Quando vidi Seonghwa entrare in salotto con quella ragazza il primo pensiero che mi venne in mente fu quello che loro due fossero fidanzati. Ma quello svanì subito, perché vidi Seonghwa che tentava di toccare la vita della ragazza e lei che si spostava con fare imbarazzato e disgustato. Poi entrò anche Yunho, con un bimbo attaccato alla gamba.
Chi erano quelle persone? Soffermai lo sguardo sulla ragazza che manteneva una distanza di sicurezza da Seonghwa, che sconsolato, si risedette sul divano. Più la osservavo, più i suoi lineamenti mi ritornavano tremendamente e stranamente familiari.
Aveva gli occhi stretti e piccoli come San, i capelli portati lunghi erano lisci e neri. Era perfettamente perfetta, non c'era altro da dire. Se solo fossi come lei. Solo quando San entrò mi resi conto della loro somiglianza, anche se lei era leggermente più alta del ragazzo. Mi ritrovai a chiedermi se fossero fratello e sorella quando un rumore acuto mi distrasse. Un bimbo che doveva avere a malapena un anno stava ridendo a pieni polmoni, probabilmente stava prendendo in giro Yunho.
Erano tutti e tre fratelli oppure c'era qualche altro legame, anche non necessariamente d'amore, che avevano tra di loro? Magari quel bambino doveva essere un cuginetto o cose del genere, a quanto pareva da come San amava provocarlo e fargli il solletico. Continuai a fissare a turno il bimbo, la ragazza e San.
E fu in quel momento che il neonato si accorse di avere il mio sguardo puntato addosso come il mirino della pistola che avevo usato un paio di giorni prima, e mi guardò con occhi lucidi, poi si mise a camminare, un po' esitante nella mia direzione. Ridacchiai leggermente e mi inginocchiai per terra, il pavimento di marmo raffreddava e mi faceva male le ginocchia.
Finalmente, quello che doveva essere il cuginetto di San mi si avvicinò abbastanza per afferrare la mia maglia e cominciare a tirarla. Poi si alzò sulle punte dei piedi e cominciò a darmi schiaffi sul collo, cosa che trovai estremamente divertente da guardare. Presi il bambino tra le braccia e lui si appoggiò al mio petto.
Intanto i ragazzi guardavano la scena divertiti ed inteneriti. "Oh, guarda, già ti ama!" disse San, poi si mise in ginocchio di fronte a me e mi guardò, i suoi occhi brillavano. Non sapevo perché. "Dovrai adottarlo," scherzò, prima di accarezzare la testa del suo cuginetto, che si dimenò e prese la mia maglia nelle sue manine, tirandola ancora.
"Anche i bambini ti rifiutano, San, devi essere proprio brutto!" esclamò Mingi, allontanando San e mettendolo a sedere sul divano accanto a lui. San mise il broncio, ma dopo un po' scoppiò a ridere quando sentì i versi soddisfatti che il bambino stava facendo nelle mie braccia. Arrossii, ma dopotutto tenere un bimbo in braccio non era tanto male.
Jongho si avvicinò a Yunho e gli sussurrò all'orecchio. "È brava coi bambini eh?" disse con un sorrisetto, ma non lo notai perché il bimbo aveva già ricominciato a schiaffeggiarmi il collo, e, quando ci riusciva, anche il mento. Ridacchiai un'altra volta, non riuscivo a smettere di sorridere quando il bimbo era così felice con me. Il suo piccolo viso era molto morbido, la sua pelle era liscia, come mi accorsi mentre gli lasciai un bacetto sulla fronte.
Poi il bimbo sembrò sul punto di addormentarsi, ma prima di farlo del tutto mi toccò leggermente il seno. Almeno lui era inconsapevole di quello che aveva appena fatto. Arrossii ancora di più, non potevo nascondere le mie guance rosse. Sentii qualche risatina provenire dai ragazzi, che non fecero altro che peggiorare la situazione. Quasi tutta la tenerezza che provavo nei confronti del bambino era stata rimpiazzata da vergogna.
Per fortuna che adesso stava dormendo tranquillamente, quindi mi avvicinai a San e glielo porsi, il mio volto ancora di un rosso più o meno acceso. Il ragazzo, grazie al cielo, capì come mi stavo sentendo - non era così difficile capirlo - e prese il cuginetto tra le sue di braccia, cullandolo mentre dormiva pacifico.
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JEALOUS BOYS
Fanfiction____________________________________ La sorella perduta di Lee Know, che faceva parte di una ricca famiglia sud coreana, viene rapita dagli otto ragazzi più temuti delle Strickland: gli Ateez. Si scoprono essere possessivi, gelosi e attaccati ai sol...