Mi svegliai con una forte sensazione di calore.
Quando aprì gli occhi mi resi conto di essere intrappolata tra due grandi corpi.
-Hai visto che alla fine si è risolto tutto?- chiese una voce alle mie spalle. Aaron.
Erano già svegli, non riuscivo a guardarli in faccia perché nel sonno eri scivolata all'altezza dello stomaco di mio padre.
-Si sì, lo so, me l'avevi detto- lo schernì quest'ultimo.
Sentì il rumore di un leggero bacio e si avvicinarono stringendomi ancor più nell'abbraccio.
Io lentamente feci finta di stiracchiarmi per attirare la loro attenzione. Più che vedere sentì mio padre trattenere il respiro quando alzai lo sguardo.
Gli sorrisi e lui rispose al sorriso.
-'giorno papà- sbadigliai.
-Buongiorno- mi rispose sorpreso lui espirando.
-Buongiorno Aaron- mi voltai a guardare il compagno di mio padre, effettivamente, era proprio un bell'uomo.
-Buongiorno Lizzy-.
Vidi lo sguardo di mio padre scattare su di lui, preoccupato per la mia reazione al suo nomignolo. Io sorrisi e mi girai pancia in giù.
-Aaron mi passi il telefono?-
Lui si girò e prese il telefono affianco a se, probabilmente messo in salvo dai miei movimenti nella notte.
Erano le nove passate.
-Da quanto siete svegli?- chiesi
-Non da molto- rispose mio padre passandosi una mano tra i capelli.
In quel momento i miei occhi finirono per pochi secondi su Aaron e vidi in lui lo stesso sguardo che avevo io quando era Colin a passarsi le mani tra i capelli. Avrebbe voluto essere lui a coccolarlo, ma non lo faceva a causa mia.
-Io devo andare un attimo in bagno- mi alzai e mi avviai fuori dalla stanza, in bagno.
Rimasi lì più tempo del necessario pettinandomi e lavandomi i denti.
Quando tornai i camera vidi da un angolo Aaron che passava una mano tra i capelli a mio padre e si allungava per baciarlo.
Io arrossì lievemente preso il telefono.
Si sentì il rumore dello scatto di una foto ed entrambi si bloccarono sconcertati.
Io scoppiai a ridere tornando da loro e mostrandogliela, era davvero venuta bene.
Papà mi mise un braccio dietro le spalle e mi attirò a se.
Ho il sospetto che si scambiò uno sguardo con Aaron perché lui subito dopo si alzò dicendo di dover andare i bagno.
-Tesoro, sei sicura che ti vada bene questa nostra...-
-Relazione?- finì io per lui
-Si-
-È tutto ok papà. Non ero arrabbiata con te perché hai un compagno, ero arrabbiata perché pensavo non ti fidassi abbastanza di me da dirmelo...-
Lui provò a scusarsi ma io lo bloccai -Lo so. Ora lo so-.
Poi cercai di buttare il tutto sullo scherzo.
-Che poi papà...-
-Dimmi-
-Dove l'hai trovato uno così fico?- sussurrai.
Lui scoppiò a ridere e mi strinse a se.
-Cosa c'è da ridere?- chiese Aaron di ritorno dal bagno.
-Niente- dissi io tentando di reprimere un sorriso.
-Mia figlia mi ha chiesto come ho fatto a...- non finì la frase che io gli tappai la bocca.
-Papà fa silenzio- lui continuava a ridere e a cercare di liberarsi.
-Aaron- cominciò tra una risata e l'altra -Aiutami!-
Aaron rimase un secondo immobile poi però si avvicinò per prendermi e staccarmi da mio padre e involontariamente mi fece il solletico.
Io scoppiai a ridere e mi allontanai fine di addosso a lui.
Mio padre di alzò e, in ginocchio, mi bloccò le braccia.
-Mia figlia vuole sapere come ho fatto a trovarmene uno così fico- disse imitandomi.
Il ragazzo di papà scoppiò a ridere. E io feci l'unica cosa che mi venne in mente: saltai addosso a mio padre facendogli il solletico -Saresti una femmina orribile!-
Lui continuava a ridere -E perché?-
-Una femmina sa cosa si può dire e cosa no!-
-E perché questo non si può dire?-
Smisi di fargli il solletico ragionando sulla domanda è mio padre alzò la schiena da terra facendo leva sui gomiti per darmi un bacio sulla guancia.
-Perché no- dissi solo, non trovando una risposta adeguata -perchè queste non sono cose che si dicono ad alta voce-.
-Ah be, se questo è in ragionamento da donna preferisco essere un uomo! E poi, che ne sai, magari Aaron dopo questo commento lascerà me per stare con te!- ridacchiò e mi sembrò così... Giovane. Felice!.
-Ovvio che lo farà!- Risi e gettai le braccia al collo ad Aaron per renderlo partecipe. Lui rise e si lasciò cadere di schiena a terra.
Poi ebbi un idea. Mi alzai in piedi, incrociai le braccia e feci finta di essere arrabbiata.
-Allora, che intenzioni hai con mio padre?-
-Che cosa?- chiese Aaron mentre papà scoppiava a ridere con un 'Oh mio dio'.
-Devi capire che con lui non puoi giocare, non è uno da una botta e via. Quindi non farlo soffrire o te la vedrai con me!- chiusi il pugno destro col pollice alzato puntandolo verso il mio petto.
Entrambi scoppiarono a ridere.
Il mio telefono squillò.
Lo presi e guardai il nome sullo schermo.
-È Colin- dissi sorridendo.
-Passamelo!- disse mio padre.
-Perchè?- chiesi
-Passamelo, poi vedi-.
Io gli passai il telefono, lui si schiarì la voce e mise il viva voce al telefono.
-Allora, che intenzioni hai con mia figlia?-
-Che cosa?- chiese Colin preoccupato e questa volta tocco a me ridere sottovoce con un 'Oh mio dio'.
-Devi capire che con lei non puoi giocare, non è una da una botta e via. Quindi non farla soffrire o te la vedrai con me!- poi non riuscì più a essere serio e scoppiò a ridere -Scusa Colin, ma dovevo farlo-.
Io gli presi il telefono dalle mani e tolsi il viva voce.
-Hey- dissi sedendomi vicino ai due uomini a gambe incrociate.
-Hey bimba, ho paura di chiederlo ma... Che cosa è appena successo?-
Io scoppiai a ridere e gli raccontai quanto successo poco prima.
Lui rise -Sono contenta che tu sia tornata ad avere buoni rapporti con tuo padre... Anche se...-
-Anche se cosa?-
-Questo letto è troppo vuoto- mi disse -Mi manca averti tutta per me, poterti baciare, accarezzare- lo sentì sospirare -Non sai cosa ti farei se tu fossi qui ora bambolina. Per prima cosa penso che ti spoglierei, poi inizierei a baciarti dove so che ti piace tanto, proprio in quel punto dove...-
Io mi alzai di scatto e mi allontanai da mio padre e Aaron correndo interrompendolo con un -Ok- esageratamente lungo.
-Anche tu mi manchi- dissi quando fui al sicuro chiusa a chiave in bagno.
Mi sedetti sul pavimento con le ginocchia al petto.
-Davvero?- chiese.
-Lo sai-
-Si, lo so. Ma mi piace sentirtelo dire- sentì il suo sorriso -Ma continueremo con queste mielate da diabete istantaneo appena tu accetterai di uscire con me questa sera-
-E dove andiamo?- chiesi
-Sorpresa- mi rispose semplicemente.
-Almeno dimmi come mi devo vestire!- ridacchiai.
-Comoda, molto comoda. Jeans e maglietta magari. Scarpe comode- potevo immaginarlo fare spallucce.
-Ah che peccato- dissi sapendo di stuzzicarlo -Nel mio 'comodo' non rientra la biancheria sexy-
-Qualla sempre bimba!- disse forse un po' troppo velocemente.
-Ma tu hai detto comodo!- risi
-Non così comodo!-
-E va bene, hai vinto. Aspetta un secondo- corsi nell'altra stanza -Papà posso uscire con Colin sta sera?- chiesi senza degnarmi di coprire il telefono con una mano.
-Em...- iniziò ma evidentemente la litigata della sera precedente doveva avergli fatto cambiare idea perché annuì controvoglia -Ma vedi di non fare tardi!-
-Hai sentito?- chiesi riappoggiando il telefono all'orecchio.
-Si, e sono contento di riuscire a sentire ancora dopo il tuo 'Papààààà posso uscire con Cooooolin sta seeeeera?'- mi imitò
-Io non faccio così!-
-Si invece!-
Effettivamente è vero
-Va be, a sta sera!- dissi -Carino-
-A sta sera bambolina mia-.
Chiudemmo la comunicazione e mi sfuggì un sorriso compiaciuto.
La sera arrivò presto, seguì il consiglio di Copin indossando Converse nere, Jeans e una felpa lunga fin sotto il sedere.
-Hey quella felpa la ho anch'io!- mi disse Colin quando salì sulla sua auto.
-Reparto maschile di un negozio-.
Chiuso lo sportello e un secondo dopo Colin mi aveva spinto contro baciandomi con foga. La sua mano era già sotto la felpa. Me la alzò e guardò il reggiseno carezzandomi dolcemente.
Mi slacciò i bottoni dei jeans e mi guardò le mutandine.
Poi alzò lo sguardo nel mio -Brava la mia bimba che fa sempre ciò che dice- sorrise soddisfatto e avviò l'auto partendo mentre si passava una mano tra i capelli.
Io rimasi per qualche secondo stordita.
Avevo detto che avrei indossato biancheria sexy...
-Stupido- dissi aggiustandomi i pantaloni, tirandomi giù la felpa e aggiustandomi i capelli con le mani.
Lui rise, mi prese una mano e se la portò alla bocca per baciarla.
-Allora dove stiamo andando?- chiesi.
Lui non mi rispose, ma dopo circa altri 5 minuti di macchina accostò sul ciglio della strada.
-Metti questa- mi passò una cravatta -Purtroppo non avevo bende, legala sugli occhi- poi cercò nella tasca dei suoi jeans ed estrasse degli auricolari, li collegò al suo telefono e dopo averlo sbloccato andò sulla app per sentire la musica e me lo passò -Prima però, scegli le canzoni-
Io rimasi a guardarlo per qual è secondo -Lo sai che sei il perfetto stupratore in questo momento-
Lui scoppiò a ridere, poi mi si avvicinò e mi sussurrò all'orecchio, cosa che mi fece venire la pelle d'oca -Be, con quel l'intimo in piazzo nero, non posso prometterti che non mi apparterò di nascosto con te- mi diede vari baci caldi e umido sul collo e mi sfuggì un gemito.
Lo sentì sorridere contro la mia pelle. Mi diede un ultimo bacio.
-Muoviti!- mi disse. Io seguì le sue istruzioni.
Dopo 10 minuti eravamo arrivati.
Senza togliere né la cravatta né le cuffie mi fece scendere dall'auto e grazie al suo aiuto riuscì a camminare.
D'un tratto lui si è fermato, mi ha tolto la cravatta ma mi ha messo una mano sugli occhi. Poi, in un colpo solo ha tolto sia quella che le cuffie e sono rimasta a bocca aperta.
Tutti gli stimoli dei suoni, dei colori e delle luci arrivarono in un secondo.
Si sentivano allegre musichette e risate e grida di bambini in lontananza.
-Un luna park?!- chiesi sorridendo.
Lui si tribale nelle spalle con le guance arrossate -Adoro vederti sorridere e ho pensato che qui avresti riso molto così... Ti, ti piace?- chiese e nei suoi occhi vidi un lampo di incertezza.
-Se mi piace? Lo adoro- gli gettai le braccia al collo allacciando le gambe intorno ai suoi fianchi -Sei il ragazzo migliore del mondo!-
Lui rise e mi baciò. Un bacio lungo e intenso.
Quando finalmente ci ricomponemmo lo presi per mano -Allora che aspettiamo? Muoviamoci!- iniziai a correre verso le varie attrazioni.
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Live || #Wattys2016
Literatura FemininaPensavo che mi stesse salvando, e invece mi ha spinto ancora più giù... Sara aveva ragione, gli scrittori non scrivono mai romanzi rosa tra un bravo ragazzo e una cattiva ragazza perché non può esistere un lieto fine per loro... Ed io che pensavo di...
