"Mi dovrete perdonare se non ho un fisico da surfista".
Non penso di averlo mai avuto o di aver mai creduto di poterlo avere.
Non che mi interessi onestamente.
Però, a quanto pare, per la gente non conta nient'altro che l'aspetto fisico.
"Piantala di sminuirti".
Incredibile: è riuscita a sentirmi pure se l'ho detto praticamente a bassa voce.
Questa donna ha orecchie ovunque, come fa?
Davvero è una specie di maga.
"Amore, ma non ti stavi preparando di là?". Annuisce. "Lo stavo facendo, poi ho sentito che stavi delirando e sono tornata qua". Sorrido. "Non stavo delirando, constatavo una cosa vera". Mi si avvicina, poi mi accarezza una mano. "Nessuno oserà criticarti e se qualcuno lo farà, dovrà vedersela con me".
Ero troppo preso dalle mie solite paranoie, da non accorgermi che è praticamente già pronta per le foto: indossa uno slip color carne, e i capelli sono stati posti in modo da coprirle i seni arrivando fino al ventre.
Sono estasiato.
"La mia Venere preferita, sei meravigliosa". Sorride. "Mi chiamavano tutti così poca fa, mentre mi sistemavano. Per un attimo, mi ci sono sentita sul serio". La bacio. "Somigli alla Venere di Botticelli con i capelli messi in questo modo. Anzi no, le somigli sempre non solo oggi".
C'è qualcosa in quel quadro che me la ricorda.
Sarà l'espressione, il corpo, o l'aurea che ha.
Ogni volta che lo vedo, mi sembra di vedere la mia Giulia lì al centro che mi guarda.
"Ma toglimi una curiosità amore: indossi qualche tipo di reggiseno, oppure no?".
Dato che per gli slip hanno trovato una soluzione, magari hanno fatto lo stesso anche per il resto.
È quello che spero, forse.
Non perché sono geloso, tutt'altro, però sapere che non indossa praticamente nulla mi rende mentalmente instabile.
"Vuoi controllare?". Sogghigno. "Per quanto vorrei, non penso sia il caso davanti a tutti".
Già abbiamo tutti gli occhi puntati, meglio evitare di attirarne di altri con atteggiamenti equivoci.
"L'unica cosa che indosso sono le mutande".
Lo sapevo. Sono fottuto.
"Quindi le piccoline del papi sono libere?". Annuisce. "Nascoste sotto i capelli però". Avvicino il mio volto al suo. "Vieni un attimo di là, c'è una cosa di cui devo assolutamente parlarti".
Almeno saremo lontani da occhi indiscreti.
"Cosa volevi dirmi con tanta urgenza?".
Sta per scoprirlo. Peccato che non voglia affatto parlarle.
Scosto di poco i capelli scoprendole il seno.
"Ah, le mie piccoline. Posso baciarle?".
Non mi risponde, si limita ad avvicinarsi ulteriormente a me.
"Mordile".
Adoro i suoi seni, proporzionati e sodi.
Ne sono ossessionato.
E il fatto che lei mi chieda di goderne così, mi da gioia.
"Piano papi, o rischierai di lasciarmi i segni". Mi gratto la testa. "Scusa, mi sono lasciato prendere dal momento. Ti ho fatto male?". Scuote la testa. "Nulla che già non conosca alla perfezione". Mi bacia. "C'è un problema: mi sono eccitata". Rido. "Vorrei poterti dire il contrario, per quanto riguarda me, però mentirei". Sospira. "Non possiamo fare nulla, ci sentirebbero e abbiamo da fare ancora le foto".
Sarà difficile restarle vicino dopo questa 'confessione'.
"Dovrò indossare anch'io gli slip color carne?". Alza un sopracciglio. "A meno che non vorrai farti vedere da tutti".
Immagino l'imbarazzo, per carità.
"Mi dai una mano, allora?". Non ne ho mai indossato un paio simile. Sono strani.
"Se ti tolgo i vestiti, avrò voglia di scoparti e non si può". Sogghigno. "E se mi aiutassi solo con gli slip?". Mi bacia il collo. "In quel caso avrei voglia di prendertelo in bocca, e non si può neanche questo". Purtroppo. "Giulia".
Se ne va lasciandomi da solo, frustrato e pieno di desiderio.
Povero me. Non mi resta che indossare queste assurde mutande e tornare sul set.
Le foto ci aspettano, stavolta per davvero!
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TI CIELO II // Pedro Pascal
Fiksi PenggemarSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
