Live-Capitolo 11

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Hai mai letto la serie After? Di Anna Todd? Beh io si. Il secondo libro inizia con due frasi che ha quei tempi non capì: 'Non sento l'assalto gelato sotto le ginocchia, non sento la neve che mi cade addosso. Sento solo lo squarcio che ho nel petto'.
Quando lessi il libro pensai che quell'emozione si sente solo nei libri, ma in quel momento capì che era tutto vero.
Contro quelle piastrelle non sentivo altro che quel dolore al petto tanto forte da togliere il fiato.
Ti sei mai chiesta perché le persone tradiscono? Io un sacco di volte. Ma mi sono chiesta ancor di più cosa spinga la persona tradita a perdonare il compagno o la compagna traditrice. Insomma, se tradisci è perché la persona con cui stai non ti soddisfa più. Quindi perché non lasciarla e evitare di farla soffrire ulteriormente?
Sentì bussare alla porta -Liz, va tutto bene?- è Kassie.
-Lizzy vieni fuori- mi dice una seconda voce: Alexander, e probabilmente vi era anche Edward.
-Andate via- dissi
-Lizzy, tesoro, non fare così-
-Edward sto bene, ma ho bisogno di stare sola- non sentì alcun rumore. Probabilmente stavano decidendo se era il caso di lasciarmi da sola o meno. -Per favore- li supplicai -Andate a farvi un giro, ma lasciatemi sola-
-E va bene- acconsentirono -Lizzy la tempesta si è calmata, noi siamo fuori a mettere in ordine... A dopo- disse Ale.
Mi spogliai e aprì il getto della doccia, aspettando che si riscaldasse. Rimasi sotto l'acqua calda per circa un ora, forse di più. Ma nemmeno la doccia mi fece sentire meglio.
Mi avvolsi un asciugami inforno al corpo e mi sedetti su uno sgabello trovato sotto il lavandino.
Bussarono piano all porta. Ricordo che il mio primo pensiero fu: Colin. È una fitta di dolore mi fece mancare l'aria.
-Hey Lizzy, sono Riley- disse una vocina fuori la porta -posso entrare?-
Io rimasi in silenzio.
-Ho sentito il rumore dell'acqua e ti ho portato delle cose- continuò lei.
Prima di rimuginare ancora sopra ciò che stavo facendo mi alzai e girai la chiave.
Tornai e sedermi guardandomi allo specchio davanti a me, poco dopo in esso comparve una timorosa ragazzina con un una mano dei vestiti, e nell'altra un piatto coperto da della carta stagnola.
-Hey- disse mettendosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
-Hey- risposi flebile.
-Sai quando sto così mia madre mi prepara sempre una cioccolata calda con dei biscotti. Non ho trovato i biscotti ma ho preparato dei pancakes, e la cioccolata calda è in calici per il vino ma... Spero sia meglio di niente- arrossì.
In tutta la 'vacanza' non avevo minimamente parlato con Riley, e forse è per questo che sopportavo la sua presenza.
Lei prese un altro sgabello e ci poggiò sopra il grande piatto.
-Ti ho portato anche questi- mi passò dei vestiti. Io mi alzai, chiusi la porta a chiave e mi cambiai in un angolino del bagno mentre lei poggiava due enormi calici di cioccolata calda su uno sgabello e i pancakes sull'altro.
Li aveva conditi con del cioccolato sciolto. -Non ho trovato lo sciroppo d'acero- si scusò stringendosi nelle spalle.
Io mi sedetti per terra e avvicinai gli sgabelli.
Riley si sedette difianco a me, prese i 2 calici e me ne porse uno.
-Alla cioccolata calda d'estate- brindò lei
-in calici da vino- e cercai di sorridere facendo toccare i nostri bicchieri.
-Sai, mia madre mi dice sempre che la parte migliore della cioccolata calda non è il sapore ma è proprio il gesto di berla, ti tranquillizza-
Rimanemmo in silenzio per qualche altro minuto.
-Grazie Riley-
-E di cosa?-
-Di avermi portato tutto questo, di non provare a convincermi che ho ragione o che ho torto-
-Beh sono dell'idea che questi siano fatti tuoi, io non sono nessuno per intromettermi- disse prendendo i pancakes e staccandone un pezzetto con le mani -scusa non ho portato le forchette-
-Fa niente-.
Rimanemmo di nuovo in silenzio.
-Allora,  esci con me?- mi chiese lei quando finimmo di mangiare.
Io ci pensai su.
-Si- dissi e mi alzai.
Ora stavo meglio, non bene, ma meglio di prima.
Feci un respiro profondo e spalancai la porta.
Scesi le scale a passo svelto -Edward, Alexander, io vado a casa oggi stesso, se voi volete un passaggio preparate le valige ora- dissi trovandoli in salotto seduti sul divano con gli altri.
Mi avvia in cucina e aprì il frigo prendendo la bottiglia d'acqua.
-Lizzy- mi chiamò Colin
-Si, Colin?- risposi  senza guardarlo fingendo naturalezza
-Non andare, dobbiamo parlare- disse
-E di cosa?- chiesi -Del fatto che ti sei baciato con quella troia tradendomi? O che meglio quella troia ti stava sdraiata sopra sul divano mentre tu la palpavi?-
Lui sbiancò -Non è esattamente andata così- sussurrò così piano che lo sentì appena
-Non ha importanza- dissi prendendo un lungo sorso dal mio bicchiere e mettendolo nel lavandino.
Rimisi la bottiglia apposto. -Anche perché, sapevamo entrambi che sarebbe finita così, io presto sarei tornata a casa e poi a scuola e tu probabilmente saresti partito per qualche viaggio lungo mesi-.
Andai rapidamente in camera mia e misi tutte le cose alla rinfusa nella valigia per poi chiuderla.
Presi il telefono e chiamai mio padre.
-Hey papà- dissi quando rispose
-Ciao Lizzy-
-Senti oggi torniamo a casa no?- chiesi speranzosa
-Si, possiamo già passarti a prendere?- chiese
-Si-
-bene, tra un mezz'oretta siamo da te-
Chiuse la chiamata e io mi misi a cercare le cuffie per ascoltare la musica.
Feci scorrere le canzoni sul display e mie tre cercavo una canzone da ascoltare lessi il titolo della nostra canzone: Haven't met you yet.
Strinsi gli occhi ma mi imposi di andare avanti e scelsi 'Church'
Mi ero innamorata di questa canzone dopo aver visto step up 2.
Quando finalmente arrivò mio padre Alex e Ed decisero di accettare il passaggio e venire in macchina con me.
-Spero di rivederti presto- mi disse Riley.
-Anche io-.
Sara mi si avvicinò e mi sorrise. Aveva vinto.
-Ci vediamo cara- mi schernì
-Spero proprio di no cagna- dissi col sorriso più falso che avessi mai fatto.
Quando passai a salutare Colin lui mi guardò con freddezza.
-Devo dedurre di aver vinto la scommessa- disse solo
-cosa?- chiesi stranita
-Stai scappando, rinunciando. La scommessa la vinco automaticamente io-
-Stronzo- dissi colpendolo -Sei solo uno stronzo!- continuai avvicinandomi sempre più a lui dandogli pugni sul petto.
Tutti gli altri erano fuori casa, a salutarsi.
-Come cavolo ti sei permesso di farmi soffrire così, mi ero fidata cazzo e tu mi hai fatto questo. Ti odio- gridai -Ti odio perché mi hai tradito. Ti odio perché sapevi quanto tenevo a te e non te ne importato nulla. Ti odio perché stavo per fare la stessa cazzata di mio padre. Ti odio perché mi sono innamorata di te- urlai e mi ritrovai tra le sue braccia premuta contro il suo petto-
-Lo so bambolina e mi dispiace. Ma devi lasciarmi spiegare- io rimasi in silenzio.
-Ti amo- disse poi -Ti amo come non ho mai amato nessun'altra al mondo-
-Hai solo 19 anni, non puoi amarmi a quest'età e poi, mi conosci da troppo poco- mi staccai da lui e mi aggiustai i capelli.
-Ma devi credermi- disse lui
-Io non devo fare proprio nulla- dissi e presi la valigia.
-Quindi non... Non vuoi nemmeno ascoltarmi- mi chiese.
Io sospirai -Dammi il tuo telefono-
Lui me lo passò con sguardo confuso.
-Questo è il mio numero, fatti sentire-
Dissi voltandomi e avviandomi verso l'uscita.
-Aspetta- disse lui prendendomi e tirandomi per una mano.
Mi girò e mi baciò. Non fù un bacio lungo e passionale, anzi tecnicamente non si può definire nemmeno un bacio, sfiorò solo se mie labbra con le sue.
-Chiamai- sussurrai sulle sue labbra
-Lo farò- sospirò e mi lasciò andare.
In macchina mi sedetti dietro dalla parte del finestrino mentre Kassie si mise davanti.
-Non fare cavolate- mi sussurrò Ed nell'orecchio.
Io non lo guardai.
-Troppo tardi- sussurrai.
Lui sbuffò -Ricordi cos'è successo con tua madre?- mi chiese -Hai tanto criticato tuo padre, non essere come lui-
Chiusi gli occhi e mi addormentai.
Sognai mia madre che si scusava urlando e mio padre che per la prima volta versò qualche lacrima.
Quando mi sveglia eravamo quasi arrivati a casa. Il mio telefono prese a squillare. Era lui.
E senza nemmeno volerlo, sorrisi.
Il quel momento capì: ero proprio nella merda...

Ciao ragazzi, oggi sto scrivendo a pezzi un 30 posti diversi, ora per esempio sono al supermercato!
Comunque, non ho niente da dirvi perciò, al prossimo capitolo!
Baci Ny

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