Il profumo della pioggia che cadeva leggera sulle foglie verdi di Forks era ormai diventato un suono familiare, un canto di benvenuto che mi avvolgeva ogni mattina. Dopo l'incubo vissuto con Holden, la vita sembrava tornare alla normalità, anche se il peso di ciò che era accaduto era ancora presente, come un'ombra che si aggirava silenziosa nei miei pensieri.
Dopo una settimana di convalescenza dietro diverse bugie raccontate a mio padre, finalmente mi sentivo abbastanza bene da tornare a scuola. Le prime ore del giorno erano un misto di emozioni: l'ansia di rivedere i miei compagni, la gioia di ritrovare Angela, e la trepidazione di affrontare un mondo che sembrava aver cambiato forma dopo l'esperienza traumatica.
Mi ritrovai a camminare nel corridoio affollato, il cuore che batteva forte nel petto. Le voci dei miei compagni si mescolavano in un brusio indistinto mentre mi dirigevo verso l'aula. Lì, in un angolo, riconobbi Angela. Il suo sguardo si illuminò quando mi vide, e un sorriso dolce e sincero si dipinse sul suo viso. Era una visione che mi portava immediata calma.
"Sarah!" esclamò, venendo incontro a me con passo veloce. "Sei tornata!"
"Già" risposi, sentendo un calore diffondersi nel mio cuore. "Non vedo l'ora di riprendere le lezioni."
Mi abbracciò, e per un attimo, il mondo intorno a noi scomparve. Le sue braccia mi avvolsero come un manto protettivo e, in quel momento, tutto sembrava perfetto. La sensazione di sicurezza che mi dava era indescrivibile. "Mi sei mancata," aggiunse, staccandosi da me, ma i suoi occhi erano ancora fissi nei miei, come se cercasse di decifrare tutto ciò che avevo vissuto.
"Anche tu," dissi, il mio sorriso genuino. "È stato strano senza di te..."
La campanella suonò, e ci dirigemmo verso l'aula di storia, cercando di recuperare il tempo perduto. Le lezioni si susseguivano, ma la mia mente era altrove, fissa su Angela e sui momenti che avremmo potuto condividere. La nostra relazione si era fortificata in quel breve periodo, eppure c'era un desiderio che continuavo a nascondere. Volevo essere parte del suo mondo, ma sapevo che la mia umanità era una barriera tra noi.
Il pomeriggio trascorse con una piacevole routine: risate, chiacchiere e un paio di battute scherzose con Stella e Marisol, le mie amiche che avevano accolto la mia presenza con calore e affetto. Ogni volta che ridevamo insieme, sentivo i pesi del passato scivolare via, lasciando spazio a una nuova energia.
"Vi ricordate quando abbiamo fatto quella gara di danza al parco?" chiese Marisol, ridendo mentre ricordava l'episodio. "Eravamo così ridicole!"
Angela si unì alla risata, e il suo sorriso era contagioso. "Sì, e Sarah ha quasi fatto un piroette finale che è costato a Stella la sua bevanda!"
"Hey!" protestò Stella, mentre le lacrime di risate scendevano sul suo viso. "Non è colpa mia se non sapevo che avresti perso il controllo!"
E mentre ci prendevamo in giro, mi resi conto che la vita continuava, e che i legami tra di noi si facevano sempre più forti. Ma in fondo, il mio cuore era in conflitto. Desideravo la vita di Angela, la potenza che possedeva, la libertà di essere chi era, e non riuscivo a scrollarmi di dosso la sensazione di mancanza.
Dopo scuola, decisi di accompagnare Angela a casa. Le strade erano bagnate dalla pioggia, e l'aria fresca mi fece sentire viva. La casa dei Ciancio si ergeva come un faro di luce nella tempesta, e mentre ci avvicinavamo, il mio cuore si riempì di speranza. "Hai fame?" chiese Angela, con un sorriso che illuminava il suo viso.
"Super affamata!" risposi, facendole l'occhiolino. La verità era che, oltre alla fame, c'era un'altra cosa che desideravo: trascorrere del tempo con lei, da sole, senza preoccupazioni.
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BITE ME - Sajolie
FantasíaLa storia è interamente ispirata a Twilight, ma le protagoniste sono proprio Sarah e Angela.
