Lavinia Scala osservava, con un misto di ammirazione e distacco, l'arredamento del piccolo chalet preso in affitto.
Alcune notti in hotel mi sono bastate e, a conti fatti, questo è meno oneroso. Dovrò solo arrangiarmi con la pulizia e la cucina... dettagli.
Il suo sguardo era rivolto al salotto: pareti ricoperte da tavole anticate, completate con discrezione da pietra naturale a vista, la stessa che ricopriva la canna fumaria di un caminetto. Un grande divano angolare abbracciava un angolo della sala e un tavolo a sei posti, in legno massiccio, riempiva quella zona adibita a soggiorno e al contempo a tinello.
Era questo che ho sempre sognato, qualcosa di piccolo, bucolico e, nella sua modestia, elitario.
Mentre camminava sfiorava con le dita tutto quanto riusciva a toccare, dal piano in noce del tavolo, al morbido tessuto del divano.
In una piccola credenza sembrava consumarsi la lotta per la sua conquista: un servizio da caffè con alcuni soprammobili cercava di tener testa a una serie di libri distribuiti in ordine sparso.
Ne prese uno, 'Le erbe in cucina'.
Potrebbe essere utile.
Lo rimise al suo posto e, senza prelevarlo, passò le dita sul dorso di un altro.
Nicholas Sparks... ho letto di peggio.
Bene, se è vero che nel luogo giusto i pensieri maturano meglio, qui non dovrei aver problemi.
L'idea dello chalet, oltre a renderla più indipendente, aveva però un altro scopo: fare gruppo.
Come in tutte le indagini, quello era un aspetto indispensabile. Voleva conoscere i suoi colleghi, entrare nelle loro teste ancor prima che in quella di colui che chiamavano il pazzo. Doveva avere, prima di tutto, la fiducia degli altri. Era il modo banale per ottenere quel qualcosa in più della semplice somma dei valori di ciascuno.
Lo chalet sarebbe stato complementare alla centrale dei Carabinieri, ma qui ogniuno avrebbero abbassato la guardia sugli aspetti formali che si potevano nascondere dietro l'uniforme.
Quella sera i suoi colleghi erano stati invitati a cena da lei, tutti tranne il Capitano Lopresti, più intenzionato a seguire la stampa che i propri sottoposti.
L'incontro sarebbe anche servito per abbattere barriere ipotetiche che si potevano creare tra i due corpi. Da quel giorno non sarebbero stati solo poliziotti o carabinieri, superiori o subalterni, sarebbero stati solo e nient'altro che persone, e forse qualcosa di più.
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Dalla grande vetrata Lavinia li vide arrivare e aprì loro la porta, per poi tornare in tutta fretta ai fornelli.
Suonarono al campanello.
"Entrate, è aperto", urlò dalla cucina.
Fiordi si voltò verso i suoi colleghi.
"Mi pare abbia detto di entrare", rispose Martina mentre il collega Esposito annuiva.
"Beh, allora entriamo", buttò lì poco convinto l'Ispettore.
Quando furono nel salotto, si trovarono di fronte il tavolo già apparecchiato.
"Eccomi, mettetevi pure seduti, dove volete", il Commissario Capo era appena uscito dal cucinino con un tavoliere che posò sul tavolo.
"Scusate, ma di là mi stava bruciando tutto... su sedetevi."
Gli ospiti non se lo fecero ripetere e si accomodarono, l'Ispettore a un lato della tavola e i due giovani di fronte.
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B&B - BAD BREATH
Mystery / ThrillerUna ragazza scomparsa in un piccolo borgo montano, un uomo che chiamano 'il pazzo' e cinque ragazzi che loro malgrado si trovano coinvolti in qualcosa di insano. L'arrivo di una donna, di professione criminologa ed esperta in tecniche di profiling...
