Sono due giorni che non mangio, bevo solo acqua dal rubinetto, il suo odore maleodorante mi nausea.
So che sono due giorni dalle tacche che ho inciso sul muro.
Sono stanca, sfinita e ho fame...
Ann guarda nel vuoto, ma è un vuoto che immagina soltanto, occultato dal buio totale.
Sono debole, ma lucida, molto più dei giorni scorsi. Mi stava narcotizzando, ora ne sono certa.
Lei lo aspetta e la paura le attanaglia lo stomaco. Ora che si sente più cosciente non sa come reagirà, quando lo vedrà.
Lo capirà appena la luce si accenderà e quel momento pare sia arrivato.
Lei rabbrividisce, chiude gli occhi e si stringe le ginocchia contro il petto.
"Il tuo cibo."
La paura di lui è pari al desiderio di mangiare; il pensiero di gettare nel water il contenuto del piatto, come sta facendo da due giorni, le provoca fitte allo stomaco.
"Prendi."
Sente quella voce cavernosa che per tutta la prigionia l'ha terrorizzata; la odia, la teme... ma le sembra diversa.
Ha qualcosa di strano, come fosse una voce finta, costruita.
Gli occhi di lei, arrossati da pianti senza più lacrime, si spalancano.
Vuole vederlo, non vuole più immaginarselo.
Sa che quel mostro esiste, ma è la sua mente che gli ha donato grandezza.
Era quello che voleva: guardarlo senza avere il cervello ottenebrato dalle droghe.
Ed è così che quel volto si mette a fuoco davanti a lei, ma quello che vede la lascia sgomenta, non si tratta di un volto, ma di una maschera.
Le sembra di guardare uno di quei mostri da sfilata carnevalesca.
Un volto glabro con un'escrescenza sopra una tempia, ma è solo una maschera di gomma.
Due occhi scuri, seminascosti dietro inquietanti fessure, sembrano leggerle i pensieri.
Lei capisce che non può tradirsi, non deve tradirsi, non ora; non può palesare il fatto che ora è lucida.
Quegli occhi malsani la scrutano e Ann vi coglie qualcosa, come una scintilla e questo la paralizza.
Lo sa, sa che sono in grado di capire la sua farsa.
"Cos'hai? Perché mi guardi così?"
Forse l'istinto, o forse un ragionamento frutto delle sue ultime forze, le fa proferire le sole parole che avrebbe potuto dire: "Sono stanca, mi sento debole... perché non mi lasci andare?"
Strascica la voce, sa che deve sembrare drogata; non le risulta difficile farlo perché è sfinita.
Distoglie gli occhi da quell'orrida immagine di gomma, la sua voce può fingere, i suoi occhi no.
"Come è stata la doccia? Ti è piaciuta?"
La domanda la sorprende, non sa cosa dire.
Quegli attimi di silenzio diventano suoi complici, "Quale doccia? Non ricordo."
La voce è impastata come se si fosse appena svegliata.
Sta indossando egregiamente i panni della ragazza imbottita di farmaci.
"Non ricordi?"
Non risponde, muove la testa nel vuoto, come fosse in un altro mondo.
"... ne farai ancora e ci saranno altre sorprese, per te."
In quel tono di voce Ann ha la forza di scovare qualcosa di morboso.
Chiude gli occhi, il tempo per sentire la porta che sbatte.
Se n'è andato.
Il cibo è nel piatto, in terra.
Lo guarda.
Con occhi pieni d'odio, lo prende e lo getta nel water.
Il rumore dello sciacquone copre i suoi singhiozzi.
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B&B - BAD BREATH
Misteri / ThrillerUna ragazza scomparsa in un piccolo borgo montano, un uomo che chiamano 'il pazzo' e cinque ragazzi che loro malgrado si trovano coinvolti in qualcosa di insano. L'arrivo di una donna, di professione criminologa ed esperta in tecniche di profiling...
