Conquiste

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Shiro era seduto sul divano, davanti ad un programma televisivo che parlava di Quirk, mentre Izuku era ancora in cucina a parlare con Masaru e Mitsuki e Katsuki, immobile, se ne stava sulla poltrona di fianco alla sua

Le parole dette dal nonno, solo poche ore prima, giravano ancora nella sua testa...insieme alle parole che, quando era ancora in macchina, gli aveva scritto Kai ...

Anche lui gli aveva detto di lasciarsi andare... anche lui, dopo avergli chiesto scusa per l'ennesima volta, gli aveva detto di viversi quel momento...di non respingere chi non aveva colpe ...e di essere se stesso...

Ma Shiro non ci riusciva proprio...

Rimase su quel divano, facendo finta di guardare la TV, sbirciando di tanto in tanto l'uomo seduto vicino a lui

La somiglianza fisica era palese ...

Dio...se fossero andati in giro per strada, vestiti uguali, probabilmente avrebbero chiamato anche lui Dynamight....

Ma oltre a quello?
Cosa c'era , ad accomunarli , oltre ai tratti somatici?
Da Izuku aveva preso di sicuro il gusto per lo studio...il blaterare, a volte a vanvera, quando non riusciva a capire qualcosa...
Aveva preso la voglia per gli abbracci infiniti...come lui adorava le coccole e si perdeva, facendo quasi le fusa come un Omega, quando i suoi capelli venivano accarezzati...

Dalla nonna Mitsuki, per quello che aveva visto, aveva preso la determinazione ed il fatto di non girare intorno alle parole...di non nascondersi, dietro frasi forbite, per mandare qualcuno a quel paese

Nonno Masaru era ancora un mistero anche se, da quel poco che aveva parlato con lui, poteva tranquillamente associarsi alla sua dolcezza ed al suo spirito di osservazione

Ma con Katsuki?
Cosa c'era ad accomunarlo con quello che ,in pratica, era suo padre?

Il Quirk?

Shiro si osservò una mano, mentre una goccia di sudore si alzava, e si morsicò il labbro pensieroso

Era tutto lì?
Somiglianza fisica e Quirk?
Non c'era nient'altro?
Shiro sbirciò di nuovo suo padre,che era concentrato a guardare la televisione, e si chiese se sarebbe mai riuscito ad accettarlo...

Era decisamente diverso da Kai...non ce lo vedeva proprio ad alzarsi presto, la domenica mattina, e preparare i pan cake per loro due

Non ce lo vedeva a spingerlo sull'altalena, nonostante avesse già 15 anni, ed a ridere insieme

Non ce lo vedeva ad accoglierlo tra le braccia, quando era spaventato, facendo finta di essere lui ad avere bisogno di un abbraccio

No...

Probabilmente Katsuki sarebbe stato uno di quei padri distanti, che tornavano a casa dal lavoro, e che a malapena consideravano la famiglia

La linea dura della sua mascella...gli occhi socchiusi...le mani nervose...

Come sarebbe stato crescere al suo fianco?

Shiro si pose milioni di domande, continuando a fissarlo ormai incantato, e non si accorse che anche Katsuki ormai lo guardava...
Il giovane Alpha continuò a mordicchiarsi il labbro, facendo danzare alcune gocce di sudore di fronte a lui, chiedendosi ancora che tipo di padre aveva di fronte...

Quelle poche volte che era riuscito a fare amicizia, nonostante i diversi traslochi, aveva sentito di diversi tipi di famiglia...
I suoi compagni parlavano dei loro papà di continuo, quando aveva sui dodici/tredici anni, ed erano tutti diversi

C'era quello più rigido...
Il coccolone..
Il simpaticone..
Il fedifrago...

E poi c'era lui che, orgoglioso, parlava della perfezione dei suoi genitori...di come si divertisse con loro e di come c'erano sempre per ogni suo piccolo problema

Certo...ora, tornando a scuola, avrebbe potuto farsi grande con il nome di Dynamight sulle labbra

Poteva già immaginare la faccia stupita, ed adorante, dei suoi compagni
Poteva immaginare, già da adesso, che i bulletti avrebbero avuto ancora più paura di lui dopo aver appreso di chi era figlio

Ma cosa gli avrebbe detto?
LUI è colui che mi ha concepito?
È quello che ha ingravidato mio padre?
È il detentore degli spermatozoi da cui sono nato?

Cavolo...quella parola...

Quella parola era incastrata, nella sua gola, e non riusciva minimamente ad uscire

Perché?

Eppure lo era no?

D'ora in poi, volente o dolente, avrebbe avuto Katsuki in giro per casa...

Come sarebbe stato?
Come doveva chiamarlo?

Shiro sospirò, facendo detonare una piccolissima goccia di sudore, e trasalì quando si accorse dello sguardo di Katsuki su di sé

Si guardarono per qualche minuto, senza proferire parola, finché la risata di Izuku non colpì le loro orecchie

Katsuki sospirò, guardandosi una mano, per poi alzare gli occhi verso Shiro

K:" ti va se...se andiamo fuori ad allenarci?"

Shiro annuì, alzandosi dal divano e spegnendo la televisione, per poi guardare la schiena del maggiore e sospirare

E mentre dalle sue labbra usciva un "si" strascicato, che sembrava più un sospiro, nella sua testa ci provò ancora una volta

E sorrise quando, uscendo fuori dalla porta, finalmente sentì la voce nella sua testa dirlo

Si ...papà ...

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