Alla fine il preside Damocless aveva convocato sia i genitori di Marinette che il padre di Chloe' e formalizzato la sua decisione, dopo ovviamente risentito le versioni delle due ragazze coinvolte nell'accaduto.
Purtroppo non c'erano stati testimoni presenti nell'aula, quindi il dirigente scolastico aveva deciso per il male minore, ovvero quello di sospendere Marinette dalle lezioni per qualche giorno.
Inutile dire che Tom e Sabine avevano difeso a spada tratta la loro amabile figlia, definendo ingiusta ed esagerata la punizione, soprattutto in assenza di qualcuno che potesse confermare ed esporre la reale versione dei fatti.
Purtroppo i coniugi Dupain non erano riusciti in nessun modo a convincere il preside nel tornare sui suoi passi, anche perché Chloe' aveva definito Marinette "un pericolo pubblico" e Andre' Bougeois aveva minacciato di sporgere denuncia se la compagna di classe non fosse stata allontanata immediatamente, soprattutto perché quella con il viso tumefatto era proprio la biondina piagnucolona.
I tre membri della famiglia Dupain uscirono dall'ufficio del preside con l'aria affranta, tranne Marinette, che si calmò solo quando senti' uno strano calore propagarsi sopra la sua spalla.
Si voltó ed incrociò lo sguardo mesto di Adrien.
"Mi dispiace, Marinette. Ma per quanto possa valere, io ti credo e se vuoi posso chiamare mio padre e..."
"Grazie! Però non voglio che tu ti scomodi per me. Accetto la punizione anche se non la merito." Non le restò altro che alzare le spalle.
"Già... E' per questo che non è giusto."
"Ci vediamo, Adrien." Marinette gli restituì con garbo la mano tagliando corto la conversazione, stanca di giustificarsi nuovamente. Le credeva, era questo che contava per lei.
Il biondo prese coraggio e la raggiunse, come se una forza misteriosa l'attirasse verso di lei.
Adrien la fermò nuovamente.
"Posso passare più tardi da te?"
Marinette avvampò e credette che il fumo che sentiva uscire dalle sue orecchie si sarebbe potuto vedere.
"D-da me? C-certo!" Balbettò confusa.
"Così ti porto i compiti" Le sorrise.
*
Marinette si lasciò cadere a peso morto sul soffice letto, di faccia, dopo aver salutato sua madre che aveva preso servizio giù in pasticceria.
"Non ti preoccupare, Marinette. Non sei stata messa in punizione" le fece notare Tikki aleggiando proprio sopra la sua testa.
"Si, lo so. Ma mi secca fare queste figuracce davanti a tutti, e Chloe' è riuscita a farla franca un' altra volta."
Marinette si volto' a pancia in su e si sistemo' meglio sopra la superficie.
"E anche Adrien ti crede, è un buon segno" continuo' la kwami della creazione.
Marinette prese il cuscino e se lo strinse forte nel petto, si voltò nel lato dove erano appese tutte le sue foto, in particolare il suo sguardo si posò su quelle di Adrien.
Avvicinò una mano al suo volto impresso sulla carta e il cuore iniziò a battere all'impazzata.
"Si, Tikki. Non sai quanto lo apprezzi" Rispose con aria affranta.
"Su, Marinette! Dovresti essere al settimo cielo, il ragazzo che ami presto verrà a trovarti. Te lo ricordi, vero?"
Il cuore della corvina vibrò, Tikki aveva riesumato un piccolo particolare che Marinette contava di sistemare prossimamente, ovvero quella parte che riguardava i suoi sentimenti: quelli per Adrien e quelli nuovi nati per Chat Noir."
"Cos'è quell'espressione?" Chiese perplessa la kwami della creazione.
Marinette sospirò e ritrasse la mano riportandola sul cuscino.
"Credo di essermi innamorata di Chat Noir, Tikki."
La kwami della creazione rimase basita davanti a quella rivelazione, non che fosse qualcosa di male, anzi, forse la sua padroncina era riuscita veramente ad aprire gli occhi ed iniziare a trovare interessante quel suo lato egocentrico e spavaldo del suo compagno di mille avventure.
"Cioè... Credo di esserlo... Quando sono con lui, il cuore mi batte forte e mi sento leggera come una piuma. Tutte sensazioni che provo anche quando sono vicina ad Adrien."
Tikki sogghignò, anche se cercava di rimanere il più impassibile possibile.
"In cuore tuo, Marinette, sai che Chat Noir è importante per te, e non solo perché è il tuo compagno."
"Non posso innamorarmi di lui, lo sai questo!" Rispose lapidaria.
"Al cuore non si comanda, Marinette. E sono sicura che c'è una spiegazione a tutto questo. Presto lo scoprirai."
Marinette si sedette al bordo del letto con una strana sensazione di disagio addosso, parlare di Chat Noir e confessare a Tikki i dubbi che attanagliavano il suo cuore, le fecero pensare a quanto tutto questo fosse sbagliato.
Aveva ben visto che cosa sarebbe potuto accadere se i suoi sentimenti avessero cambiato rotta, la sua nave si sarebbe potuta scontrare contro uno scoglio enorme se non fosse stata attenta e causare danni irreparabili.
Evitare l'akumizzazione di Chat Noir era la priorità, non poteva di certo permettersi di perdere anche lui o di metterlo in pericolo.
Buttò giù un po' di saliva e di quei pensieri, ma farli scivolare semplicemente addosso non era facile, soprattutto se ora il suo chiodo fisso erano due enormi occhi verdi contornati da una maschera nera.
"Non posso farmi distrarre, Tikki."
"Se vuoi combattere questa guerra contro Monarch, lo devi fare con il cuore sereno. Dovresti fare chiarezza il prima possibile con te stessa, solo così potrete insieme sconfiggere il nemico. Se ti fai sopraffare dai tuoi sentimenti, o dalla paura, non riuscirai a combattere al meglio."
Marinette scoppiò a piangere "Che cosa devo fare?"
*
La giornata a scuola proseguì con alti e bassi, ora l'odio che la classe provava per Chloe' era raddoppiato dopo la storia della sospensione di Marinette.
Nessuno aveva creduto alle parole della bionda, soprattutto quando lei insisteva che Marinette l'aveva colpita più volte.
Forse Sabrina, ma più per solidarietà e per non venire definita dalla sua migliore amica una perdente, questo avrebbe leso alla sua autostima già molto a terra, proprio a causa sua.
Anche Adrien guardò di traverso più volte la sua amica d'infanzia cercandola di convincerla a dire la verità e fare la cosa giusta, inutilmente però.
A Chloe' piaceva essere adorata in quel modo ed essere al centro dell'attenzione, poco importa se si parlava male di lei, quella questione l'avrebbe resa ancora più popolare.
"Un giorno avrai quello che ti meriti, Chloe'" Bercio' Alya nella sua direzione mentre sistemava l'armadietto a fine della giornata.
"E' una minaccia? Alya Cesaire?" Chiese Chloe' con aria di superiorità avvicinandosi al volto della ragazza.
"No, è una constatazione." Rispose indurendo lo sguardo sotto la sorveglianza del fidanzato, pronto ad intervenire se le cose avessero iniziato a degenerare.
"Umpf! Tu sei una perdente, come tutti loro. Dupain-Cheng è stata solo la prima..." Disse melliflua facendo intendere che in realtà c'era sotto qualcosa di più grande.
Alya digrignò i denti e strinse i pugni, un'altra parola e le avrebbe tirato veramente un gancio, sua sorella le aveva mostrato come fare.
"Smettila, Chloe'! Stai esagerando." Fu il tono di voce di Adrien che riportò tutto alla normalità.
"Tu dovresti essere dalla mia parte invece che difendere questa inutile plebaglia" Disse in tono di disprezzo.
"Finché continuerai a comportarti così, no, non starò mai dalla tua parte. Ti ho già avvertita più volte."
"Bene! Se non sei con me allora sei contro di me!" Gli alitò sul volto con aria minacciosa, per poi puntare i piedi ed andarsene da quella stanza con un groppo in gola.
Quello che le faceva male, era non aver l'appoggio di quello che credeva un suo amico.
Si sarebbe vendicata... E sapeva anche come.
*
Marinette si trovava ancora nel pieno di una crisi mistica riguardante i suoi sentimenti.
Non le importava nulla del fatto accaduto a scuola nelle ore precedenti.
I suoi le credevano, e anche i suoi compagni, presto sarebbe ritornata a testa alta.
Prese una margherita da un vaso che teneva in terrazza e invece di pronunciare m'ama o non m'ama ad ogni petalo, ripeteva in alternanza il nome di Adrien e Chat Noir, finché rimasero due petali, e, ad un'attenta osservazione, s'accorse che erano fusi insieme.
"Anche i fiori sono contro di me" sospirò.
Tikki si morse la lingua per non parlare.
"Si possono amare due persone contemporaneamente?"
"
Mi spiace, Marinette... Io non lo so."
Le due vennero interrotte da Sabine che era salita in camera della figlia per annunciare l'arrivo di Adrien.
Una scossa di puro terrore misto ad imbarazzo percorse la schiena della corvina che la fece precipitare giù dalla botola, fortunatamente il letto da una piazza e mezza attutí la caduta.
"Vi lascio soli" Sabine scosse leggermente la testa davanti alla figuraccia della figlia, la quale non scalfií per nulla Adrien, ma si limitò a chiederle in tono preoccupato se andava tutto bene.
"Si-si!" Scese dagli scalini in maniera agitata e quando i loro sguardi s'incrociarono all'ultimo gradino, Marinette inciampò e solo l'intervento provvidenziale del biondo la salvò dallo sbattere la faccia a terra.
"Non stai bene, vero?" Le chiese quando finalmente riuscirono ad accomodarsi sulla chaise long che troneggiava al centro della cameretta.
"Si vede così tanto?" Marinette accennò ad un mezzo sorriso.
"Immagino che non sia facile..."
"Oh! Non è per quello che è successo oggi, sono preoccupata per il destino di Parigi. Ora che Papillon ha tutti i Miraculous chissà, che cosa potrà fare."
Adrien inspiró una boccata d'ossigeno cercando di prendere tempo e soprattutto cercando le parole adatte.
"Non li ha tutti, gli mancano i più forti" Ammiccò "... E sono sicuro che quei due non se li faranno sottrarre molto facilmente."
"Dici che ce la faranno?" Lo chiese per una certezza personale e per darsi la carica con la promessa che la prossima volta ce l'avrebbe messa tutta per fare dei progressi.
"Ovviamente. Lady Bug e Chat Noir possono contare l'uno sull'altro, sarà questa la loro forza" Lo disse in maniera sincera, ed i suoi occhi s' illuminarono immensamente mentre parlava dei due super eroi, Marinette si vide costretta a pensare che non poteva deludere le sue aspettative.
"Immagino di sì"
Seguì qualche attimo di silenzio prima che Adrien riprendesse la parola.
"Sai... Questa faccenda è un pò colpa mia, se non fosse stato per me, Lady Bug avrebbe ancora i suoi Miraculous."
Marinette strabuzzò gli occhi, come solo poteva pensare ad una cosa del genere?
"Che intendi?"
"Vedi, Marinette... Lady Bug è stata ingannata. Credeva che quello sul treno fossi io, ma in realtà era mio cugino Felix." Marinette lo vide cambiare espressione ed i suoi occhi diventare di un verde più scuro ed intenso. "... Quel Miraculous era destinato a me e non a lui... E solo perché ho dato retta a Felix e ci siamo scambiati i ruoli."
"Non è stato un tuo errore, ma di Lady Bug"
"NO! Lei non c'entra niente! Se solo avessi avuto più spina dorsale da affrontare mio padre e confessargli il fatto che non voglio più essere un modello, ora non ci troveremo in questa situazione."
"Smettila di colpevolizzarti!" Marinette gli alzò il volto con la mano, voltandolo verso di lei.
In quel frangente sentì lo stomaco stringersi ed i polmoni svuotare l'aria completamente, i loro visi erano talmente vicini da sfiorarsi.
"Entrambi risolveranno presto questa situazione." Marinette si allontanò prima che quella situazione diventasse pericolosa.
"Lo spero! Sai, sono stato da Felix qualche settimana fa, perché Lady Bug era venuta da me a riprendersi il Miraculous."
Marinette ebbe un sussulto, era convinta che Chat Noir avesse fatto visita a Felix, e non Adrien.
Si sentiva confusa, loro due erano la stessa persona e Adrien si era semplicemente tradito, oppure anche Adrien voleva andare in fondo a quella faccenda, a che pro?
La corvina iniziò ad agitarsi ed avere una crisi di panico davanti a lui.
Le mani vibravano visibilmente e calmarsi era impossibile, se veramente Adrien era Chat Noir questo significava che in realtà non conosce nessuno dei due e questa consapevolezza la mandò fuori di testa.
Adrien cercò di calmare la ragazza non capendo che cosa avesse fatto scattare in lei quella reazione.
Il cuore di Marinette battè come un tamburo realizzando quanto appena scoperto, ma presto il suo entusiasmo venne placato da un piccolo dettaglio, era logico che Adrien in persona chiedesse spiegazioni al cugino, lo avrebbe fatto anche lei.
Questo non provava assolutamente niente, e Marinette cerco' di darsi una calmata come meglio poteva, ma una serie di sfortunati eventi, pensieri negativi, rabbia e delusione, la fecero cadere vittima di Monarch.
Adrien vide le pupille di Marinette dilatarsi completamente finché il blu dei suoi occhi non scomparve.
Balzò dalla chaise longue con uno scatto felino invocando il nome di Marinette.
"Non dargli retta, Marinette! Combattilo!"
*
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Promises
Fanfiction[MIRACULOUS LADYBUG] ***ATTENZIONE: SPOILER QUARTA STAGIONE*** Chat Noir fa una promessa a Lady Bug. Una promessa che intende mantenere ad ogni costo, perchè sa che lei è la persona perfetta per ricoprire il suo ruolo. Ora sono davvero solo loro due...
