Saltavo da una giostra all'altra.
Da un attrazione all'altra.
Continuavo a dire -Colin facciamo questo!- e -Colin questo dobbiamo assolutamente provarlo-.
Ci sfidammo a un casottino dove con dei fucili dovevi sparare a delle lattine...Vinsi io!
E ovviamente lo feci penare per questo!
-Zucchero filato?- mi chiese lui quando vedemmo un carretto dove un anziano signore continuava a fare stecche con lo zucchero simile a una nuvola e a darlo ai bambini.
-Ti piace lo zucchero filato?- chiesi ridendo.
Lui annuì vistosamente. Sembrava un bambino. -A te no?- e vidi la preoccupazione nel suo sguardo.
-Si, certo- ridacchiai per la sua espressione.
Cinque minuti dopo eravamo entrambi impiastricciati di zucchero rosa.
-Sei tutto sporco- Risi.
Lui rise con me poi mi mise una mano sulla parte bassa della schiena abbracciandomi e dopo aver messo a distanza di sicurezza dal nostro abbigliamento ciò che rimaneva del nostro zucchero filato prese a baciarmi.
Ci baciammo a lungo e intensamente.
Mi staccai solo un secondo strofinando il naso contro il suo -Sai di zucchero- ridacchiai per poi baciarlo di nuovo.
Ma proprio nel momento in cui aprì la bocca per lasciare libero accesso alla sua lingua sentimmo il rumore di una macchina fotografica e un flash ci colpì.
Ci voltammo ancora abbracciati e ci trovammo difronte sua sorella Summer.
-Hey Sun- la salutò -Che ci fai qui?-
-Sono venuta con mamma, papà e Kyle e Chirs. Ma eravate troppo carini e non ho resistito- sorrise passandomi il telefono per farmi vedere le foto. Effettivamente erano belle.
-Poi questo me le mandi?- chiesi
-Certo!-
-Ah eccoti Sun- Emily era appena arrivata insieme a suo marito e insieme ai due figli maschi quando si diresse verso Colin -Caro a diciannove anni non hai ancora imparato a mangiare lo zucchero filato senza sporcarti?- col pollice gli pulì una macchia rosa sul labbro -Aspetta qui dovrei avere una salvietta- e si mise a cercare nella borsa beige.
-Mamma, non ho bisogno di una salvietta-
Kyle scoppiò a ridere -Dai ma', non l'hai capito che la lingua di Lizzy è meglio di qualsiasi salvietta?- rise insieme a Chris.
-Finitela voi due- il padre prese i due ragazzi dal collo piegandoli in avanti per gioco.
La madre si avvicinò ugualmente al figlio al mio fianco con in mano una salvietta umida e dipinta in volto la chiara intenzione di volerlo pulire.
-Mamma, no- disse Colin allontanandosi -Faccio solo- detto questo prese la salvietta dalle mani della madre e se la passò sulle labbra. Le guance leggermente arrossate dalla vergogna.
-Fatto- disse poi cacciandosi le mani tasca e guardando altrove.
Io ridacchiai -No, non hai fatto- dissi, notando un pò di zucchero sul lato delle labbra.
Feci segno alla madre di darmi una salvietta, poi mi avvicinai e con delicatezza feci in modo di pulire la macchia.
Infine passai la salvietta anche sulle mie labbra per sicurezza.
Colin era rimasto fermo a guardarmi poi arrossì quando sentì un 'oh' provenire dalla madre e della sorella.
-Si sì, abbiamo capito, siamo carini. Ora basta!- Il mio biondo mi mise una mano sulla vita attirandomi a se. Io poggiai le mani sul suo petto sorridendo ma lui non mi stava guardando. Mi diede un bacio sulla fronte e lo sentì inspirare forte tra i miei capelli.
-Che giostra farete ora?- chiese Summer
-Mi piacerebbe portare Lizzy sulla ruota panoramica- spiegò Colin voltandosi per indicare la gigantesca ruota a una ventina di metri da noi.
-Oh- arrossì Sun. Ma che...?
-Tutto ok?- le sussurrai
-Si è solo che... Una cosa che ha detto Chris prima-
-Cosa...-
-Ok- ci interruppe Chris mettendosi tra me e sua sorella -Beh, divertitevi!- fece l'occhiolino a Summer e la trascinò via con la sua famiglia a suo seguito.
-Andiamo?- Colin mi porse la mano e ci avviammo verso la ruota.
Quando entrammo nella cabina sentimmo in sottofondo la canzone 'Hero' di Enrique Iglesias.
Ci sedemmo sulle poltroncine imbottite e chiudemmo lo sportello.
Lui si sedette difronte a me e mi prese le mani tra le sue.
Io lo guardai e gli sorrisi.
-Spero che tu ti stia divertendo- disse lui
-Molto, è stata una giornata perfetta- giocai con le nostre mani -Grazie-
-Di cosa?- lui aggrottò le sopracciglia
-Di... Di questo. Di tutto. Solo... Grazie-
Lui mi sorrise e mi diede un casto bacio sulle labbra.
-Grazie a te-.
Quando riaprì gli occhi e guardai fuori dal vetro e mi mancò il respiro.
Eravamo davvero alti.
Lui si alzò e venne dietro di me mettendo le mani suoi miei fianchi e prese a baciarmi il collo.
-Ti amo- mi sussurrò tra un bacio e l'altro.
-Quanto mi piace quando lo dici- inclinai il collo all'indietro per appoggiarmi a lui.
-Ti amo- bacio. -Ti amo, ti amo- bacio. -Ti amo bambolina mia- bacio.
In quel momento mi voltai verso di lui e sorridendo gli misi le mani ai lati del collo e lo baciai.
E, te lo giuro, mai avevo ricevuto un bacio così dolce da qualcuno.
E nel frattempo, mentre lui mi teneva stretta e mi baciava nelle nostre orecchie si susseguivano le note di quella canzone
~I can be your hero
I can kiss away the pain
And I will stand by you forever
You can take my breath away
You can take my breath away
I can be your hero~
-Ti amo- dissi poi quando ci staccammo sorridendoci.
-Ti amo- mi disse lui carezzandomi la guancia.
Quando il giro finì e uscimmo dalla cabina mano nella mano e camminammo così tutto il tempo.
Comprammo caramelle, ci scattammo varie foto con le facce più strane, ma non le pubblicai su nessun social come in genere facevano le mie coetanee. No, quelle erano solo nostre.
Rincontrammo presto la famiglia di lui che si sedette con noi a uno dei tanti tavoli a mangiare e a raccontarmi di tutti i viaggi che avevano fatto in passato. Erano una famiglia così unita...
-E Vicky?- chiesi un momento
-Vicky è con la babysitter, non mi piace Petrarca qui quando c'è così tanta gente- mi spiegò la madre di Colin.
Rimanemmo così per in altra mezz'ora poi Colin si alzò -Beh, ora scusateci, ma devo accompagnare Lizzy a casa-
Salutai tutti e mi avviai verso la macchina col mio ragazzo.
-Non ricordo di aver detto l'orario del coprifuoco- dissi entrando nella macchina.
-Non l'hai fatto- mi disse mentre si metteva la cintura e inseriva la marcia partendo.
-E allora perchè...?-
-Perché ora ho davvero voglia di stare solo con te. Noi due e basta- mi sorrise e accese lo stereo.
-Amo questa canzone!- dissi appena sentì le note di 'Hey there Delilah'.
Alzai il volume e inizia a cantare:
~ey there Delilah
What's it like in New York City?
I'm a thousand miles away
But girl, tonight you look so pretty
Yes you do
Times Square can't shine as bright as you
I swear it's true~
Colin mi guardò sorridendo e alzò il volume poco dopo cantando con me:
-Ohhhh it's what you do to meeeee-
Arrivammo vicino casa mia in poco tempo.
Colin abbassò di nuovo lo stereo e spense la macchina.
La strada era tutta buia.
-Grazie per questa bella serata- mi slacciai la cintura e lo baciai.
-Prego bimba- lui si slacciò la sua e si sporse per tenermi strette mentre prendeva a baciarmi con più foga.
Ben presto mi ritrovai seduta su di lui mentre con le mie mani gli circondavo il viso baciandolo le sue vagavano sul mio corpo.
La destra da sotto la mia maglietta si era fatta strada arrivando ad abbassare le coppe del reggiseno spingendolo verso l'alto, come un corsetto.
L'altra mano mi aveva sbottonato i bottoni dei jeans e ora mi accarezzava da sopra le mutandine. I miei fianchi ruotavano ed entrambi ansimavamo.
-Colin- gemetti
-Shh piccola, ora mi prendo cura io di te- finalmente scostò le mutandine applicando la pressione direttamente sul clitoride -Dio come sei bagnata- mi mise due dita dentro piegandole e sfregando con quel punto magnifico che mi faceva urlare dal piacere.
Misi le mai tra i suoi capelli tirandoli e lui emise un gemito gutturale.
-Così piccola, vieni per me- col pollice iniziò a girare intorno al clitoride mentre muoveva dentro e fuori le dita e piegandole contro il mio punto G.
Venni urlando il suo nome tanto che dovette con l'altra mano tapparmi la bocca.
Quando finalmente mi tranquillizzai lui sfilò la mano da dentro di me.
Io lo guardai sorridendo -Ci sarà mai un posto in cui lo faremo e potrò urlare liberamente?- lui rise dandomi un bacio sulla punta del naso -Forse-.
Mi abbracciò e mi tenne stretta contro il suo petto.
Pian piano feci scendere la mano sul cavallo dei suoi jeans e li slacciai.
Ma lui mi bloccò la mano.
-Che c'è?- chiesi.
-Ascolta-
Rimasi in silenzio e finalmente riuscì a sentire la vibrazione di un cellulare. Il mio cellulare. Lo presi dalla tasca posteriore dei jeans, ma nell'afferrarlo mi cadde.
-Porca...- iniziai mentre mi piegavo per prendere il telefono da vicino i piedi di Colin lasciando il mio sedere in bella mostra. Alzai la testa per tirarmi su quando lo presi ma colpì il telefono -Porca troia!-
Colin mi sculacciò -Non si dice- lo sentì ridacchiare.
-Pronto?- risposi tirandomi su a sedere.
-Lizzy, a che ora torni?-
-Hey papà. Sono praticamente fuori casa- dissi
-E perché non entri?-
-Perché stavo salutando Colin-
-E muoviti dai- la sua voce non era arrabbiata. Stranamente.
-Arrivo-.
Chiusi la chiamata.
-Devo andare- dissi imbarazzata -Non ho il tempo di... Insomma...-
Lui mi diede un bacio sulla fronte sorridendo -Non preoccuparti bambolina, vai a casa-
-Ci vediamo domani?- chiesi sorridendo
-A domani- mi diede un bacio e io scesi dall'auto.
-Ti amo-
-Ti amo-.
Entrai in casa saltellando e trovai i miei a discutere in salotto -Ciao Lizzy- disse mio padre quando mi vide.
-Ciao-
-Io e tua madre volevamo parlarti di una cosa- mi disse mia madre -Due a dire il vero-
-Cosa?- chiesi sospettosa
-La prima è che dopodomani arriva tua zia Luise. La seconda è che appena lei se ne va io e tuo padre vorremmo... Chiedere il divorzio- mi spiegò lei con la sua solita naturalezza.
-Che cosa?!-
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Literatura FemininaPensavo che mi stesse salvando, e invece mi ha spinto ancora più giù... Sara aveva ragione, gli scrittori non scrivono mai romanzi rosa tra un bravo ragazzo e una cattiva ragazza perché non può esistere un lieto fine per loro... Ed io che pensavo di...
