Arrivammo nella strada principale di quella cittadina e trovammo tutti i nostri amici in cerchio a chiacchierare.
-Sei davvero bellissima oggi, scusa se non te l'ho detto prima- mi sussurrò all'orecchio.
Io sorrisi -Anche tu stai molto bene oggi-
-Lo so- sorrise, sciolse la mano dalla mia e mi circondò la vita attirandomi più stretta a lui.
Sara ci vide ma ci lanciò solo uno sguardo disgustato e tornò parlare con Ed. Oh aspetta ho sbagliato, volevo dire 'strusciarsi contro Ed'. Ma allora sei troia davvero.
Io sbuffai e Colin mi strinse di più a se, quando alzai lo sguardo lo vidi guardare altrove. -Cosa è successo con Sara, Colin?-
-Niente- disse solamente e mi incitò a camminare.
-Hey ragazzi- li salutò lui con un sorriso a 32 denti... Falso.
Ci salutarono a loro volta.
-Allora, dove vogliamo andare?- chiesi
-A bere!- urlò Kassandra.
-Vacci piano tu- la sgridò Ale -Non voglio doverti raccogliere da terra-
-Oh ma zitto, il fatto che tu sia astemio non significa che sei più saggio, ma solo che sei noioso- disse lei facendogli la linguaccia.
Eh già, Ale era astemio, qualsiasi cosa contenesse un minimo di alcol gli faceva vomitare pure l'anima.
Lui la prese sotto braccio alzando gli occhi al cielo e iniziarono a camminare, seguiti da Ed che chiacchierava con Riley mentre Sarà cercava di attirare la sua attenzione.
Infine c'eravamo noi due.
-Ma come faccio a farti ubriacare se devi guidare-
-Non lo fai, molto semplice-
-Un cattivo ragazzo non direbbe mai una cosa del genere- borbottai.
Lui sembrò rifletterci un secondo mordendosi il labbro e guardando in basso, poi si voltò verso di me sorridendo -Hai ragione, come cattivo ragazzo oggi devo bere-
-Bravo- dissi ridacchiando contenta.
-E tu, come brava ragazza non devi-
-Ma che... Oh no no no, non puoi-
-Certo che posso-
Effettivamente aveva ragione ma ero troppo egoista per fare la ragazza intelligente e non bere.
Mi fermai, puntai i piedi e incrociai le braccia al petto -Non puoi impedirmi di bere- dissi
-Che stai facendo? Muoviti- disse lui
-Non puoi impedirmi di bere- ripetei.
-Elizabeth, posso eccome- disse -primo perché sei ancora minorenne e la legge te lo impone. Secondo perché il nostro patto è così e tu hai accettato quindi finiscila di fare la bambina e andiamo- si portò due dita sulla parte alta del naso quasi fosse stanchissimo.
Lo fissai per un secondo rimuginando sul suo modo di trattarmi. Mi aveva chiamata 'bambina'.
Col senno di poi gli avrei dato ragione, non era un comportamento maturo il mio ma a quei tempi volevo avere ragione io.
-Elizabeth se non ti muovi tu ti vengo a prende io- disse lui
-Proprio come farebbe un cattivo ragazzo- lo schernì
-Già ma una vera lady si comporterebbe da signora e verrebbe con me senza fare tante mosse- disse lui iniziando ad avvicinarsi -Senza contare Elizabeth che è tristissimo il fatto che per divertirti tu abbia bisogno di bere fino a ubriacarti- disse lui è un attimo dopo ero tra le sue braccia. Letteralmente, mi aveva preso in braccio mettendo un braccio sotto la mia schiena e l'altro sotto le mie ginocchia. Io mi aggrappai al suo collo e nascosi il volto sul suo collo respirando il suo profumo.
Fortunatamente era ancora presto e non girava nessuno per quel viale se non gente adulta. Anche se infondo non mi sarebbe ugualmente importato, adoravo stare tra le sue braccia. Mentre camminavamo alcune coppie ci indicavano ridacchiando, altre ci degnavano appena di uno sguardo, altre ancora ci guardavano stranite nascondendo un sorriso. Qualche coppia anziana ci guardava adorante come a voler ricordare i vecchi tempi.
-Tutto ok bambolina?- mi chiese lui.
-Profumi di buono- risposi
Lo sentì ridacchiare e darmi un bacio sulla spalla -Anche tu-.
Tutti ridacchiarono quando mi videro arrivare in braccio a Colin. Lui provò a mettermi a terra ma io mi aggrappai ancora di più a lui che decise di portarmi fino al bar così.
Entrammo in un locale nero e blu illuminato solo da delle strisce di neon azzurre e qualche faretto.
Era strutturato come un cinema, composto da 4 colonne separate da delle scalinate con delle luci a neon bianche per far notare i gradini, ai lati c'erano dei tavoli rotondi neri con poltrone in pelle rossa e nel punto più alto della stanza c'era il bar.
Colin si sedette su una poltroncina con me in braccio e mi diede un bacio.
Dopo circa due minuti dal nostro arrivo una cameriera venne a prendere il nostro ordine dopo averci portato il menù.
-Allora che prendete ragazzi?- chiese Ed.
Tutti fecero il loro ordine. Quando arrivammo a Colin lui mi chiese di ordinare per lui così mi voltai alla ragazza -Uno shot di Malibu e un blu Curaçao-
-E tu?- mi chiese Ed
-Solo un bicchiere d'acqua- dissi appoggiandomi al petto di Colin guadagnandomi qualche bacio sul collo mentre tutti gli altri mi guardavano straniti.
Quando arrivarono i nostri ordini Colin mi chiese se volevo averne un sorso.
Io lo guardai stranito -Ma se ci siamo litigati per questa faccenda- dissi
-No, ci siamo litigati perché tu non devi ordinare da bere, ma un sorso dal bicchiere del tuo ragazzo puoi farlo se lui te lo offre-
Io lo guardai stranita, e non per quella decisione improvvisa di farmi bere alcolici ma per essersi definito come il mio ragazzo. Era il mio ragazzo? Ma si, fanculo tutto, era il mio ragazzo.
Poi mi ricordai di un cosa.
-Fermi tutti!- dissi e tutti si bloccarono con i rispettivi alcolici in mano, tranne Alexander che ovviamente aveva in mano un bicchiere d'acqua frizzante.
-Dovete sapere che è la prima volta che Colin si ubriaca- dissi.
Sarà e Riley mi guardavano senza capire, ma tutti gli altri si sorrisero e chiamarono la Cameriera.
-Scusi ci può portare qui un cicchetto del vostro alcolico più forte?- chiese Ed
-Per tutti?- chiese lei
-Per tutti meno che lui- indicò Ale.
Quando la cameriera ci porto i bicchierini pieni di un liquido ambrato tutti li prendemmo in mano e io dissi -È tradizione che la prima volta che ci si ubriaca si beva un cicchetto del miglior alcolico del luogo-
Chiesi con lo sguardo a Colin il permesso di berlo e lui annuì.
-A Colin!- dissi io -E alla sua prima sbronza-
E tutti buttammo giù tutto d'un fiato il contenuto... E tutti prendemmo a tossire.
Era davvero forte per la miseria.
-Porca miseria- disse Colin ridendo.
È tutta la serata fu così, ridendo tra uno shot e l'altro.
Alla fine quando decidemmo che era sufficientemente tardi ci avviammo verso la strada per chiamare un taxi.
-Ma come mai qui non chiedono i documenti?- chiesi mentre sostenevo Colin per un braccio.
-Ma qui vengono per la maggior parte minori- ridacchiò.
Ci infilammo nel primo taxi che trovammo.
Io e Colin andammo nel primo mentre Ed si sedette sul sedile di fianco a quello dell'autista mentre Sara, Ale, Raley e Kassandra nel altro taxi.
Arrivammo a casa in circa venti minuti per il traffico.
Mentre eravamo nel taxi Colin mi prese e mi fece sedere su di lui iniziando a baciarmi. Era proprio andato...
Quando Colin pagò il nostro taxi ci ripromettemmo di dividerci i soldi il giorno seguente.
-Sapete di cosa ho voglia?- disse Colin appoggiato a un palo della luce fuori casa.
-Che cosa?- chiese Kassie guardando nel vuoto.
-Di andare in spiaggia e farmi un bagno- disse Colin. I capelli biondi tutti scompigliati gli ricadevano sulla fonte.
-È un idea fantastica- gridò Kassie -Andiamo!-
Tutti annuirono -Ma sono le quattro di mattina- dissi guadagnandomi un occhiata comprensiva da Ale -Ora capisci cosa devo subire io quando voi siete ubriachi?- mi chiese.
Si, stranamente riuscivo solo ora a capire cosa significava dover tenere a bada due ragazzi ubriachi di notte in una città grande e piena di pericoli.
E mi sentì come se in me, grazie a quella consapevolezza, fosse nata una certa criticità verso i miei modi, e che da allora, la mia visione di un uscita con gli amici per ubriacarsi fosse cambiata.
Entrammo in casa solo per attraversare il salone e andare in spiaggia. Non si sentiva un rumore, le uniche luci erano quelle delle lanterne posizionate intorno alla casa.
-Beh, signori, io vado- disse Kassie iniziando a correre verso il mare togliendosi il vestito da sopra la testa e rimanendo in intimo un secondo prima di gettarsi in acqua -Oddio è ghiacciata!- strillo e tutti le facemmo segno di fare silenzio. Dopo di lei venne il turno di Ed, Sara e Ale con Riley infine Colin e io.
Ho vaghi ricordi di ciò che successe dopo. Ricordo che giocammo a schizzarci e la lotta tra me e Sara io sulle spalle di Colin e Lei su quelle di Kassandra. Già, Kassandra. Ma infondo, Kassie è alta e di costituzione grande mentre Sara è magrissima quindi...
Però c'è da dire che Sara da ubriaca è davvero simpatica. Peccato non lo sia sempre...
Ricordo la corsa che feci in spiaggia per non farmi prendere da Colin.
-Mi è venuta un idea- disse Colin entrando con Ale in casa.
Ale torno con una decina di asciugamani è un telo gigantesco azzurro chiaro che stese per terra.
-Aspettate- disse Kassandra entrando in casa portandosi dietro me e le altre due ragazze. Prendemmo un sacco di cuscini quadrati e li buttammo sul telo.
-Ma Colin?- chiesi è proprio in quel momento lui tornò con in mano un rettangolo marrone.
-È una vecchia radio- mi spiegò lui -Vediamo se riesco a...ecco- disse quando la radio si accese. Ormai mancava poco all'alba.
Lui si stese affianco a me appena in tempo mettendomi una mano intorno alle spalle.
-E davvero fantastico- dissi guardando quello spicchio arancione all'orizzonte.
-Già, è tutto perfetto- disse lui baciandomi prima la guancia, poi le labbra mentre lo stereo cantava ~Come and get your love~ dei Redbone.
E in quel momento, avvolti negli asciugamani di prima mattina mi sentì viva, e mentre quando uscivo con i miei amici nella mia città bevevo per dimenticare tutto, qui tenevo gli occhi spalancati tentando di imprimere a fuoco quei momenti nella mia mente.
Io mi stesi poggiando la testa sul cuscino mentre Colin si mise su di me continuando a baciarmi, ma proprio in quel momento sentì una vibrazione provenire da dentro la mia borsa.
-Aspetta- dissi.
-Pronto?- dissi rispondendo
-Lizzy finalmente sono dio solo sa quante volte che ti chiamo! Che diavolo avete fatto tutta la notte si può sapere!?!- mi urlò contro -Siamo venuti a cercarvi e voi non c'eravate!- disse lei. Sta piangendo? Mi chiesi -Mamma che succede?-
-Non avete visto la televisione? C'è allerta meteo in tutto il paese!-
-Allerta meteo?- chiesi sempre più spaventata.
-Si io...- iniziò poi sentì solo dei mormori
-Mamma!- dissi cercando di attirare la sua attenzione
-Elizabeth sono Nathaniel, di a Colin dell'allerta meteo, un uragano, lui saprà cosa fare, nel frattempo chiudetevi in casa, tutte le porte e finestre chiuse, mi avete capito!? Anche quelle interne. Spegnete ogni qual cosa sia elettronico. Stanno per staccare le linee telefoniche pertanto non potremo sentirci ma cercate di...- poi non sentì più nulla
-Signor Curt!- lo chiamai più volte ma non accadde nulla. La linea era caduta.
Guardai i miei amici che mi fissavano spaventati.
-Ragazzi, dobbiamo muoverci-
-Che succede?- chiese Colin
-Allerta meteo, probabilmente un uragano- dissi io. Nel frattempo si era alzato un forte vento.
Colin imprecò ad alta voce per la prima volta. Eravamo proprio nella merda.
Ciao ragazzi!
Che cosa dire di questo nono capitolo? Sinceramente non ne ho idea, partiamo col dire che come avevo preannunciato è più lungo del solito.
E aggiorno ora perché questa sera avrò da fare quindi... Niente.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto e grazie molte per averlo letto.
Baci Ny
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Live || #Wattys2016
ChickLitPensavo che mi stesse salvando, e invece mi ha spinto ancora più giù... Sara aveva ragione, gli scrittori non scrivono mai romanzi rosa tra un bravo ragazzo e una cattiva ragazza perché non può esistere un lieto fine per loro... Ed io che pensavo di...
