Mi svegliai grazie a un calcio allo stomaco. Mi ero completamente dimenticata che dormire con Kassandra era praticamente impossibile, non faceva altro che muoversi e tirare calci. Guardai la sveglia 8:02. Oggi non è giornata pensai...
Mi alzai e mi accorsi di non essermi cambiata ieri sera.
Legai i capelli in uno Chignon disordinato e uscì.
-Colin caro sei sicuro?- disse una voce femminile in salotto.
-Certo mamma sta' tranquilla- le rispose dolcemente lui.
Cazzo, oggi devono venire i genitori di Colin
Stavo per tornarmene in camera quando Colin mi vide -Buongiorno Lizzy- disse.
Io mi voltai a guardarlo e vidi che nella stanza c'erano lui, il padre e quella che doveva essere la madre con un braccio una bambina.
-Buongiorno- dissi.
-Già sveglia?- mi chiese lui sorridendo -Vieni- disse tirandomi. Ci fermammo difronte ai suoi genitori -Hai già conosciuto mio padre- disse mentre io annuivo e sorridevo al padre -Questa è mia madre-
-Piacere di conoscerla signora Curt- dissi porgendole la mano
-oh ti prego, chiamami Emily- disse lei sorridendo.
-E questa piccolina di nove mesi- disse Colin prendendo in braccio la bambina -È mia sorella, Vicky- concluse baciando sulla fronte la bambina che ridacchiava giocando con i capelli del fratello.
A me in genere non piacevano i bambini ma lei era perfetta, occhi azzurri come il fratello capelli biondi e nasino all'insù.
-Non sapevo ti avessi una sorella- dissi accarezzando le braccine della bambina con la punta delle dita. Lei mi guardò e sorrise.
Colin e la sua famiglia scoppiarono a ridere e io ritrassi la mano per qualche secondo chiedendomi cosa fosse successo.
-Bambolina, io ho 4 fratelli- disse lui.
-Cosa?!- dissi io.
-Si- mi rispose il biondo ridacchiando e passandomi la bambina che prese a giocare con una ciocca di capelli tutta impegnata.
-Beh tesoro ora noi dobbiamo andare, mi raccomando!- disse la madre mentre io le passavo la bambina -Elizabeth, mi ha fatto davvero molto piacere conoscerti-
-Anche a me Emily, e ti prego chiamami Lizzy- dissi salutandola con un bacio su entrambe le guance per poi aggiustare il ciuffo sulla fronte di Vicky a mo' di saluto.
-Ciao- ci salutò il padre chiudendosi la porta alle spalle.
Rimanemmo in silenzio a fissarci per poi scoppiare a ridere.
-Tua sorella è adorabile!- dissi io.
Lui fece un passo verso di me mettendo le mani sui miei fianchi -Si, lo è. La adoro-
-E così... 5 figli eh? Ho trovato cosa regalare ai tuoi per Natale-
-Cosa?-
-Un televisore- dissi
-E come mai?- chiese lui, perplesso
-Beh devono trovare qualcos'altro da fare per passare il tempo senò ti ritroverai con altri 10 fratelli prima dei 30 anni!-.
Colin scoppiò a ridere di gusto ed io lo seguì a ruota.
-Allora, tu sei il più grande?-
-No- rispose lui sedendosi sul divano e facendomi sedere sulle su ginocchia. Io mi appoggiai al suo petto e lui iniziò a far scorrere la mano destra si è giù sulla mia schiena -Ho un fratello che ha 24 anni e studia per diventare un avvocato. Christopher. Poi c'è Kyle che frequenta l'accademia militare e ha 21 anni. Poi ci sono io. Poi mia sorella Summer di 15 anni e mia sorella Vicky che hai appena conosciuto- concluse.
-Wow- fu tutto ciò che riuscì a dire.
-E tu? Fratelli? Sorelle?-
-Ho un fratello di nome Jackson- dissi
-Ah si, l'ho conosciuto alla festa, più piccolo no?-
-Si- risposi -Come mai tu hai conosciuto mio fratello e io non ho conosciuto i tuoi?- chiesi.
-Beh, per prima cosa, Kyle e Christopher non sono riusciti a venire, con me c'era mia sorella Summer e Vicky in braccio a mia madre. E per seconda cosa, credo che tu fossi troppo occupata a farmi arrabbiare quella sera- ridacchiò e si girò a guardarmi negli occhi. Io posai la mano sulla sua guancia sfiorando la mascella, il collo, le spalle.
-Riguardo al 'gioco' stabilito ieri sera- iniziai -cosa hai intenzione di fare per trasformarmi in una Lady?- scesi sempre di più con le mani fino ad arrivare agli addominali.
I suoi occhi si scurirono mentre il mio volto si avvicinava sempre di più al suo -Ancora non so, cioè, devo fare in modo che tutte le tue parolacce e gli alcolici finiscano. E non puoi andare a baciare tutti i ragazzi che incontri- disse strofinando il naso contro il mio. Si riferiva sicuramente ai baci che davo a Alex e Ed in pubblico.
-Hai perfettamente ragione dissi- avvicinando le nostre labbra. Sfiorai le sue con le mie e per un secondo feci saettare fuori la lingua leccando il suo labbro inferiore. In quel momento mi alzai di scatto e mi misi a sedere sul divano difronte a lui -E inizierò già da ora. Invece io devo insegnare a te a dire parolacce, a bere alcolici e a sentirti libero di baciare ogni ragazza c'è incontri. In poche parole devo insegnarti a essere... Vivo- dissi sedendomi a gambe incrociate -E non stare seduto così rigido, i cattivi ragazzi non lo fanno-.
Lui mi guardò stranito come fosse in attesa di una qualche illuminazione divina. Io mi alzai sbuffando dal mio divano e mi misi difronte a lui.
-1: appoggia la schiena alla spalliera- dissi spingendolo per le spalle.
-2: appoggia il gomito su bracciolo del divano, chiudi la mano a pugno e appoggiaci la testa sopra- lui eseguì i miei ordini e io continuai -Infine 3: divarica le gambe e magari allunga i piedi, per stare più comodo- lo fece -Finito-.
Mi sedetti sul divano affianco a lui con le gambe incrociate e la schiena appoggiata per metà allo schienale.
-Ho capito, ora tocca a te- disse alzandosi -Girati verso di me e metti giù le gambe da divano- io eseguì ridacchiando. Lui mi prese le ginocchia con entrambe le mani e le chiuse -Una Lady non deve stare mai con le gambe divaricate, fa finta di avere una gonna molto corta- disse
-Io ho solo gonne molto corte e anche con quelle sto' così-
-Che bella visione- scherzò -Schiena dritta- mi prese per le spalle e mi drizzò -Petto in fuori e mani unite sulle gambe- io lo ascoltai.
-Perfetto-.
Lui poggiò le mani ai lati del mio volto spingendo la mia testa all'indietro -Ora, riguardo alla lezione che prevede di poter baciare tutte le ragazze che voglio a mio piacimento...- iniziò lui.
Io sorrisi e un secondo dopo le sue labbra erano sulle mie. Labbra morbide ma carnose. Le mie mani finirono nei suoi morbidi capelli biondi. Lentamente, con una mano, tirai qualche ciocca mentre con l'altra lo tiravo per le spalle sempre più verso di me. Un attimo dopo eravamo stesi sul divano, lui in mezzo alle mie gambe mentre ci baciavamo e, volendo essere sinceri, Colin baciava da Dio! La sua lingua giocava con la mia. I suoi denti mordicchiavano le mie labbra. Le sue mani iniziavano ad accarezzarmi tutto il corpo fino ad insinuarsi sotto la mia maglietta. Le sue mani calde a contatto con la mia pelle mi strapparono un gemito. -Colin- dissi io. Volevo che si fermasse? O che continuasse?... Decisamente che continuasse!
Sentì un imminente bisogno di toccarlo così feci scorrere le mani fino al bordo della sua maglietta alzandogliela fino alle braccia. Feci scorrere le unghie sulla sua schiena strappandogli un gemito. Lui si staccò un attimo da me e quando aprì gli occhi vidi nei suoi un ombra scura carica di desiderio. Ecco il Colin sicuro di se che tanto cercavo.
Si appoggiò sulle ginocchia il tempo di togliersi la maglietta.
Io allungai le mani per toccarlo ma in un secondo lui me le bloccò entrambe sopra la mia testa mentre con l'altra mano mi alzava la maglietta. Io cercai di liberare i polsi dalla sua presa ma non lo volevo davvero, infondo mi piaceva quando un ragazzo prendeva il comando se ne era capace. E Colin ne era decisamente capace!
Lui mi abbassò le coppe del reggiseno che spinsero la mia 4* abbondante verso l'alto.
Lui mi guardò negli occhi come per chiedermi il permesso che io glielo diedi inarcandomi verso di lui con un gemito.
Colin mise una mano sotto la mia schiena e girò con la punta della lingua intorno ai miei capezzoli duri da far male. Io aprì la bocca gemendo.
Ripeté il movimento circa 5 o sei volte fino a quando non lo supplicai -Colin! Oooh ti prego!- dissi inarcandomi contro la sua bocca -Ti prego! Ti prego! Per favore!- continuai a ripetere.
-Shhh- sussurrò lui contro il mio seno. Il suo alito caldo mandò scosse di piacere dritte al mio inguine.
Quando finalmente lo prese in bocca succhiandolo, mordicchiandolo e leccandolo gridai ma lui mi interruppe prontamente con un bacio -Sensibile bambolina?- mi chiese ed io annuì -Devi fare silenzio angelo mio altrimenti sveglierai tutta la casa poi ridacchiò e con quei capelli scompigliati e le labbra rosse per i troppi baci era la cosa più sexy che avessi ma visto.
-Se sei così sensibile qui- disse muovendo un pollice sul mio seno facendomi ansimare -Chissà come sei sensibile qua giù- spostò la mano sul mezzo dei miei pantaloni facendo un lieve pressione -Colin!- dissi io cercando la sua bocca.
-Quanto mi piace quando dici il mio nome bambolina. Vorrei tanto sentirtelo urlare!- disse tra un bacio e l'altro -Vuoi toccarmi angelo?- mi chiese
-Si!- dissi io cercando di mantenere un tono di voce controllato
Lui mi diede uno schifo sul lato del sedere visibile da sotto il divano -Maleducata! Come si dice Lady?- mi chiese mordendomi il labbro inferiore.
-Si per favore! grazie!- dissi e finalmente lui mi sciolse le mani che istantaneamente finirono sui suoi pettorali e lui gemette.
Scale con la mano destra e mi abbasso la cerniera degli shorts.
-Ma che cazzo...?- disse una voce di fianco a noi.
Colin si appoggiò sul mio corpo per nascondermi e quando mi voltai vidi in piedi di fianco al divano Kassandra -È gay eh?- disse rivolta a me
-Gay? Le hai detto che sono gay?- disse Colin guardandomi.
Merda.
Ciao ragazzi,
So che effettivamente è presto per pubblicare storie alle dodici di mattina ma è probabile che questa sera non ci sarei riuscita quindi ho preferito farlo ora.
Adesso, io non so voi a leggerla, ma io mi sto divertendo un sacco a scrivere questa storia!
Spero vi stia piacendo!
Baci, Ny
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