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La giornata prosegue lentamente, come se ogni minuto fosse pesante e non volesse mai finire. Non c'è nulla di straordinario, nulla che meriti davvero attenzione. Milano è la solita, frenetica città, ma io mi sento distante, come se stessi camminando in un sogno. Non riesco a scrollarmi di dosso quella sensazione di inquietudine che mi ha invaso ieri sera, come un'onda che si infrange senza preavviso.

Mi trovo in un bar, sorseggiando un caffè e guardando il via vai dei passanti, cercando di svuotare la mente. Ma ogni volta che chiudo gli occhi, vedo Francesco. Non so se mi attrae, se mi infastidisce, o se è proprio il suo comportamento distaccato a farmi perdere ogni riferimento. Quella sensazione di non riuscire a raggiungerlo, di non sapere davvero cosa stia cercando, mi consuma più di quanto vorrei ammettere.

Sto per alzarmi, quando il mio telefono vibra nel taschino. Non mi aspettavo messaggi, né telefonate. Ho abbandonato ogni speranza di ricevere una notizia interessante, almeno fino a quando non vedo il nome che appare sullo schermo. Francesco. Un nodo si forma nella mia gola, il cuore accelera.

*Francesco Stasi: Ciao, possiamo parlare un attimo?*

Non so cosa mi stia passando per la testa, ma rispondo in fretta, troppo velocemente.

*Vanessa: Quando?*

*Francesco: Ora, se non ti dispiace.*

Sospetto che sia uno scherzo, o forse un'altra di quelle provocazioni con cui mi ha messa alla prova ieri. Ma qualcosa, dentro di me, mi spinge a rispondere. Forse è la curiosità. Forse è quella sensazione di voler capire di più, anche se non sono pronta a fare i conti con ciò che sta per succedere.

Esco dal bar e inizio a camminare senza una meta precisa. La città sembra meno affollata del solito, i suoi rumori più ovattati. Eppure, il pensiero di Francesco mi preoccupa più di quanto dovrei ammettere. La sua proposta di parlare... cosa vorrà da me? Mi sento divisa tra la voglia di ignorarlo completamente e la tentazione di scoprire dove sta andando tutto questo. Mi fermo davanti a una panchina, i pensieri che si accavallano l'uno sull'altro, e finalmente decido di scrivere.

*Vanessa: Va bene. Dove ci vediamo?*

*Francesco: Dietro il Teatro alla Scala. Tra mezz'ora.*

Lo stomaco mi si annoda. La mia mente è in subbuglio, ma decido di non pensarci troppo. Quando arrivo davanti al teatro, la solita eleganza del posto mi fa sentire fuori luogo. È una serata tranquilla, eppure qualcosa nell'aria sembra preannunciare l'arrivo di un cambiamento. Cammino in tondo, cercando di ingannare il tempo, quando finalmente vedo la sua figura avvicinarsi dalla distanza.

Francesco indossa un cappotto lungo, il volto serio e distante, ma qualcosa nei suoi occhi è diverso. C'è una luce che non riesco a decifrare. Quando mi vede, accenna un piccolo sorriso, ma non è quello che mi aspettavo. Non è un sorriso di cortesia, è qualcosa di più profondo, come se stesse cercando di nascondere un'emozione, o forse una verità.

«Vanessa,» dice, e la sua voce è più morbida del solito. C'è qualcosa di inquietante in quel tono, ma non posso evitare di avvicinarmi.

«Cosa vuoi da me?» la domanda mi esce spontanea, senza che abbia il tempo di rifletterci.

Lui sorride, ma stavolta è un sorriso che non riesce a nascondere una certa tensione. «Volevo solo parlare,» dice. «Senza tutta quella confusione che c'era ieri.»

Lo guardo, confusa. «Di cosa vuoi parlare?»

Francesco si avvicina di un passo, ma c'è qualcosa che mi fa fermare. C'è un'energia tra di noi che non riesco a comprendere, un silenzio che mi avvolge e mi fa sentire come se stessi per scoprire qualcosa che non ero pronta a sentire.

«Ieri... quando ti ho visto...» comincia, ma si interrompe. Si guarda intorno, come se volesse essere sicuro di non essere ascoltato. Poi, con un gesto deciso, mi fa segno di seguirlo. Non riesco a fare a meno di farlo, come se ci fosse una forza che mi spinge a non lasciarlo andare.

Mi porta in una piccola piazza nascosta, lontano dal rumore della città. Il suo volto si fa serio, quasi teso. «Devo dirti qualcosa,» dice, senza preamboli. «Qualcosa che potrebbe cambiarti tutto.»

Un brivido mi percorre la schiena. Non so cosa aspettarmi. «Cosa vuoi dirmi?» chiedo, cercando di mantenere la calma.

Francesco mi guarda, come se stesse decidendo se fidarsi. «Quella notte... quando ci siamo incontrati, non è stato un caso. Non lo è mai stato,» dice, la sua voce più bassa, quasi come se temesse che qualcuno potesse sentire. «Ti ho osservata da tempo, Vanessa. E ho bisogno che tu sappia una cosa. Non sono chi pensi che io sia.»

Il mio respiro si ferma per un attimo. Cosa sta cercando di dirmi? Perché mi sente il bisogno di rivelarmi qualcosa che non avevo mai chiesto? E cosa c'è dietro quella sua maschera di indifferenza? Cosa nasconde?

«Che cosa significa?» riesco a chiedere, la mente in subbuglio.

Francesco prende un lungo respiro, come se stesse preparando qualcosa di difficile da dire. «Io... io non sono solo un musicista. E non sono solo un tipo che non si fa coinvolgere. La verità è che sono legato a persone che non avresti mai immaginato. E quella serata... non era solo un incontro casuale. Era l'inizio di qualcosa che nessuno di noi ha scelto, ma che deve succedere.»

Mi fermo, colpita dalle sue parole. *Legato a persone che non avrei mai immaginato?* Cos'è che mi sta nascondendo? E come posso fidarmi di lui?

Un colpo di scena, come un fulmine, squarcia l'aria. Francesco si avvicina un passo, il suo sguardo ora serio, e mi sussurra una frase che mi lascia senza fiato.

«Vanessa, la verità è che sono coinvolto in qualcosa di più grande di noi. Qualcosa che riguarda anche te.»

Il mondo sembra fermarsi.

tra le note del cuore - kid yugi Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora