Eccola lì la donna straordinaria. Mia moglie, la futura madre di nostro figlio, mentre dorme beata coi capelli scompigliati e stringendo tra le mani il cuscino.
È così bella che non riesco a smettere di guardarla.
La amo. La amo. La amo.
Solo questo riesco a pensare in questo momento.
Mi accendo una sigaretta sul balcone, continuando a seguirla con lo sguardo.
Da quando siamo sposati e viviamo insieme riesce a dormire senza svegliarsi in piena notte, io invece mi sveglio spesso.
Forse, perché voglio assicurarmi che non sia un sogno.
Non mi sono mai capitate così tante cose belle in poco tempo, devo abituarmici.
Pensandoci bene: non abbiamo ancora dato a nessuno la lieta notizia.
Chissà come la prenderanno le mie sorelle. Luz impazzirà. Sogna da sempre di diventare zia. Potrebbe essere pure una futura baby sitter, nel caso decidessimo di prenderci del tempo per noi due soli.
"Papi, che fai sveglio? Torna qui, è tardi". Spengo la sigaretta e mi butto sul letto accanto a lei baciandole la guancia. "Ti osservavo. Con la luce della luna sei meravigliosa". Sorride. "A cosa devo tutto questo romanticismo, amore?". Sogghigno. "Non ho secondi fini, lo giuro". Alza un sopracciglio. "Peccato. Speravo mi dicessi che avevi voglia di un altro round di fantastico sesso". Le mordo il labbro inferiore. "Potrei averne effettivamente. Ma non ho bisogno di fare il ruffiano, mi prendo ciò che è mio". Ride divertita. "Papi possessivo, ti riferisci a me?". Annuisco. "Solo perché io sono tuo chiaramente. Non pensi sia esagerato, vero? Puoi dirmelo sennò". Scuote la testa. "Per quanto il mio lato femminista possa prendere il sopravvento, adoro quando mi dici che sono tua e tu sei mio". La bacio. "Che ne dici se domani invitassimo Luz a casa? Potremmo dirle la novità".
Poi, con calma, ne parlerei con tutto il resto della famiglia e gli amici, come farà lei.
"Mmh". Sospiro. "Qualcosa non va?".
Dalle occhiate che mi rivolge, non direi proprio.
"Sto aspettando che tu smetta di tergiversare. Anzi, conosco un modo per affrettare le cose". Con una mano sfiora la mia intimità coperta solo dai boxer.
"Posso usare la bocca?".
Impazzisco ogni volta che prende il comando. Mi sento un adolescente alle prime armi. Mi si annebbia completamente il cervello.
"Solo se ti va".
Non la obbligherei mai a fare qualcosa contro il suo volere.
Non l'ho mai fatto e non inizierò di certo adesso.
Oh. Beh, non mi ha dato tempo neppure di rendermi conto.
"Giulia rallenta ti prego, non voglio venire in un minuto". Mi guarda fisso negli occhi e si lecca le labbra. "Non pensavo fossi in una situazione critica, papi". Mi gratto la testa. "Non guardarmi in questo modo". Alza le spalle. "In che modo?".
Come se non sapesse l'effetto che mi fa.
"Con quello sguardo pieno di desiderio". Avvicina il suo volto al mio. "Perché lo sono. Ti voglio, ti voglio, ti voglio".
Santo cielo. Vorrei imprecare.
"Non durerò niente, mi scuso in anticipo".
E il tempo diminuisce a dismisura.
"E che importa? Lascia che giochi un po' con te". Le mordo una guancia. "Potrò fare lo stesso con te, poi? Il tuo papi Pedro adorerebbe giocherellare con la sua bimba". Ride. "Avrai tutta la notte per farlo, puoi starne certo".
Giuro: resterei sveglio tutte le sere rinunciando al sonno, se significasse trascorrere del tempo viziandoci e amandoci senza alcun freno.
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TI CIELO II // Pedro Pascal
FanfictionSeconda parte di "TI CIELO", un anno dopo. DISCLAIMER: Questa è un'opera di fantasia con linguaggio spesso esplicito. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice o sono usati in maniera fittizia. Qualsiasi...
