Capitolo 11

252 12 2
                                        

"Abbiamo dovuto aspettare di essere sposati per avere un appuntamento, vedi?". Ride. "I nostri primi incontri sono stati abbastanza singolari". È un eufemismo. "Facevamo dell'ottimo sesso". Alza un sopracciglio. "Come sarebbe a dire facevamo? Perché mi risulta che anche quello di adesso lo sia". Sogghigno. "Hai ragione. Il papi e la sua bambina scopano ancora divinamente". Mi spintona. "C'è una signora che ci guarda male. Non mi stupirei se ti avesse sentito". Alzo le spalle. "E allora? Io sto parlando con mia moglie di una cosa estremamente importante". Mi attira a lei abbracciandomi. "Mmh e sentiamo: che altro hai da dire in proposito?". La bacio. "Che anche se tra noi è iniziato tutto dal sesso, che poi non è mai stato solo quello, e non abbiamo avuto appuntamenti tradizionali, nessuno ci impedisce di averne ora".
Abbiamo tutto il tempo del mondo per farlo.
Il nostro è stato ed è un rapporto senza costrizioni.
"E ti ricordi che volevi andarci piano, eppure già eri cotto di me?". Mi gratto la testa. "Era imbarazzante ammetterlo: insomma, un uomo di mezza età che si invaghisce dal primo momento di una giovane donna, mi avresti preso per pazzo". Scuote la testa. "Nient'affatto. Io ero in crisi perché credevo di non piacerti abbastanza e le mie amiche non mi sopportavano più".
Se solo le avessi detto come stavano le cose subito, senza tergiversare come un cretino, le avrei evitato paranoie inutili.
Le stesse che ho avuto pure io, per giunta.
"Non piacermi abbastanza? Dios mío piccola, pendevo dalle tue labbra. Volevo solo assicurarmi che tu fossi sicura della scelta di conoscermi, altrimenti ti avrei lasciata libera". Sospira. "Se lo avessi fatto, non staremo qui".
Già. La vita a volte è strana.
Come sarebbe stato se l'avessi lasciata andare?
Se lei avesse scelto un altro?
Se io avessi scelto un'altra?
Il solo pensiero mi da ansia. Non riesco ad immaginarmi con qualcun'altra che non sia lei, così come non riesco ad immaginare lei con qualcun altro diverso da me.
"Poi, mi ero messa in testa di averti tutto per me e ottengo sempre quello che voglio".
La sicurezza con cui lo dice mi spiazza.
È maledettamente sexy quando è determinata. "Ma sentila, mi hai fatto un incantesimo per caso?". Scuote la testa. "Ti ho fatto semplicemente innamorare, papi".
Può dirlo forte. Ci è riuscita in pochissimo tempo.
"Andiamo a dare un'occhiata ai bagni del museo? In onore dei vecchi tempi".
Senza darmi il tempo di rispondere, mi prende per mano e mi trascina via con lei.
È unica davvero.
"Non vorrai farlo in questo buco". Posa un indice sulle mie labbra. "Quanto parli papi, potremmo stare avvinghiati essendo così piccolo". Mi morde il labbro. "Quieres follarme o que?". Sospiro. "Sì che lo voglio". Sorride. "Allora fallo".
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, in cui finivamo per 'incontrarci' nei posti più assurdi, come il bagno del nostro bar di fiducia.
Ad essere sincero: mi manca quel posto, forse dovremmo tornarci.
Magari, diamo un'ulteriore occhiata al bagno. D'altronde, è lì che ci siamo 'conosciuti meglio' e dove mi sono reso conto di essere attratto da Giulia come mai prima.

TI CIELO II // Pedro Pascal Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora