Il mare mi piace tanto.
Da quando sono piccolo che cerco di trascorrerci quanto più tempo possibile.
Poi mi ricorda i momenti felici con la famiglia unita, prima che mia mamma ci lasciasse.
Anche a lei piaceva molto.
Probabilmente ho ereditato da lei questa passione.
Mi ricordo che mi raccontava di come, da giovani, lei e papà ci trascorrevano dei giorni.
A me basta che siano delle ore, visto il rapporto conflittuale che Giulia ha con l'acqua, però le sono grato per non ostacolare questa mia pseudo ossessione.
"Wow, il panorama è magnifico".
La vedo sorridere.
Mi conosce bene. Sa che la mia frase non si riferisce solo alla vista dal nostro balcone, ma più nello specifico alla visione totale che ho di lei stando seduto sul letto ad osservarla mentre studia la stanza.
Con questo vestitino viola, che lascia poco all'immaginazione, è impossibile che io possa rimanere lucido a lungo.
Come se non bastasse, la brezza marina glielo solleva appena scoprendole i glutei sodi.
Santo cielo.
Pedro, calma.
Fai dei respiri profondi.
Non fare il maniaco: siete appena arrivati.
"Conosco quell'espressione, papi". Sospiro. "Sto meditando per evitare di saltarti addosso subito". Ride. "E funziona?". Scuoto la testa. "Per niente". Mi si avvicina e mi bacia la fronte. "Ricordi perché siamo venuti qui?".
È stata abbastanza esplicita. Sarebbe difficile dimenticarsene.
"Perché ho proprio voglia che tu mi prenda da dietro su quel balcone lì". Deglutisco rumorosamente. Al diavolo i respiri profondi, sto sudando freddo. "Per quanti round di sesso devo prepararmi, mi luz?". Alza le spalle. "Continueremo fin quando non ti dirò di smettere". Le mordo il labbro. "Ti piace proprio prendere il comando, non è vero?". Annuisce. "Lo sai che è così. Ma non temere, non sarò l'unica a beneficiare di questa situazione".
Su questo non ho alcun dubbio, visto che già fremo dall'emozione.
Non so come sia possibile, ma mi sembra che ogni volta che andiamo a letto insieme sia quasi più bella della precedente.
Magari è solo l'amore che mi fa percepire tutto falsato, però non mi lamento, anzi.
"Ci sono delle persone di sotto, non è che ci vedono?". Seguo cogli occhi il suo dito che indica della gente. "Dubito. Non ti starai tirando indietro, amore". Sogghigna. "Assolutamente no". La bacio. "Allora devo toglierti questo vestito, che tra l'altro è anche del mio colore preferito".
È divina. Divina. Divina.
Amo ogni centimetro del suo corpo.
"Il tuo papi sta per avere un mancamento". Ride. "Scemo, come se non mi avessi mai vista nuda". Le bacio la guancia. "E infatti sto male ogni volta". Sfiora con la punta delle dita la mia maglietta, poi mi aiuta a sfilarla. "Ti senti ancora a disagio?". Scuoto la testa. "Non con te".
Farmi vedere senza maglietta dagli altri è complicato, con lei invece è semplice.
Neppure durante i nostri primi incontri mi sono fatto problemi, il che è strano, probabile che sia stata la sua presenza a rassicurarmi. O forse, ero, e sono, troppo preso da lei per curarmi del contorno.
"Cógeme, papi".
Ci mancava che mi dicesse di prenderla in spagnolo. È malefica, un'autentica strega.
Ah Pedro, che donna che ti sei sposato mi ripeto mentalmente.
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TI CIELO II // Pedro Pascal
FanfictionSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
