Lady Bug e Chat Noir se ne stavano appollaiati sul pontile di ferro che guadava la Senna ed osservavano lo scorrere lento del fiume sotto di loro che rifletteva la luce del tramonto, facendolo sembrare un dipinto ad acquerello.
La coccinella continuava a muovere le mani in maniera convulsiva, invece il gatto nero giocherellava con un sassolino trovato ai piedi delle scale di ferro.
Nessuno dei due era riuscito a proferire parola, indecisi se festeggiare quella piccola vittoria, o se mangiarsi le mani per l'occasione sfruttata male.
Che poi, il piano congeniato, non era nemmeno così impossibile, anzi, se non fosse stata per l'illusione dovuta al potere del Miraculous della Volpe, forse a quest'ora, per i due super eroi sarebbe stato il momento di stappare una bottiglia di spumante ed urlare al mondo che ce l'avevano finalmente fatta, assicurando così alla giustizia il tanto temibile Papillon o Monarch (come si faceva chiamare ora), dopo aver recuperato tutti i Miraculous.
Ed invece, questa volta, avevano dovuto accontentarsi delle briciole, che poi tanto briciole non erano, in quanto, erano riusciti ad aggiungere alla collezione un altro gioiello a pochi giorni di distanza dal primo.
Una piccola vittoria che ha lasciato l'amaro in bocca più a Lady Bug che a Chat Noir, il quale, nonostante tutto, era più che soddisfatto del bottino recuperato.
Volse uno sguardo fugace tutto intorno a loro, solo per vedere se fossero lontani da occhi indiscreti o se qualcuno, ad esempio Monarch, li stesse spiando.
Il super eroe non avvertì nessuna vibrazione particolare, tranne la sensazione di disagio della sua partner e l'acqua che si muoveva lenta e sinuosa lungo il canale.
Poco lontano si trovava ormeggiata la Liberty dove i due, nelle loro vesti civili, si dovevano ritrovare per il consueto concerto settimanale e mangiare poi una pizza in compagnia. All'insaputa dell'altro, s'intende.
Erano entrambi in ritardo, ma al momento poco importava, perchè spesso capitava, ed i loro amici ci avevano ormai fatto l'abitudine.
Lady Bug sospirò affranta, doveva essere al settimo cielo, ed invece aveva il morale a terra perché si era fatta sfuggire la vittoria da sotto le mani.
"Siamo stati grandi!" Esclamò entusiasta Chat Noir spezzando il silenzio, volgendo poi uno sguardo fiero verso la collega che non era di certo del suo stesso parere "... Stai bene, Milady?"
La coccinella si voltò di scatto con la schiena rivolta al parapetto e con un balzo sicuro si sedette sulla sbarra di ferro.
"In realtà', no."
"Abbiamo recuperato un altro Miraculous, solo questo dovrebbe farci festeggiare." Chat Noir fece cadere un sassetto dentro l'acqua, smettendo di sbatterlo contro la sua mano.
Lady Bug deglutì, infondo il suo chaton aveva ragione, avranno perso la battaglia, ma ne erano usciti ugualmente vincitori.
"Si, ma... Qualcun altro sta aiutando Monarch e sta usando il Miraculous della Volpe. E quel che e' peggio e' che non sappiamo di chi si tratti."
"Lila?" Ipotizzò conoscendo la risposta negativa.
"E' pulita, le coccinelle microspie non hanno rivelato niente di anomalo, tanto che ho deciso di toglierle."
"Peccato, sarebbe stato bello scoprire che quella ragazza si era alleata con Monarch."
"Non credo che sia stupido fino a questo punto. Del resto, ha rischiato un bel po' reclutando Chloe'"
Chat Noir sogghignò "Doveva essere disperato per farlo." Sottolineò portandosi una mano alla bocca.
Lady Bug abbozzò un sorriso, ridendo a quella battuta.
"Gia'... Abbastanza disperato." Rilancio' lei sogghignando al cielo.
"In ogni caso..." Continuò Chat Noir prendendole le mani "... abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra."
Lady Bug si perse nei suoi occhi color smeraldo ed abbozzò un dolce sorriso al suo partner.
*
Luka si trovava a poppa della barca a sistemare gli strumenti con l'aiuto di Juleka ed Anarka, meno di una mezz'oretta e i loro amici sarebbero arrivati e la loro musica avrebbe finalmente risuonato nell'aria.
"Juleka, mi aiuti a prendere le aste? Le ho dimenticate giù."
"Certo, mamma." Rispose lei seguendola, lasciando il fratello da solo a continuare il lavoro.
Luka si mise a pensare a come poter aiutare Adrien e Marinette, o meglio, i loro alter ego, mentre accordava la chitarra elettrica. Erano giorni che quel pensiero era diventato per lui un chiodo fisso.
Il musicista provava ancora qualcosa per Marinette, ma vederla avvilita perchè non riusciva a confessare ad Adrien i suoi sentimenti, proprio non ci stava, e se l'unica cosa sensata da fare per farle tornare il sorriso era quella di aiutarla ad aprirsi con il suo amato, allora lo avrebbe fatto.
Perchè infondo quei due si amavano e nemmeno se ne rendevano conto, ma come farglielo capire senza rivelare a loro le rispettive identità segrete?
Pizzico' le corde, e quando queste stonarono, in accordo al suo essere del momento, la lascio' cadere a terra come se improvvisamente avesse iniziato a scottare.
Luka si sedette sul bordo della barca e si porto' le mani all'interno dei capelli, sbuffando sonoramente.
Non gli pesava affatto mantenere quel segreto, il più era mentire a lei, ma lei non doveva sapere che lui sapeva, altrimenti avrebbe dato di matto ed accusato di essere un bugiardo per non averle detto subito la verità.
Ma se lei non sapeva, allora non poteva preoccuparsi.
E poi, lui avrebbe mantenuto il loro segreto anche sotto tortura, anche se Monarch avesse cercato di akumatizzarlo di nuovo, piuttosto si sarebbe tagliato la lingua da solo con un paio di grosse forbici pur di spifferare a quel malato di mente chi erano Lady Bug e Chat Noir.
Mentre Luka raccoglieva la sua amata chitarra, volse lo sguardo verso l'orizzonte, notando i due super eroi intenti a parlare cullati dalla dolce melodia dello scorrere dell'acqua sotto di loro.
Forse non si erano nemmeno accorti di dove effettivamente si trovassero, ovvero alla luce del tramonto e non per niente al sicuro da occhi indiscreti.
Chiunque sarebbe potuto passare di lì ed assistere alla scena che si palesò davanti agli occhi di Luka.
Abbozzò un sorriso dal sapore amaro, in quanto Chat Noir, aveva appena abbracciato Lady Bug e lei aveva appoggiato la testa dolcemente sulla sua spalla avvicinandosi ancora di più.
Non fu solo quello a fargli mancare un battito, ma anche il modo in cui si stavano comportando inconsciamente i due.
Chat Noir continuava a massaggiarle la schiena e lei si teneva ben salda alle sue spalle forti con le mani.
Il modo in cui la stava confortando, le carezze delicate che le stava riservando, quegli sguardi pieni di sentimento e rispetto reciproco, erano tutte cose che invidiava a quella coppia, in quanto, Luka, avrebbe davvero voluto essere al posto di Chat Noir, soprattutto ora che lui le aveva catturato una sua lacrima con l'indice ed asciugato la guancia con il pollice.
Lo vide sussurrarle qualcosa e lei annuire facendo un bel respiro profondo.
Quante volte anche loro due si erano ritrovati nella medesima posizione, ed era sempre bello circondarla con le proprie braccia a volerla proteggere e farle sentire tutto il proprio calore e sostegno.
Un compito però, che non sarebbe mai più stato suo.
Chiuse gli occhi quando una morsa gli si strinse attorno al cuore, nonostante avesse realizzato parecchi mesi prima che Marinette non sarebbe mai piu' stata sua, vederli insieme e così uniti, anche solo in maniera amichevole ed innocente, lo feriva, perchè Luka, inconsapevolmente era ancora perdutamente innamorato di lei.
Ora Lady Bug aveva appena stampato un dolce bacio sulla guancia di Chat Noir, e Luka si ritrovo' a pensare fino a quanto intimi fossero diventati in realtà.
"Oh! Guarda, ci sono Lady Bug e Chat Noir!" Esclamò Anarka risalita in coperta con un paio di aste e dei microfoni in mano, distraendo il figlio dai suoi pensieri.
La donna ricercò velocemente lo smartphone sulla tasca del cardigan, le sarebbe piaciuto immortalarli in una foto, del resto, erano pur sempre simbolo di Parigi, e in passato l'avevano aiutata a liberarsi dall'akuma di Papillon, e vederli coccolarsi così era comunque una bella immagine da appendere in barca.
Luka le posò con galanteria la mano sopra la sua, prima che lei potesse premere quel pulsante.
"Lasciali un pò di privacy, se la meritano." Sussurrò aggiustando l'altezza delle aste dei microfoni, distogliendo cosi' sguardo e pensieri dai suoi amici.
Anarka annuì con il capo, poi volse uno sguardo fiero ai due super eroi prima di vederli staccarsi e prendere due strade diverse.
*
La festa sulla Liberty fu un enorme successo e la pizzata finale era stata la ciliegina sulla torta, quella che non era stata messa sopra quella vera quando Anarka aveva spiazzato tutti con la sua dolce e squisita creazione, dimenticandosi la decorazione.
Tutti si erano diverti e passare quelle ore in compagnia fu davvero un sollievo per Adrien e Marinette, liberi finalmente dai loro impegni da super eroi.
Anche se a dire il vero, tranne un paio d'occasioni, i due non avevano parlato un gran che durante la serata.
Marinette perchè sempre attaccata come una cozza ad Alya e Adrien se ne stava triste e sconsolato in disparte perchè non riusciva a rimanere da solo con lei, ma invece di godere della situazione, Luka si sentì in apprensione per quei due ragazzi e si continuava a domandare il perchè l'amore che provavano l'uno per l'altra li stesse dividendo invece che unirli nella vita reale.
Si amavano e non sapevano nemmeno di esserlo, ma l'ex portatore del Miraculous del Serpente, non poteva mettersi in mezzo e dire ad ognuno di loro che cosa aveva scoperto, ed ormai era tardi per spendere anche solo una parola con entrambi, in quanto tutti stavano lasciando la barca.
*
Adrien continuava a girarsi e rigirarsi nel letto, finendo per infastidire il povero Plagg che cercava in qualche modo di chiudere occhio.
"Te ne vuoi stare fermo? Sto cercando di dormire!" Berciò il kwami sprimacciando il cuscino di velluto nero e mettendosi poi comodo chiudendo gli occhi.
"Anche io, ma non ci riesco!" Esclamò Adrien portandosi in posizione supina.
"Forse hai mangiato pesante, capita anche a me quando ingurgito troppo formaggio."
Adrien trattenne una risata, le sue analogie con il cibo erano sempre uno spasso.
"Sono preoccupato per Milady. Ultimamente è sempre triste e voglio trovare il modo per farle ritornare il sorriso sulle labbra." Il modello sfiorò con l'indice la bocca in ricordo del dolce bacio di qualche giorno prima.
"Riportale tutti i Miraculous e vedrai come ti ringrazia."
"Plagg!!" Stava per fargli una ramanzina come al solito, ma d'un tratto quella sua affermazione gli accese una piccola campanella all'interno del suo cervello "... e se..." Pensò ancora.
"La vuoi smettere di parlare a monosillabi e dirmi che cosa ti frulla in quella tua testa?"
Adrien non rispose, ma si portò in posizione seduta pensando ancora.
Seguirono attimi di snervante silenzio, in cui Plagg desiderò essere il kwami che legge il pensiero, che ovviamente non esisteva, fino a quando un sorriso malizioso venne abbozzato sul volto del biondo.
"Sono sicuro che Felix mi abbia mentito."
Plagg sussultò "Perchè dici così?"
"E' per una cosa che ha detto Pollen. Monarch non possiede più il Miraculous del Pavone e ne sono sicuro, perchè il simbolo non compariva nel cerchio magico di quel vile, però quello del Cane si."
"Pensi che il tuo cugino svitato sia in combutta con Monarch e che lo abbia scambiato?"
"Potrebbe essere, del resto era lui a ricevere Barkk da Lady Bug al posto mio. E non vorrei che fosse stato proprio Felix ad aiutarlo oggi con l'akumatizzato."
"Si, ma a che pro? Felix non mi sembra il tipo..."
"Tu non lo conosci bene... non fa mai niente per niente. Lui deve avere uno scopo o un tornaconto personale." Lo sguardo di Adrien s'indurì e tutto il suo corpo venne scosso da una vibrazione e da una sensazione negativa, se la sua ipotesi era giusta, questo significava che Felix gli aveva mentito e preso in giro, uno smacco enorme per lui che era sempre pronto a tendergli la mano ed aiutarlo quando ne aveva più bisogno.
Adrien era convinto più che mai a ritornare a Londra per indagare e chiudere quella faccenda una volta per tutte.
*
continua
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Promises
Fanfiction[MIRACULOUS LADYBUG] ***ATTENZIONE: SPOILER QUARTA STAGIONE*** Chat Noir fa una promessa a Lady Bug. Una promessa che intende mantenere ad ogni costo, perchè sa che lei è la persona perfetta per ricoprire il suo ruolo. Ora sono davvero solo loro due...
