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La luce del mattino filtrava attraverso le tende della finestra del soggiorno, riscaldando la stanza in modo delicato. Aprii gli occhi lentamente, ancora avvolta dalla sensazione di pace che mi aveva accompagnato durante la notte. Francesco era lì accanto a me, sdraiato sul divano, con la testa appoggiata su un braccio e l'altro avvolto attorno alla mia vita. Respirava piano, profondamente, come se finalmente avesse trovato un momento di tranquillità. 

Mi spostai leggermente per non svegliarlo, ma la mia mossa lo fece aprire gli occhi. Mi guardò per un istante, il suo sguardo confuso ma dolce. Poi un sorriso si fece strada sul suo viso. 

«Buongiorno,» mormorò con la voce roca del sonno. 

«Buongiorno,» risposi piano, sentendo il calore salire alle guance. Era strano ritrovarsi così vicini, eppure tutto sembrava incredibilmente naturale. 

«Ti sei pentita?» chiese, il suo tono serio ma con una punta di vulnerabilità. 

Scossi la testa, un piccolo sorriso accennato sulle labbra. «No. E tu?» 

Lui scosse la testa a sua volta, il sorriso che si allargava. «Neanche per un secondo.» 

Ci fu un momento di silenzio, ma non era imbarazzante. Era un silenzio che parlava di intimità, di comprensione. Ma sapevo che non poteva durare per sempre. 

Mi alzai piano, cercando di sistemarmi i capelli in modo decente. «Dovrei andare. Ho delle cose da fare oggi.» 

Francesco si mise seduto, con un'aria vagamente delusa ma comprensiva. «Lo so. Il mondo non si ferma, anche se noi vorremmo.» 

Mi avvicinai per salutarlo, ma lui mi trattenne per un istante, prendendomi la mano. «Vanessa... qualunque cosa succeda, qualunque siano le aspettative degli altri, voglio che tu sappia che questa notte significava qualcosa per me. Non è stato solo... un momento.» 

Il suo sguardo era così sincero che sentii un nodo in gola. Annuii, stringendogli la mano. «Anche per me.» 

Mi vestii velocemente, recuperai la borsa, e uscii di casa con un misto di emozioni. Sentivo il cuore più leggero, ma c'era anche una piccola ombra di paura: paura di quello che sarebbe successo dopo. 

Tornai a casa mia, dove trovai Tony seduto al tavolo della cucina con una tazza di caffè e il telefono in mano. Mi guardò con un sopracciglio alzato. 

«Dov'eri?» chiese, con quel tono che solo un fratello maggiore sa adottare. 

«In giro,» risposi evasivamente, cercando di evitare il suo sguardo indagatore. 

«In giro, eh?» replicò, sorseggiando il caffè. «Beh, poco importa. Ho una notizia per te.» 

Mi fermai, improvvisamente incuriosita. «Che notizia?» 

Tony sorrise, mettendo giù il telefono. «Il direttore creativo di **Vogue Italia** ti vuole per una campagna esclusiva. È uno shooting importante, Vanessa, uno di quelli che possono davvero lanciarti nell'élite del mondo della moda.» 

Sentii un brivido correre lungo la schiena. **Vogue Italia.** Era il sogno di ogni modella, il traguardo che poteva definire una carriera. «Stai scherzando?» 

«Mai stato più serio in vita mia,» rispose Tony. «Hanno visto alcune delle tue foto recenti e vogliono lavorare con te. Lo shooting sarà tra due settimane a Parigi.» 

Mi sedetti lentamente, cercando di elaborare la notizia. «Parigi... Vogue... È incredibile.» 

Tony mi studiò per un momento, poi aggiunse: «Sarà una grande opportunità per te. Ma... sai che dovrai essere al massimo. Vogliono vedere la tua determinazione.» 

Annuii, sentendo una marea di emozioni travolgermi. Era un'occasione che non potevo perdere, ma sapevo anche che avrebbe significato allontanarmi, almeno temporaneamente, da tutto il resto... incluso Francesco. 

Più tardi, quella sera, Francesco mi mandò un messaggio. 

*"Sei libera per cena? Pensavo che potremmo vederci."* 

Guardai il telefono per un istante, combattuta. Volevo vederlo, ma sapevo che dovevo parlargli di questa opportunità, e non ero sicura di come avrebbe reagito. Alla fine, risposi: 

*"Va bene. A che ora?"* 

Ci incontrammo in un piccolo ristorante vicino al centro, uno di quelli che Francesco amava per la loro semplicità. Quando arrivai, lui era già lì, con un'espressione serena ma attenta. 

«Tutto bene?» chiese, quando mi sedetti. 

Annuii, ma poi decisi di non girarci intorno. «Francesco, devo dirti una cosa.» 

Lui inclinò la testa, aspettando. 

«Ho ricevuto un'offerta per uno shooting con Vogue Italia,» dissi, guardandolo negli occhi. «È a Parigi, e durerà almeno due settimane.» 

Per un momento, Francesco non disse nulla. Poi sorrise, un sorriso che sembrava sincero ma leggermente forzato. «È fantastico, Vanessa. Davvero. È il tuo sogno, no?» 

«Sì,» risposi, cercando di leggere le sue emozioni. «Ma significa che dovrò andare via per un po'.» 

Francesco annuì lentamente, giocando con il bordo del suo bicchiere. «Capisco. E sono felice per te. Meriti tutto questo successo.» 

Sentii una punta di tristezza nella sua voce, ma non disse altro. Durante il resto della cena, fu gentile e premuroso, ma c'era una distanza che non riuscivo a ignorare. 

Quando mi accompagnò a casa, mi guardò per un lungo istante prima di salutarmi. «Vanessa, qualunque cosa accada, voglio che tu sappia che io sono dalla tua parte. Sempre.» 

E poi, prima che potessi rispondere, si allontanò, lasciandomi con una sensazione di vuoto che non riuscivo a spiegare.

spazio autrice
per il prossimo capitolo vorrei sentire le vostre idee, vi sta piacendo?

tra le note del cuore - kid yugi Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora