CAPITOLO 3

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You know you had me from "Hello"
Rihanna – Willing To Wait

Kristen prima

18 settembre 2018

La grande struttura di mattoni beige si erge imponente davanti a me. Mi intimorisce facendomi sentire insignificante. Sono ferma sul primo gradino da una decina di minuti. Mi manca il coraggio per continuare a salire.

D'accordo Kristen. Non sei né la prima, né l'ultima persona che comincia l'università. Cerco di infondermi coraggio da sola, ma sembra tutto inutile.

Ho sempre amato le nuove esperienze. Non mi sono mai tirata indietro davanti ad una novità. Questa volta, però, sembra tutto diverso. Sembra tutto così grande e spaventoso, mentre io sono piccola ed indifesa. Continuo a chiedermi se ho fatto la scelta giusta. E se poi non mi piacesse? E se il corso di economia non facesse per me? Ho fatto di tutto per arrivare dove sono. Un sacco di sacrifici economici, un trasloco, una vita nuova.

E adesso? Adesso me la sto facendo sotto.

Vorrei tanto che Anastasia fosse qui. A quest'ora mi avrebbe già spedita dentro a suon di calci, poi mi avrebbe detto una delle sue frasi motivazionali ed io avrei cominciato la mia nuova avventura. Ma Ana non c'è. Il campus di Storia delle Lingue Moderne non è molto lontano dal mio, ma nemmeno così vicino.

Posso farcela. Chiudo gli occhi, faccio un bel respiro, mi stampo un bel sorriso e finalmente salgo quei dannati scalini.

Non appena metto il primo passo nel grande atrio vengo quasi investita da una massa di studenti che corrono. Sono tutti in fibrillazione.

Il primo giorno si percepisce dalle forti emozioni contrastati che compaiono sulle facce di tutti i presenti. C'è chi è spaventato, chi è disinteressato, chi è felice e c'è persino chi piange. Cerco di non farmi condizionare e corro verso la sala delle conferenze dove il rettore darà il 'benvenuto' ai nuovi studenti.

Mi siedo in penultima fila e mi godo la presentazione power point accuratamente sviluppata da uno dei migliori studenti di informatica, come ha tenuto a sottolineare più volte il direttore.

Quando il grosso omone nomina quel dipartimento il pensiero va al mio fidanzato, Manuel. Anche lui comincia oggi e, al contrario mio, era super emozionato all'idea. Forse perché comincia con uno dei suoi migliori amici, Zack, o perché è semplicemente la sua vocazione.

Dannazione sono l'unica a non essere sicura del mio percorso.

«Vedrete cari studenti, vi troverete benissimo in questo campus. I professori sono a vostra completa disposizione e se avrete bisogno di me, mi troverete nel mio ufficio al secondo piano dell'ala est. Da qui inizia un importante percorso della vostra vita e siamo più che felici di accompagnarvi in esso.»

Dopo le parole del rettore parte uno scroscio di applausi, mi accodo anche se ho sentito solo la parte finale del discorso.

«Stronzate!» ringhia un ragazzo accanto a me.

Sorrido per quel modo rude e per la verità trapelata dalle sue labbra. Non riesco a scorgergli il viso perché è coperto dal cappuccio giallo ocra della sua felpa. È stravaccato sulla sedia, noncurante del fatto che qualcuno possa vederlo e giudicarlo. Si volta poco verso di me e scorgo per un attimo due pozze azzurre al posto degli occhi. Rimango pietrificata davanti alla loro trasparenza, ma non ho il tempo di vederli nuovamente perché si alza e va via.

Alla fine della conferenza ci vengono consegnati dei fogli con i nostri orari e quindi mi dirigo alla prima vera lezione: diritto internazionale.

Il professore, un bel uomo sulla quarantina, è un tipo scorbutico e pieno di sé. Non dice nemmeno 'buongiorno' quando entra e parte direttamente con una raffica di informazioni che dovrebbero essere 'di base', ma che non lo sono affatto. Cerco di stargli dietro il più possibile, ma è davvero troppo veloce e la mia mano non ce la fa più a scrivere. Mi appunto mentalmente di portarmi il computer per agevolarmi il lavoro.

AMNESIADove le storie prendono vita. Scoprilo ora