Capitolo 33

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Il suono del campanello d'ingresso la fece sobbalzare, nonostante un messaggio WhatsApp le avesse appena preannunciato il suo arrivo.

Dall'alto del mio essere borghese so che i pochi abitanti di un qualsiasi piccolo borgo, riguardo le novità, non possono che avere una buona predisposizione al mormorio.

Questa visita servirà di certo a farlo aumentare, ma detto tra me e me... checcazzomenefrega.

Aprì la porta.

"Ciao."

"Ciao."

"Mi fai entrare o devo restare qui?"

"Mmh, entra, per questa volta."

"Sei tu che hai fatto gli inviti."

Lavinia socchiuse gli occhi, "Mi era parso, quasi quasi, che tu avessi cercato di autoinvitarti."

"Quei 'quasi quasi' potrebbe creare molti scenari."

"E di che tipo?", la Commissaria sorrise, nel formulare quella domanda.

"Di tanti tipi."

-

Lavinia era distesa nuda su un fianco, sopra le lenzuola, il gomito premeva contro il materasso e la mano, appoggiata al viso, le teneva sollevata la testa.

Era difficile capire cosa stesse pensando, ma era felice, lo si vedeva dalla sua espressione e dal suo modo di porsi. Guardò quel corpo seminascosto tra soffice tessuto di cotone.  "Cosa ci fai lì sotto?"

"Non farci caso è solo timidezza."

Lavinia storse le labbra, "Timidezza?"

Con un rapido gesto strappò via quel leggero telo bianco.

"La solita impulsiva", buttò lì la ragazza.

"E ora?"

"Non saprei, sei tu che prendi l'iniziativa, di solito."

Lavinia non rispose e si avvicinò.

Appoggiò le sue labbra sulla bocca di colei che sembrava essersi appropriata del suo letto a una piazza e mezza.

Le loro lingue cominciarono a muoversi, dolci e sinuose.

Sembrava volessero rincorrersi in una sorta di gioco infantile.

I due organi dedicati al gusto si fusero in una sorta di abbraccio e la ragazza che giaceva sotto il corpo di Lavinia emise un gemito.

"Cosa c'è?"

"Nulla, continua."

Quel gioco vorticoso, tornato più intenso di prima, finì solo quando Lavinia spostò le sue attenzioni al collo della compagna.

La sentì fremere.

Mentre scendeva, con la punta della lingua le sfiorò un capezzolo e, indugiando sull'areola, quel piccolo lembo di nervi divenne subito turgido. Poi fece lo stresso con l'altro.

I gemiti della ragazza si trasformarono in sordidi mugolii, "Leccameli..."

"Non ancora."

Continuò la discesa, fino a una zona densa di umori.

"Ti prego..."

La lingua di Lavinia si muoveva lungo le piccole labbra che sembravano schiudersi come i petali di un fiore, mentre le dita sfregavano i capezzoli gonfi.

La parte più sensibile di quel corpo era sulla punta della sua lingua e quando l'altra inarcò la schiena, lei continuò e lo fece come se non volesse mai smettere.

B&B - BAD BREATHLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora