-Lizzy?- ripete lui, la voce impastata dal sonno e dalla sorpresa.
Io continuo a baciarlo mentre lui mi tiene stretta a se.
-Aspetta- ma io non lo ascolto. Quando scosta le labbra dalle mie gli bacio le guance, il collo, gli angoli delle labbra...
-Lizzy... Aspetta-
Mi prende dalle braccia e dolcemente mi allontana.
Io mi irrigidisco e l'imbarazzo mi travolge: ma lui almeno mi vuole?
Quando finalmente ridefinisce la distanza tra noi io mi fisso le Allstar. La tentazione di guardarlo è forte ma l'imbarazzo mi blocca.
Lo sento fare un respiro profondo.
-Come... Cosa ci fai tu qui?- mi chiede con le mani sui fianchi, non lo guardo ma nella sua voce non trovo traccia di risentimento... Solo... Curiosità?
Io non ho la forza di rispondergli. Mi vergogno troppo...
-Lizzy?- mi si avvicina di un passo -Guardami-
Io continuo a guardare in basso.
-Hey- lui mi prende il mento tra le mani lo alza.
Tengo gli occhi pieni di lacrime rivolti a un punto qualsiasi dietro di lui.
Lui sembra di colpo accorgersi di dove ci troviamo -Vieni- mi prende per mano e mi porta dentro.
Chiude la porta a chiave e si gira subito verso di me che rimango in piedi a disagio.
E lui... Scoppia a ridere?
Lo fisso sbalordita.
-Non ci posso credere! Sei davvero tu la ragazza che mi è saltata addosso poco fa è che ora prova imbarazzo anche solo a guardarmi?-
Senza volerlo rido anch'io e mi sento subito più a mio agio.
-Ma che c'entra! Prima è stato... Improvviso! Non ragionavo!- dico ridendo.
-E ora che ragioni? Cosa vorresti fare?- mi chiede e subito la stanza si surriscalda. Il mio battito accelera quando un sorrisetto compiaciuto compare sul suo volto. Si alza e mi viene incontro. Poggia le mani sul muro ai lati del mio volto.
-Colin...- dico sospirando.
Le sue labbra sono a un centimetro dalle mie.
-Si?- e si avvicina ancora di più a me sfiorando le labbra con le mie. -Sei un coglione- dico quando fa per baciarmi.
Lui si blocca per diversi secondi.
-Come scusa?- si allontana, incrocia le braccia al petto e mi guarda con un sopracciglio inarcato. È bellissimo...
-Mi hai sentito- dico.
-Si, ti ho sentito ma pretendo una spiegazione-
-Ah, la pretendi?- dico cercando di non ridere.
-Si, la pretendo. E se non me la darai entro tre secondi te la estorcerò con la forza- di nuovo quel lampo malizioso si affaccia nei suoi occhi.
Il faccio lentamente un passo verso sinistra.
-Uno- fa lui lentamente e si lecca le labbra.
Faccio un altro passo.
-Due- lui non accenna a muoversi.
Terzo passo.
-Tre!- io scatto il avanti e con un salto salgo sul letto. Lui mi rincorre e quando riesce a prendermi in pochi secondi mi fa voltare pancia in sotto con entrambi i polsi bloccati sopra la testa.
-Ora parla- mi dice dandomi un morsetto sull'orecchio.
Io smetto di ridere -Perchè non hai combattuto?- gli chiedo
-Come prego?-
-Quel giorno, al telefono, perché non hai combattuto- dico e la voce mi trema -Perché mi hai lasciata andare via?-
-Perché era colpa mia- mi spiega dopo un attimo di esitazione -Perché era colpa mia se stavi così male. Se provavi quel dolore. Era tutta colpa mia. Saresti stata meglio senza di me- ora non ride più, e non è nemmeno nervoso o agitato. È arrabbiato. Arrabbiato come non l'ho mai visto prima. Arrabbiato non con me, ma con se stesso.
-E ora, cosa è cambiato?- gli chiedo
Lui rimane in silenzio per un tempo che pare un infinito -Dovrei chiedere lo io a te, infondo, sei tu quella che è nella mia camera- dice con sdegno.
Mi lascia i polsi e si mette a sedere sulla poltrona davanti al letto.
-Sei... Sei arrabbiato con me?- chiedo, e non so nemmeno io perché. Ho solo bisogno di saperlo.
Lui sospira e si prende il volto tra le mani scuotendo la testa.
Poggia i gomiti sulle ginocchia stando piegato in avanti, il volto nascosto.
Mi alzo e mi avvicino a lui. Mi inginocchio e gli accarezzò i capelli con una mano esitante.
Lui alza lo sguardo su di me è un doloroso sorriso gli si dipinge sul volto.
-Ho paura Lizzy- dice sorridendo e scuotendo la testa -La mia bambolina mi può distruggere con così poco e io, ho paura- ride. Una risata amara e stanca.
-Ho paura anch'io- dico -Ho paura di combinare qualche altro casino... Quest'estate è stata la più... Emozionante della mia vita! E quando le cose sono iniziate ad andare male io ho pensato che magari avrei potuto dimenticare tutto. Chiuderlo in una scatola e gettarla sotto il letto. Archiviata. Ma non è così semplice. Non lo e mai stato. Da quella scatola continuano a uscire frammenti di ricordi, nomi... E fanno male Colin! Fanno davvero male- ormai le lacrime scendono senza più fermarsi -Ogni nome, ogni immagine è un pugnalata al petto. E poi c'è mia madre con quel suo compagno. La psicologa. Io che stavo per fare sesso con Ed...-
-Aspetta, cosa?- ma io non mi fermo.
-E mio padre con Aaron, e il tatuaggio che ho io è che hai anche tu e poi i tagli, tutto quel sangue..-
Colin mi prende per le spalle e mi scuote -Aspetta tesoro, spiegami tutto per bene, dall'inizio- dice
Io gli racconto tutto, quando alla fine alzò lo sguardo Colin ha gli occhi pieni di lacrime e singhiozza.
Mi prende le mani, alza le maniche scoprendo i segni sbiadito del mio dolore e sobbalza -Oh Lizzy- cade in ginocchio davanti a me, prende i miei polsi e li baci, poi mi prende e mi stringe a se.
-La mia piccola- dice in un sussurro. Non so dire per quanto riamammo così. Secondo, minuti, ore?
Quando finalmente riusciamo a staccarci Colin mi guarda.
-Lizzy, hai presente ciò che mi hai detto di te e Ed?-
Io annuisco.
-Non voglio più che tu passi serate con lui, potete essere amici, ma se stai con me niente più serate film solo voi due- io non gli rispondo. Sono combattuta, da una parte Ed è il mio migliore amico e non voglio di certo perderlo, ma, d'altra parte come mi sentirei se fosse successo a lui? -Ok- rispondo solo e lo bacio.
-Colin- sospiro tra un bacio e l'altro -ho bisogno di te- dico
-Sono qui per te bambolina. Sono tuo-
-Mio- sospiro e lo tiro sopra di me.
In pochi secondi tutti i nostri indumenti volano via.
Ma lui si scosta -merda!- dice.
-Profilattico- dico. Non ne ha. Merda...
Lui annuisce.
-Non mi servivano a nulla se non con te- spiega.
-Ringrazia il cielo di avere una ragazza previdente- dico e vado al mio giubbotto.
Tolgo la cover eccessivamente profonda dal telefono e estraggo un preservativo. Rimetto a posto i soldi e la cover e mi avvicino al letto dove Colin si è sdraiato. -Wow- dice lui.
-È geniale non è vero?- ridacchio.
Lui si mette poggiato sulle ginocchia e mi avvicina a se.
Sorridendo prendiamo a baciarci.
La sua lingua invade la mia bocca ed entrambi gemiamo.
-Che brava la mia ragazza previdente- mi dice tra un bacio e l'altro.
Si stacca da me e mi fa sdraiare.
Lui mi guarda e si passa le mani tra i capelli.
-Scusami tesoro, volevo andare con calma, ma ho bisogno di essere dentro di te- mi dice ed entra in me con iun unica spinta.
-Si!- grido io.
Lui mi prende le cosce e le unisce continuando a muoversi dentro di me.
-Oh cristo bambolina, da qui sei stretta!- su piega in avanti e si avventa sulle mie labbra con un gemito.
Io grido sentendolo arrivare davvero in fondo.
-Colin!- grido. Sto per svenire cazzo!
Lui sorride e va ancora più veloce -Brava piccola, grida il mio nome- poi si bagna tre dita con la lingua e inizia a stuzzicare quel fascio di nervi cosi sensibile...
Grido e vengo e lui con me.
-Cazzo!- crolla su di me dopo un ultima spinta.
Rimaniamo abbracciati sul letto. Sudati, ansimanti e soddisfatti.
Lui alza il volto e mi sorride.
Senza parlare ci diamo un casto bacio poi lui prende a baciarmi gli angoli della bocca, la fronte, le tempie, le guance, gli occhi...
Io sono molto meno dolce.
Girò il volto e iniziò a succhiare e a mordere la pelle sul suo collo.
Colin geme -Piccola...- quella parola suona più come un incoraggiamento che come una sgridata perciò continuo.
Gli accarezzo i capelli, poi li tiro forte.
Lui geme -Tesoro, non posso andare in giro con un succhiot... Dio che bello!- dice poi quando gli mordo il collo e inizio a muovermi contro di lui.
Quando sono soddisfatta della mia opera lo faccio voltare pancia in su e gli mordo e lecco un capezzolo. Lui sobbalza e geme. Adoro che sia cosi sensibile!
Lo modo un po' più forte ridacchiando quando grida 'ahia!'
Lui si alza e in meno di un secondo sono a carponi con la testa sui cuscini.
Colin è dietro di me, il suo membro mi sfiora ma non accenna a penetrarmi.
Mi assesta una sculacciata piuttosto forte -Cattiva bambolina, non si fa!- sento il sorriso nella sua voce.
Mi da altre due sculacciate, poi si allontana da me.
L'unico rumore è il cigolio del letto.
Poi sento la sua lingua sul clitoride ancora sensibile e grido.
Lui mi da un altra sculacciata -Fa silenzio-
Continua la sua tortura e quando infine il piacere esplode e lui in accenna a fermarsi devo scivolare lontana da lui sedendomi appoggiata m sulle mani con le gambe serrate.
-Hey, non scappare da me!- dice poi prende le gambe e le attira a se posizionando nel mezzo la testa.
-No!- gli spingo via la testa -Colin, no! Sono troppo...-
-Sensibile?- sorride acchiappandomi per le cosce e tenendomi stretta a se.
-Buona- mi dice e poggia la mano sinistra su mio ventre per calmarmi e stranamente funziona. Smetto di muovermi ma sono ancora nervosa.
Lentamente mi dà un bacio delicato. Sono ancora sensibile, ma non provo dolore.
Lui alza per un secondo lo sguardo come a voler dire 'Visto?'.
Mi da un altro bacio, questa volta a bocca aperta e succhia lievemente.
Io mi irrigidisco ma un gemito di piacere mi sfugge alle labbra.
Sorride e mi dà di nuovo un bacio.
Continua così finché non vengo con un urlo soddisfatto.
Si alza sui gomiti e si avvicina a me. Si lecca le labbra e con un lampo malizioso negli occhi mi bacia.
-Lizzy- sospira tra un bacio e l'altro -La mia Lizzy-.
Lentamente affonda in me. -La mia bambolina-.
Prende a muoversi a un ritmo lento, andando decisamente molto più a fondo delle altre volte.
-Oddio- ansima.
-Colin- mi aggrappo alle sue braccia -Colin più veloce, per favore!-
Lui poggia la fronte contro la mia -Oh no, piccola. Ho bisogno di questa lentezza. Ho bisogno di sentire i tuoi sospiri, i tuoi gemiti. Di sentirti così, stretta e cada intorno a me!-.
Le sue parole sono il tocca finale. Sono persa.
E mentre sono scossa dal piacere Colin affonda altre sue volte e con un ultima spinta viene urlando il mio nome.
Sfinito si appoggia sul mio petto. Io, con quella poca forza che mi resta gioco coi suoi capelli, coccolandolo.
Lui respira piano.
Sono sicura: questo rimarrà uno tra i momenti più belli vissuti insieme.
-Elizabeth- mi chiama con un filo di voce.
-Si?-
-Non ti permettere mai più a lasciarmi chiaro?-.
Io sorrido -Va bene-
-Elizabeth-
-Si, Colin?-
-Ti amo-
-Ti amo anch'io- e non c'è nulla di più vero.
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Live || #Wattys2016
Genç Kız EdebiyatıPensavo che mi stesse salvando, e invece mi ha spinto ancora più giù... Sara aveva ragione, gli scrittori non scrivono mai romanzi rosa tra un bravo ragazzo e una cattiva ragazza perché non può esistere un lieto fine per loro... Ed io che pensavo di...
