te quiero, amor mío".
Un altro dei giorni più belli della mia vita e un altro condiviso con mia moglie.
"Sei ancora convinto di volerla chiamare Veronica?". Domanda curiosa. "Lo abbiamo deciso dai nostri primi incontri, così sarà".
Una volta a casa, non riusciamo a smettere di guardare le foto di nostra figlia.
È assurdo che io ci veda già tantissima somiglianza con Giulia?
Il profilo che hanno è praticamente identico.
"Sarà bellissima, una piccola te con tanto di fossette".
E io innamorato pazzo di entrambe chiaramente.
Diventerò ancora più rimbambito? Probabile.
Già lo sono.
"Secondo me somiglierà molto pure a te. Indubbiamente avrà i capelli ricci visto che entrambi li abbiamo". Le bacio il collo. "Ho una terribile voglia di festeggiare questa notizia, ma non so se te la senti di fare cose con la pancia che sta crescendo". Sogghigna. "Posso farne a te, però".
Calma, Pedro.
"E tu non riceverai nulla in cambio? Oh, il tuo papi non può permetterlo". Ride. "Vorrà dire che ci limiteremo ai preliminari. O magari potrai prendermi da dietro". Le mordo il labbro. "Posso sul serio?". Annuisce. "Sai che piace a me tanto quanto piace a te". Sospiro. "Solo perché posso sculacciarti quando fai la ragazzaccia". E non solo. "È questo che vuoi davvero, papi? Perché posso esserlo tranquillamente".
Non ho dubbi.
"Quiero que seas muy mala". Alza un sopracciglio. "D'accordo. Lo sarò allora".
Non avrei dovuto provocarla.
A questo gioco è più brava lei e io sto per perdere inevitabilmente.
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TI CIELO II // Pedro Pascal
FanfictionSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
